Crudo, cotto o pastorizzato?

by • 10 maggio 2009 • ProdottiComments (0)7361

Discussioni e confusione sulla vendita del latte crudo in Italia

Le leggi italiane e comunitarie permettono oggi la vendita del latte crudo (che non ha subito cioè alcun trattamento termico) con rapporto diretto tra produttore e consumatore.

Il latte, dopo la mungitura, viene filtrato e raffreddato a una temperatura compresa tra 0 e 4 °C.
La commercializzazione avviene tramite distributori automatici self-service gestiti direttamente dagli allevatori: si inserisce la moneta e la macchina eroga il latte. Le bottiglie in cui raccoglierlo si possono trovare sul posto oppure portare da casa.

I numeri di questo mercato sono in crescita: su tutto il territorio nazionale si contano più di 1.100 distributori e sono circa 500mila i quintali di latte crudo consumati, a fronte di 23.9 milioni di quintali di latte pastorizzato.

Naturalmente come per tutti gli alimenti che si suole consumare crudi (uova, pesce, carne) anche per il latte bisogna prendere alcune precauzioni sanitarie, a causa della ricca flora batterica presente allo stato naturale nel prodotto.

La polemica

Veniamo così alla stretta attualità e alla bufera mediatica che da qualche mese investe il latte crudo: il casus belli è costituito dall’Escherichia Coli O157, un batterio che può essere presente negli animali da latte e trasmettersi all’uomo proprio attraverso il latte non pastorizzato o non bollito con effetti anche gravi, soprattutto per categorie più deboli come bambini e anziani.

latte crudo

L’attenzione sull’argomento è stata provocata in un primo momento da un’interrogazione parlamentare fatta dal senatore Paolo De Castro. L’ex-ministro delle Politiche Agricole, oggi vicepresidente della Commissione Agricoltura al Senato, il 10 ottobre 2008 ha chiesto al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi ragguagli su quali azioni il governo intendesse portare avanti per informare i cittadini sui rischi connessi al consumo di latte crudo.

Secondo i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità sono dieci i casi sospetti monitorati negli ultimi due anni. Tanti, infatti, sono i bambini colpiti da sindrome emolitico uremica (patologia correlata all’Escherichia Coli) che hanno bevuto latte crudo nei giorni precedenti al manifestarsi della malattia.

Basandosi su queste analisi, ancora ipotetiche perché non avvalorate da nessuna indagine, alcuni organi di informazione hanno creato un caso mediatico che ha destato allarmismo nei consumatori.

In seguito a tale situazione, il 10 dicembre il Ministero della Salute ha imposto con un’ordinanza l’obbligo di indicare sui distributori che il latte crudo deve essere consumato solo previa bollitura.

I consorzi dei produttori, pur accettando senza proteste l’ordinanza ministeriale, affermano di sentirsi vittime di un vero e proprio attacco montato dalla Grande Distribuzione Organizzata. Un comunicato stampa di Ruralpini recita: «Contro i distributori di latte crudo è in atto una manovra strumentale perché minano l’ideologia agroindustriale. Non a caso il politico che ha lanciato il sasso è De Castro, presidente di Nomisma, che tra i suoi finanziatori ha Granarolo».

Una guerra ideologica oltre che economica, secondo questa interpretazione, che contrapporrebbe i fautori della sterilizzazione a tutti i costi (in prima linea la Food and Drug Administration statunitense) e i difensori del gusto genuino alla Slow Food.

Perchè il latte crudo

Secondo Coldiretti, la vendita diretta di latte crudo in Italia è disciplinata da condizioni che sono di gran lunga le più “garantiste” per la salute del consumatore a livello europeo.

E’ da rilevare che, in effetti, le condizioni igieniche degli odierni allevamenti non hanno nulla a che vedere con quelle di inizio ’900, che portarono all’introduzione della pastorizzazione obbligatoria. Il latte crudo, infatti, era un alimento di massa, ma, essendo prodotto senza alcun controllo sanitario, contribuiva alla diffusione batterica di patologie come tubercolosi e tifo.

Oggi la situazione non è più la stessa e la legge prevede molta più attenzione per i piccoli produttori di latte crudo che per l’industria del latte pastorizzato. Basti pensare che tutte le imprese dotate di distributore automatico sono soggette a controlli supplementari senza preavviso da parte dei servizi veterinari sia in allevamento che al distributore.
latte crudo o pastorizzato?

Nonostante queste premesse e nonostante la cura degli allevatori, non si può escludere il rischio di possibili contaminazioni da parte di batteri patogeni. 
Il problema non è tanto nella produzione quanto nelle precauzioni che il consumatore prende al momento dell’acquisto.

Se il latte non rimane ad una temperatura bassa (per questo si consiglia all’acquirente di portare con sé una borsa termica) o se la bottiglia in cui si raccoglie il prodotto non è ben pulita, ci può essere una proliferazione batterica.
La bollitura diminuisce notevolmente il rischio, ma naturalmente provoca la perdita di molti elementi nutritivi che costituiscono la peculiarità di questo alimento.

Non c’è dubbio sulla validità della commercializzazione del latte crudo per Coldiretti, che consiglia comunque di bollire il latte soprattutto se a consumarlo sono bambini e anziani.

Giorgio Apostoli, responsabile del settore zootecnico dell’organizzazione degli agricoltori, sostiene che gli elementi di successo di questa forma innovativa di vendita sono tre.Il primo è la qualità: il consumatore può gustare un prodotto saporito, appena munto, sicuramente italiano ed erogabile 24 ore al giorno. Il secondo è il risparmio: la filiera corta offre al consumatore un prodotto di alto valore nutritivo ad un prezzo equo (1 euro al litro), con la possibilità di acquistarne anche in piccolissime quantità. Il terzo è la riduzione dei rifiuti: con i distributori si diminuisce l’utilizzo di cartone e plastica e si incentiva l’uso di contenitori.

Pina Sozio

Pin It

Related Posts

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 

css.php