Il sesto gusto: la rivincita del grasso

by • 10 marzo 2010 • alimentazioneComments (0)1195

japAllora, ricapitoliamo. Prima della globalizzazione i sapori riconoscibili dal palato terrestre erano quattro: dolce, salato, amaro e acido. Una classificazione che, a quanto pare, era valida solo per le nostre lingue occidentali, perché poi il vento d’oriente (sconvolgendo la mia vita fino ad allora sana) ci ha spiegato che in realtà i gusti erano cinque: i primi quattro con l’aggiunta dell’umami, il sapore, cioè, dei cibi ricchi di proteine. Ora, nonostante io mi sforzi di conoscerlo meglio, l’umami per me è ancora velato dal mistero. Banalizzando, non riesco a dire mentre cucino: “Uhm, questo lonzino è poco umami, ora aggiungo un po’ di glutammato monosodico”. Non ci prendiamo io e l’umami.

Qualche giorno fa però la mia vita è nuovamente cambiata. Perchè finalmente la scienza ha dato il rango che spetta al grasso. Uno dei miei sapori preferiti è diventato il sesto gusto. Il merito è dei ricercatori dell’università Deakin di Melbourne che, usando una serie di esperimenti di assaggio di sapori, hanno concluso che gli esseri umani identificano il sapore del grasso dalla sua composizione chimica, non dalla sua consistenza.gras
T
utte le persone coinvolte nella ricerca australiana hanno individuato il gusto del grasso quando questo veniva aggiunto a cibi magri e, tra questi, coloro che hanno un’alta sensibilità al gusto tendono a mangiarne di meno (e quindi ad avere indici minori di massa corporea) e, invece,  quelli che ne mangiano molto diventano meno sensibili al grasso. La scoperta, oltre al mio tripudio, ha una serie di risvolti seri poichè apre la strada agli alimenti anti-obesità, cioè a cibi che ingannano l’organismo, perchè pur essendo a basso contenuto di grassi, grazie ad una speciale composizione chimica danno la sensazione di aver soddisfatto la voglia di grasso.

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