Serate romane: da Glass Hostaria una tavola al femminile

by • 6 marzo 2010 • Tendenze culinarieComments (1)10500

Mercoledì sera a Roma tirava un’aria fresca, piacevole e a Trastevere si stava bene anche seduti fuori, con un buon cocktail e in buona compagnia.  Eravamo in sei, tutte donne, amiche, colleghe di lavoro ma soprattutto  compagne di forchetta.

Ma niente accade per caso e se sei cibomani si trovano a Trastevere, di mercoledì dopo il lavoro, un motivo vero ci deve essere. E in effetti c’era: alle 20:30 ci aspettava una delle tavole più interessanti di Roma, capitanata da una delle cuoche più “toste” d’Italia, Cristina Bowerman.

La mia “prima volta” da lei fu tre o quattro anni fa, rimasi entusiasta del posto e tanto più della sua cucina: saporita, originale, corretta. Ma fu la seconda volta che assaggiai un piatto che mi rimase nell’anima, uno di quei piatti di cui non dimentichi l’emozione, la sensazione. Si trattava di un risotto con funghi porcini, arancia candita e petto di piccione: mantecatura perfetta, sapori distinti e armoniosi e un gusto che conquista, un piatto antico e rassicurante quanto moderno.

A fine cena lei venne a tavola per salutare i suoi clienti e accertarsi che fosse andato tutto bene – cosa che non dimentica mai di fare ancora oggi – raccontò la storia di questo risotto (che ora non ricordo precisamente:-) e  nei suoi occhi c’era la stessa cura, passione e dedizione che si percepiva nel suo piatto. Ci sono tornata tante volte e posso affermare che la brava cuoca non ha mai smesso di crescere, di mettersi in discussione, di cambiare e di perfezionarsi.

Dopo questa “piccola” premessa dettata dal cuore vengo al dunque e mi concentro sulla splendida cena.

Che starete bene e a vostro agio lo capirete subito. Riccardo Nocera vi accoglie con estrema cortesia e si prende cura di voi con una classe che, diciamolo pure, non è da tutti. Ama il suo lavoro ma soprattutto lo sa fare bene. Cristina può esser fiera di come i suoi piatti vengono presentati! Fabio Spada,  compagno di Cristina nella vita e nel lavoro, veglia attento sulla sala, si accorge di ogni piccolo particolare. E’ un vero padrone di casa, discreto e presente.

La cuoca ci da il suo benvenuto con roast beef e microverdure. Scegliamo l’antipasto: vince su tutti il filetto di sgombro su pan brioche e stracciatella con  insalata di mela. Qualcuno preferisce le cappesante in crosta di pistacchio, pancetta fresca, cioccolato bianco, patate e capperi canditi (ottime!), ma poi non resiste e ruba un boccone di sgombro. Conquista per bontà e frschezza la tartare di filetto di manzo con arancia, capperi, tobiko, salsa al wasabi e microverdure. Tutto squisito, solo una menzione speciale per lo sgombro: un piatto pulito, elegante che riporta a sapori semplici, confortevole tanto quanto burro e alici.

filetto di sgombro su pan brioche e stracciatella con  insalata di mela

filetto di sgombro su pan brioche e stracciatella con insalata di mela

E’ il momento del primo piatto.Dopo la delusione dell’uscita degli gnocchi dal menu (:-(), mi consolo immediatamente con degli ottimi ravioli di Castelmagno con funghi pioppini. La sfoglia e il ripieno sono in equilibrio perfetto, i funghi croccanti e il Castelmagno intenso e avvolgente quanto basta. C’è chi assaggia per la prima volta le mezzelune ripiene di amatriciana e chi invece sceglie un secondo, pesce bianco in crosta di paprika dolce, crema di cannellini, carciofi e limone candito: profumi e sapori puliti e pesce davvero cotto a puntino!

ravioli di Castelmagno con funghi pioppini

ravioli ripieni di fonduta di Castelmagno, funghi pioppini

E arriva il dolce. Riccardo ci comunica il fuori menu, un nuovo dessert a cui sta lavorando lo chef, solo gli ingredienti ci mandano fuori fase: cannolo di caprino in crosta di pistacchi con zuppetta di timo e mandarino. E’ un dolce che non si dimentica, che rimane nel cuore, nella mente e nella memoria gustativa.

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