Striscia e la cucina molecolare: giusto due parole

by • 4 febbraio 2010 • cibo e cultura, EventiComments (2)1764

Il congresso di cucina d’autore di Identità Golose ha risvegliato le polemiche sterili e tremolanti di Striscia e del suo strano testimonial Rocco Iannone contro quella corrente culinaria genericamente inglobata sotto il nome di “cucina molecolare”.

Così lunedì 1 febbraio Laudadio e la sua troupe si sono presentati in via Gattamelata con tanto di “chef” Iannone al seguito (per avere maggiori informazioni su Iannone leggete l’articolo sul Papero Giallo). Nell’auditorium centrale Massimo Bottura , il cuoco italiano più colpito dall’onda della polemica di “Striscia”, teneva il suo intervento, senza dubbio il più plaudito di tutto il congresso (intervento di Bottura a Identità Golose).

Iannone si proclama paladino della cucina italiana e rappresentante di tutti gli italiani che hanno diritto a una cucina autentica e materie prime controllate, soprattutto senza additivi chimici. Io dico “Rocco, grazie non ti scomodare, ma soprattutto non ci rappresentare”. Chi non ricorda la sua immagine in televisione con un mega pesce spada in mano? Perfetta rappresentazione di chi si è saputo servire di una lunga serie di luoghi comuni per far leva solo su quel pubblico che di certo non era in via Gattamelata ad applaudire Bottura. E oggi tutti coloro che hanno paura quando trovano una spuma nel piatto (signori è solo lecitina di soia, la posso fare anche io!), sono solo una parte di quella clientela che inizia a prendere le distanze dalla “nuova” ristorazione. E la cosa più triste è che si tratta proprio del settore che negli ultimi anni rappresenta al meglio la cucina italiana nel mondo. Ma forse a noi italiani tenerci in casa certi talenti non piace proprio.

Sì, ci preoccupiamo degli additivi chimici utilizzati in quantità minime o mandiamo in onda filmati terroristici che coinvolgono genericamente tutta la cucina moderna, che non fanno che attivare una vera e propria caccia alle streghe. Ma di tutti quei locali che ancora oggi  propinano cibi pluriscongelati, che si vantano di un falso made in Italy e che si fanno pagare cifre esorbitanti? No, questo non ci interessa.

Senza dubbio si tratta di un pubblico diverso e di fronte a certi proclami populisti siamo tutti un po’ impotenti.  Certo è che se si parla di qualità, di materie prime e sapori autentici, io scelgo chi me li sappia garantire al meglio: per passione, per ricerca e vocazione.

GRAZIE quindi al lavoro di chi ci fa andare avanti, di chi sa lavorare un orto e preparare un piatto goloso, di chi ci fa divertire con i colori e le consistenze, grazie al lavoro di chi ci emoziona con un sapore o con un’idea…

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2 Responses to Striscia e la cucina molecolare: giusto due parole

  1. [...] noi usiamo a sproposito (e impauriti) l’espressione “cucina molecolare” e crocifiggiamo Massimo Bottura perchè utilizza il sifone, in Belgio si cerca di fare la [...]

  2. [...] vostra pelle l’esperienza culinaria di una cena da un grande chef potrete sfatare tanti miti (cucina molecolare in primis). La tanto criticata cucina di Massimo Bottura vi aspetta con un menu a 90 euro (vini [...]

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