Fermarsi per ricominciare: il biologico che fa bene all’economia

by • 3 giugno 2009 • Prodotti, Spazio al bioComments (0)2995

La crisi? Il risultato di una crescita artificiosa e accelerata. Così la pensano i fautori della “decrescita felice”, quel movimento di idee che chiede di fermarsi, respirare e pensare a quanto di giusto e necessario si può fare per bloccare la ricerca del superfluo che oggi è causa di tanti mali.

A quanti concordano su questo punto, danno ragione alcuni dati economici. Quelli cioè che mostrano come l’unica finanza che non soffra in questo periodo sia quella “etica” e concreta e quelli che ci dicono che la ricerca del necessario ci sta riportando ad alcune buone abitudini. Prima fra tutte il taglio degli sprechi alimentari e la ricerca di cibi buoni e genuini, cibi che portino una faccia (quella del produttore) invece di una confezione e di un marchio (quelli imposti dal marketing).

agricoltura biologica

Così in un periodo di crisi nera, alcuni settori economici crescono. Quello del biologico, ad esempio.
Ce lo spiega il Sinab, il sistema unico nazionale sull’agricoltura biologica. L’Italia è il primo paese produttore bio in Europa e il terzo al mondo dopo Australia e Argentina.

Qui da noi ci sono ben 50mila aziende bio (43.000 aziende agricole e 7.000 di trasformazione e commercializzazione). Questi dati si riferiscono al 2007, ma i primi numeri sul 2008 indicano addirittura un aumento consistente degli operatori: +29%. Un paradossale aumento in tempo di crisi? Non solo, anche una crescita esponenziale, se si considera che solo nel 1990 le imprese bio erano appena 1.500.

Se a questi numeri si aggiunge poi la crescita dei farmer’s market (i mercati dei contadini che ormai spopolano in tutte le città dell’Occidente) e la moda, speriamo duratura, degli orti casalinghi (chi non ha sentito parlare di quello della Casa Bianca?), si può avere un’idea di quello che sta succedendo. Stiamo rinsavendo.

Lunga vita a Michelle Obama e a quanti vogliano diffondere le buone pratiche alimentari.

Pina Sozio

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