Tra Francia e Spagna mediterranei percorsi del gusto

by • 14 agosto 2009 • Itinerari, Prodotti, VinoComments (0)3942

shot086-copiaFrontiera. Gente catalana in terra di Francia, pescatori e vigneron. Per il colore della sua sabbia questo pezzo di Roussillon al confine con la Catalogna spagnola è stato chiamato Côte Vermeille (costa vermiglia).
Cerbère, Banyuls, Port-Vendres e Collioure: sono quattro i borghi di questo tratto del Mediterraneo fatto di calette e porticcioli, con lo sfondo di colline ricoperte di vigneti a terrazza che si appoggiano ai Pirenei.
Appena superata la dogana, con la capacità tutta francese di saper valorizzare le proprie eccellenze, il viaggiatore è guidato alla conoscenza dei vini della zona anche solo percorrendo in auto l’impervia e meravigliosa strada costiera. “Qui siete nel terroir della AOC Banyul”, “Vigneti della AOC Cote du Roussillon”, “Terroir della AOC Collioure”: sono continui i cartelli che punteggiano le distese di viti basse coltivate ad alberello, così come sono continue le indicazioni dei domain, degli chateaux o delle cantine cooperative in cui si fa vendita diretta dei vini regionali.
Le varietà che più caratterizzano la Catalogna del Nord (così è detto il Roussillon) sono Grenache e Carignan insieme a Muscat e Malvasia (che la fanno da padrone nei Vin de pays des Côtes Catalanes).
Vini del sud che portano l’impronta del mare e della macchia mediterranea (qui gariga) e che dal mare sono rinfrescati anche quando si tratta di vini fortificati e invecchiati come il Banyuls. E’ quest’ultimo il principe dei vini del Roussillon, un vino dolce naturale (Vins Doux Naturels) più spesso rosso che bianco ottenuto da Grenache al 75% per il Banyuls Grand Cru e al 50% per il Banyuls. Le altre uve utilizzate sono il Grenache gris, il Carignan, il Cinsault, il Syrah e il Mourvèdre. L’invecchiamento può arrivare anche a dieci anni nei Grand Cru e avviene secondo modalità diverse (in botti di quercia all’aria aperta, in damigiane di vetro, in ambiente riduttivo).acciughe
I quattro paesi della Côte Vermeille sono il cuore di questa denominazione datata 1909 e famosa già a inizio secolo per ragioni “artistiche”: ispirato dai colori vividi della costa e della natura circostante Henri Matisse diede qui vita al “fauvisme”, movimento che attirò soprattutto a Collioure pittori del calibro di Derin e Braque.
Come se non bastassero solo vino, falesie e acque cristalline ad attirare i viaggiatori, Collioure è famosa da secoli per la sua tradizione culinaria basata sulle acciughe. Le acciughe sotto sale sono la specialità del paese da cui derivano poi la pasta di acciughe e le olive ripiene di acciughe. Oggi sono rimaste solo due aziende trasformatrici: Roques e Anchois Declaux.
La caratteristica specifica dell’”Anchois de Collioure” (che ha ottenuto l’IGP nel 2004) sta nell’abilità artigianale delle “acciugaie” che selezionano e separano a mano i filetti di acciughe, per poi metterli ad asciugare su carta assorbente alimentare, senza mai ricorrere alla lavorazione meccanica.

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