Roma: a spasso alla Biofiera

by • 19 ottobre 2009 • Eventi, Prodotti, Spazio al bioComments (3)6775

BIOFIERA_2009Oggi ho fatto una passeggiata alla Biofiera di Roma: la quattro giorni dedicata al biologico, quest’anno alla sua quarta edizione. Più di cento produttori biologici che espongono, vendono, ma soprattutto raccontano le loro realtà. La giornata era insolitamente fredda per l’ottobre romano (il banale intermezzo “non ci sono più le mezze stagioni” in questo caso calza a pennello). Tutto invitava alla triade divano, coperta e film/libro. Ma io per l’occasione ho assoldato la mia ventennale amica Giada: curiosa, appassionata di cibo (qualcuno oggi la definirebbe una foodie!!) e ottima cuoca. Quest’anno poi la fiera ha traslocato in un luogo bello e suggestivo: le terme di Caracalla.  Passeggiando tra gli stand e naturalmente assaggiando, si mettono insieme i vari tasselli che compongono la biodiversità laziale. Cosi ognuna delle cinque province si distingue per la specificità di certi prodotti. La provincia di Roma per la produzione delle pesche, mentre l’Agro Pontino e la provincia di Latina sono tra le zone più vocate in Italia per la coltivazione dei loro qui kiwi, protetti dal marchio IGP. I Monti Cimini nel viterbese sono tappezzati di alberi di nocciole: la qualità è la gentile romana. E poi ci sono gli oli, con tre zone vocate: la Tuscia, la Sabina e il Frusinate. Ma il Lazio è anche terra di pascolo ovino, da cui discende la tradizione dei formaggi di pecora come il pecorino romano, la ricotta di pecora o la caciotta romana (che è a latte misto ovino-bovino). A salutare l’autunno tra i banchi dei fruttivendoli c’era il cavolfiore, il broccolo romano e le zucche. E poi frutti sconosciuti come le sorbe! Per chi pensa che sia complicato accedere a questi prodotti le opzioni ci sono. Biobox per esempio consegna direttamente a casa per l’appunto un box con verdura frutta pane uova ecc. direttamente dai produttori laziali bio che aderiscono all’iniziativa.

L’Enoteca Regionale Palatium ha aperto per l’occasione due punti di ristoro: il Biodelizio, dove mangiare una rosetta imbottita con prodotti laziali (porchetta, o salsiccia e broccoletti), o un cartoccio di nocciole tostate e il Bioristorante con menu completi sempre dedicati alla tradizione. La manifestazione ha anche previsto uno spazio giochi per i bambini, con attività didattiche e biomerende.

Noi siamo siamo andate via con la cicoria selvatica, l’uva fragola…poi mele, nocciole e castagne. E con la voglia di preparare mille ricette. Bello aver acquistato direttamente dal produttore e a prezzi onesti. Bello lasciare la Biofiera sapendo qualcosa di più del bio e di questa regione. La nostra regione.

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3 Responses to Roma: a spasso alla Biofiera

  1. pina sozio scrive:

    Io ho comprato nell’ordine:
    -una marzolina spaziale, fatta a Campoli appennino, proprio dai produttori del presidio slow food.
    -delle mele così saporite che solo quelle di mia nonna…
    -una serie di piantine aromatiche, canasta da piantare e terriccio biologico.

    Ci fosse tutti i giorni la Biofiera…
    Tutta la gente che c’era domenica secondo te non dovrebbe far pensare a fare un mercato contadino stabile a Roma? anche solo un giorno a settimana, però che sia in un posto definito e non da rincorrere come una setta massonica.

  2. admin scrive:

    Hai ragione!E magari dare un pò più spazio ai prodotti/produttori contadini potrebbe anche risanare l’economia attuale del sistema agricolo.

  3. Giada scrive:

    Viste le belle parole di Silvia, mi sembrava il minimo aggiungere un mio commento alla biofiera. Sono rimasta incantata, entusiasta come una bambina in n negozio di dolci. Prodotti bellissimi e buonissimi ai prezzi del mercato, persone sorridenti e dsponibili che volevano solo farsi conoscere e apprezzare. E poi colori, profumi, il piacere della scoperta di un frutto e della riscoperta di un sapore. Molti della mia generazione non ricordano i sapori di una volta; un tuffo nel passato per arrivare al migliore dei futuri possibili…beh, mi sembra che Silvia l’avesse accennato che sono un po’ matta no?

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