Julie & Julia: donne ai fornelli con la penna in mano

by • 11 novembre 2009 • cibo e culturaComments (0)11601

julie-and-julia1L’altra sera ho visto Julie & Julia. Si è già detto tutto sul film; Meryl Streep stavolta ha messo i panni di Julia Child, una donnona americana a Parigi che s’innamora della cucina francese e decide di “portarla” a casa per farla conoscere al pubblico americano. Erano gli anni 50 e grazie a lei usciva “Mastering the art of French Cooking”. Ma nel film c’è anche New York oggi, il sogno americano di Julie Powell, trentenne di talento aspirante scrittrice, intrappolata in un nine-to-five job (ovvero in America un lavoro d’ufficio spesso monotono come nel caso di Julie). Il sogno diventa realtà quando Julie decide di aprire un blog con la stravagante missione di cucinare in 365 giorni tutte le ricette del libro della Child. Attraverso questo spazio racconta, rivive e commenta tutti i piatti che prepara e naturalmente – potere del web 2.0! – condivide l’avventura domestica col mondo della rete, che piano piano si interessa, la segue e la premia.  Insomma la Child sdogana la cucina francese in America per ben due volte! Ma poi mi sono messa a pensare: chi è la nostra Giulia Child in America? Ovvero: chi è stata la prima (o il primo!) a far conoscere la cucina italiana negli Stati Uniti? Si lo so, la cucina italiana nasce per cosi dire dal “basso”, dalla tradizione regionale, dalla casa, e all’epoca non era certo stata codificata per essere esportata in tutto il mondo, come avvenne per la cucina francese. E allora com’è filtrata negli States? Il mio primo pensiero è andato alle donne sbarcate in America con la malinconia negli occhi e le loro ricette che le avrebbero aiutate a sentirsi più vicine a casa. Lidia Bastianich, oggi una celebrità nel panorama della cultura gastronomica italiana a New York e non solo, arrivò negli States  nel 58 e tanto tempo doveva ancora passare prima che cominciasse la sua carriera d’eccellenza – quattro ristoranti di cui due a Manhattan in partnership con suo figlio Joseph, una presenza ormai decennale in TV e all’attivo numerosi libri di cucina. E prima? Cosa era successo prima?

Curioso perché tra i tanti ricettari che hanno silenziosamente attraversato l’oceano, il primo libro di cucina italiana pubblicato in America non è scritto da un italiano. Fu opera di una signora americana che visse per un periodo a Roma, e nel 1912 pubblicò negli USA “Simple Italian Cookery”.  Cambiò perfino il suo nome nel più italiano Antonia Isola per dare al libro un maggiore appeal sul mercato!  Non so molto di Miss Mabel Earl McGinnis. simple italian cookeryMa voi  provate ad immaginare questa signora a Roma, all’inizio del 900 nel tentativo di sistematizzare questo enorme universo culinario in movimento, a tratteggiare una cucina tanto vasta e allora sconosciuta al pubblico americano!  E poi: che cosa faceva a Roma, dove ha assaggiato i piatti che ci racconta, in compagnia di chi? Andava al ristorante, a ricevimenti, o cucinava lei stessa? E infine, dove ha preso le ricette? E come se l’e’ cavata con la difficile arte di convertire chili in pounds?

Ho potuto sfogliare questo libro online. E’ una trattazione accennata, ancora semplificata, che oggi ci farebbe sorridere. Ma a pensarci bene anche un primo tentativo di far conoscere un mondo, il nostro mondo, a una terra lontana; una geografia sconosciuta, distante all’epoca quasi un mese di viaggio. Tra le varie preparazioni ci sono fettuccine, chiamate ribbon maccaroni (maccaroni, usato per indicare genericamente la pasta, a forma di nastri), ravioli, timballi e risotti e anche la polenta, polpettoni e gnocchi di patate e semolino. Un piccolo gioiello nato dalla voglia e dal talento d’oltreoceano di voler comunicare e valorizzare un fatto. Piu che sfogliarlo su un’asettica pagina web lo terrei volentieri nella mia libreria!

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