Identità Golose 2010: applausi dal secondo giorno

by • 1 febbraio 2010 • EventiComments (2)2055

Qualche tempo fa ho sentito dire che quella della cucina è un’arte di cui si gode nel solo momento dell’assaggio, che non può essere paragonata a nessun’altra forma artistica che rimane nel tempo, ma oggi a Milano qualcuno ci ha dimostrato il contrario.
Ha aperto la seconda giornata di Identità Golose il cuoco ciociaro per eccellenza: Salvatore Tassa. Un’immagine in bianco e nero con mani sporche di terra accompagna le sue prime parole: “Ho pensato molto a quale piatto portare a questo congresso, mi sono interrogato sul tema che avrei dovuto affrontare – il lusso della semplicità – e solo a questo punto ho trovato la risposta che cercavo. Per me il lusso è essere liberi di pensare, di credere in qualcosa, di esprimersi e oggi io voglio essere semplicemente me stesso e la mia Terra”.
Aringa con purè di patate, erbe della Ciociaria, tartufo nero e Terra – purea di rapa bianca con petali di rapa rossa, gelatina di brodo di manzo, olio extravergine e tartufo nero – è  il piatto con cui Tassa ci parla del suo orto, dei profumi che lo circondano e dei sapori che ricorda.
Nessuna velleità artistica, solo delle mani che ogni giorno si immergono nella terra, si prendono cura dei prodotti e comunicano con la mente attraverso il cuore.
Un orto di prelibatezze anche per Alex Gares, lo chef di Barcellona che da qualche anno si è trasferito nelle cucine del Soneva Fushi del Six Senses alle Maldive. Sì, un resort di lusso, ma tutto realizzato in legno naturale e con una filosofia alla base lontana da quella di qualsiasi altra grande catena “sbarcata” alle Maldive. Parla del suo orto e porta fiero sul palco alcuni dei suoi prodotti, di cui, tra l’altro, gode tutto il villaggio. Tutta la natura che lo circonda quindi nei piatti di Gares, che racconta a una platea incuriosita il suo viaggio attraverso le cucine d’Oriente, in particolare nella cucina indiana. Lo chef spagnolo presenta così il suo gambero al curry dove il curry è un’insalata e il tradizionale mango curry, proposto in un’originale versione dolce.
Immagine 001Tutto esaurito all’auditorium di via Gattamelata per l’intervento dello chef di Modena, Massimo Bottura. Sale sul palco con i suoi fogli scritti a penna, con la sua aria un po’ sognante ma con lo sguardo di chi è determinato e crede fortemente in qualcosa. “E’ un momento difficile, quasi una caccia alle streghe, ma io abbandono le polemiche e ritorno a lavorare per contribuire alla diffusione della cucina italiana nel mondo”, questa la premessa che Bottura fa al suo discorso, il più sentito, partecipato e acclamato del congresso. Non c’è innovazione, non c’è tradizione quindi, ma solo dei professionisti appassionati che una volta dietro ai fornelli scelgono di attingere dal passato,  di portarlo con loro nel giusto processo di evoluzione, senza mai rinnegarlo. Le contaminazioni? Solo un punto di partenza. Immagine 004Ed ecco che lo chef modenese trova una risposta, semplice e naturale, a tutti coloro che si interrogano sulla questione cucina-arte: “Quando le idee trovano una forma di espressione, allora possono vivere per l’eternità“. Una pausa, di riflessione collettiva verrebbe da dire, e lo chef presenta il suo primo piatto: la storia di una sarda che vuole diventare una saraghina e trasformarsi in acciuga.
Un nuovo video racconta invece il “Piatto” protagonista di quest’anno: Tutte le lingue del mondo. Un omaggio a Lucio Fontana e la storia di un piatto, dei gesti e delle idee che lo compongono: la lingua in crosta di sale e carbone con cinque salse. Fare mondi in tutte le lingue del mondo, questa la diversa chiave di lettura che Bottura da del suo nuovo piatto. Il video si conclude, la platea si scalda in applauso interminabile, qualcuno si alza in piedi, lui si emoziona. Cuoco dell’anno per Paolo Marchi, lo chef dell’Osteria Francescana lascia il palco con parole rivolte ai giovani: “Coltivate i vostri interessi, studiate, entrate nelle cucine dei grandi maestri e soprattutto non dimenticate mai da dove venite”.
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2 Responses to Identità Golose 2010: applausi dal secondo giorno

  1. [...] l’onda dell’entusiasmo creata dall’intervento di Bottura, arriva lui: Alain Ducasse. Un mito, un’icona della cucina francese degli ultimi [...]

  2. [...] di “Striscia”, teneva il suo intervento, senza dubbio il più plaudito di tutto il congresso (intervento di Bottura a Identità Golose). <object width=”425″ height=”344″><param name=”movie” [...]

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