Causa- effetto: Kit Kat versus foreste pluviali

by • 7 aprile 2010 • alimentazioneComments (1)1604

Greenpeace ci richiama all’ordine: a chi segue l’associazione in questi giorni è arrivata un’email che recitava nel titolo “Kit Kat, un croccante cioccolato che distrugge le foreste “. Come fa un innocente snack al cioccolato a rompere i maroni alle foreste, mi sono chiesta? E invece il Kit Kat lo fa perchè, come al solito, la sua per-niente-innocente casa produttrice (do you know Nestlè?) fa operazioni di mercato un tantino discutibili.
Ebbene si, Nestlé per produrre le guduriose barrette acquista olio di palma da aziende che stanno devastando la foresta pluviale indonesiana, minacciando la sopravvivenza delle popolazioni locali e spingendo inevitabilmente gli oranghi verso l’estinzione. Questa in due righe è la denuncia di Greenpeace.

Chi non ha voglia di rimanere indifferente alla materia segua il link precedente (con la relativa azione da sottoscrivere) e guardi questo video.

Con tutte le robe che stiamo sentendo in questi giorni sul cibo spazzatura, notizie del genere mi fanno pensare: ma un buon cioccolato fatto con materie prime di qualità, prodotte nel rispetto degli ecosistemi, insomma una merenda buona, che faccia bene (perchè l’olio di palma, cari miei, proprio bene non fa) e che non rompa le scatole agli oranghi, agli indonesiani o ai peruviani, è così difficile da trovare?

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One Response to Causa- effetto: Kit Kat versus foreste pluviali

  1. Pina_Sozio Pina_Sozio scrive:

    Ecco una news arrivata dalla mailing list del Casale Podere Rosa di Roma:

    “Il quotidiano Guardian (7 dicembre 2009) ha riferito che Nestle’ otterra’ la certificazione Fairtrade per il KitKat. Ma tutte le altre barrette e prodotti al cioccolato della Nestle’ continueranno ad esser prodotti al di fuori dal circuito del commercio equo. Il vantaggio del commercio equo per gli agricoltori e’ il prezzo minimo di acquisto garantito da Fairtrade, a fronte del quale – ad esempio – il produttore deve garantire fra l’altro di non ricorrere al lavoro minorile. Il che porta ad una domanda:, se la Nestle’ ritiene di poter far proprie queste garanzie per il cacao utilizzato per produrre il Kit Kat, perche’ non ha intrapreso le azioni che aveva promesso nel 2001 per porre fine alla schiavitu’ infantile nella sua catena di fornitura del cacao nel suo complesso? Perche’ conseguire la certificazione Fairtrade per un solo prodotto della filiera del cacao? L’esperienza ce lo insegna. Quando Nestle’ ha ottenuto un marchio Fairtrade per un suo marchio di caffe’ , cio’ e’ stato usato per una campagna pubblicitaria. Il vantaggio a Nestle’ di ottenere il marchio Fairtrade per Kit Kat e’ ben spiegato in un articolo del Daily Mail: “Migliorera’ l’immagine del produttore del Kit Kat’s, Nestle’, che e’ stato criticato per i suoi standard etici.” Un simile vantaggio per l’immagine di Nestle’ sarebbe totalmente ingiustificato. Gli agricoltori da cui verra’ acquistato il cacao per il Kitkat otterranno i benefici del commercio equo, ma per tutti i fornitori Nestle’ al di fuori di questo circuito, sarebbe come al solito, solo che adesso Nestle’ potrebbe utilizzare il prodotto Fairtrade a livello pubblicitario per sviare le critiche. Anche se il Kit Kat sara’ certificato Fairtrade, continueremo a boicottarlo. Il boicottaggio mette Nestle’ sotto pressione per modificare le sue politiche e le sue pratiche per renderle conformi alle norme adottate dall’Organizzazione mondiale della sanita’. Questi cambiamenti beneficeranno di gran lunga piu’ persone di un prodotto singolo prodotto Fairtrade e il boicottaggio e’ stato essenziale per forzare i cambiamenti che abbiamo raggiunto”.

    fonte (en): http://www.nestlecritics.org/index.php?option=com_content&task=view&id=64&Itemid=1 articolo (it): http://mentifermenti.lacantinadellanonna.net/2010/03/29/fairtrade-certifica-nestle-con-il-kitkat-equo-e-solidale/ video di Greenpeace sulla questione KitKat e olio di palma: http://www.greenpeace.org/italy/kitkat

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