Cosa sapete del tonno rosso? I rischi della disinformazione

by • 24 maggio 2010 • alimentazioneComments (20)5153

Il tonno rosso è in estinzione. A Favignana non ci saranno più mattanze. Nel 2008 sono state pescate 700 tonnellate di tonno illegalmente.

E la colpa di chi è? Dei giapponesi, che pagano il tonno rosso 500 euro al chilo? Della moda del sushi o dei consumatori che non sono (a torto o a ragione) informati sulla gravità della situazione.

tonno rosso in estinzione

Questo è stato il tema della puntata di Report di ieri sera, domenica 23 maggio. Ho pensato che il vero problema sta nell’informazione, o meglio nella disinformazione. Chi compra tonno in scatola non sa la provenienza, gli amanti del sushi e del sashimi ignorano che il tonno sia in via d’estizione e nessuno è consapevole dei rischi che la scomparsa di questa specie comporterebbe nell’ecosistema marino.

Per questo vi invito tutti a guardare con attenzione l’inchiesta “L’ultima mattanza” cliccando su questo link. Poi sarete liberi di ordinare quanti tataki di tonno rosso vorrete, ma almeno consapevoli di quello che significa la vostra azione.

Se vi interessa leggete anche l’articolo che Pina, qualche mese fa, ha scritto sullo stesso argomento: Cibo (in)sostenibile, gioie e dolori del tonno rosso

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20 Responses to Cosa sapete del tonno rosso? I rischi della disinformazione

  1. Enrico scrive:

    Voi parlate di tonno. Io di vope. Le conoscete?

  2. samuela scrive:

    nonostante sia un’appassionata di sushi.. devo ammettere che la “questione tonno rosso” mi era del tutto sconosciuta!
    dopo aver letto quest’articolo.. cambierò modo di ordinare al giapponese.. ma soprattutto.. spiegherò ai miei amici di mangiate che come e.. sono sicura ignorino i poveri pesciolini!

  3. Pina_Sozio Pina_Sozio scrive:

    Brava Laura,l’argomento tonno è importantissimo ed è la cifra di quanto siamo egoisti quando si tratta di soddisfare le nostre voglie.

    @Enrico: io le vope le ho mangiate proprio a Favignana…buonissime e sostenibili.

  4. [...] This post was mentioned on Twitter by LauraDiPietrantonio and I8LA, Foodie . Foodie said: Cosa sapete del tonno rosso? I rischi della disinformazione | Foodie http://bit.ly/cqcOBH [...]

  5. admin scrive:

    Ciao Enrico, che rischi corre la vope?

  6. Andrea scrive:

    sarebbe bene linkare il programma di report di ieri sera in cui oltre ai rischi da te citati ci sono quelli relativi al disastro ambientale che la caccia al tonnno crea, su tutti che fino agli anni novanta sono stati uccisi 7.000.000 di delfini e sul fatto che il pesce “non tonno” che capita nelle reti non viene utilizzato per altro ma buttato per mantenere alto il prezzo dei prodotti ittici. E in africa che mangiano?

  7. Salvatore scrive:

    Secondo voi, vietare la pesca ai paesi appartenenti all’unione europea, quando sul mediterraneo affacciano anche i paesi africani, è sufficiente a salvare la specie?

  8. Pina_Sozio Pina_Sozio scrive:

    Ciao Salvatore, io penso che nessun provvedimento serva ormai senza un coordinamento e un rispetto delle regole “globale”.

    A parte i paesi africani, le grosse navi giapponesi e scandinave che vengono a pescare nei nostri mari costituiscono un grande problema…perciò la risposta purtroppo è no e credo che i provvedimenti (come tanti altri presi finora) avranno ben poca efficacia sul destino dei tonni.

  9. Alfonso scrive:

    Siamo alle solite mezze verità,bella inchiesta,ma incompleta.Si fà dinuovo di tutta l’erba un fascio.Perchè non viene detto che la pesca del tonno rosso è permessa un mese all’anno?Che la taglia minima è di 30kg;che è stato proibito l’uso dei mezzi aerei per la ricerca dei branchi,che le quote si sono ridotte dell’ottanta precento in quattro anni;che le barche italiane saranno costrette a diminuire da 49 a 15 o 9.Mentre in tutto il mondo si pesca senza quota e taglia minima il tonno pinna gialla e le altre specie.In australia e in america si usano ancora gli aerei,che sono un sistema che abbattono i tempi di ricerca e quindi la diminuzione dei costi e anche di selezione dei branchi.Non vengono mai menzionati le migliaia di giovani tonni che i pescatori dilettanti catturano da agosto a dicembre.Perchè non si dice che la maggiorparte degli sforamenti delle quote è causata dalla pesca da parte di barche illegali.Lo sapete che il pinna gialla è passato dai 3€ a 7€ nei mercati europei ed è in aumento,perchè sta sostituendo il tonno rosso nei ristoranti giapponesi.Però non mostrano mai le ricerche che dimostrino che il tonno rosso è in estinzione,perchè?Io da pescatore pensavo che con tutte queste limitazini il prezzo per noi salisse e invece è fermo a pochi euro 4-5 al kg.Intanto solo noi italiani siamo costretti a restare in porto,ma non preoccupatevi perchè la quota tonno che dovevamo prendere noi del sistema a circuinzione, lo stato italiano ha pensato bene di distribuirla alle tonnare fisse(e va bene),ai palancari che non si possono controllare tutti,ma udite udite alla pesca sportiva,cosi per sport si può pescare,per mandare le famiglie avanti no.Intanto il tonno è salvo e noi pescatori ci stiamo estinguendo.

  10. Pina_Sozio Pina_Sozio scrive:

    Oh Alfonso, finalmente la testimonianza di uno che sa di cosa parla. Il problema, io anche non mi stancherò mai di dirlo, non è la nostra pesca, che già è di dimensioni ridotte anche senza interventi di legge. Il problema è sempre lo stesso in Italia: troppe leggi, troppe restrizioni e nessuno che le rispetta. E gli unici che le rispettano sono i “pesci piccoli” che sono gravati dalle mancanze e dai reati dei “pesci grossi”. Così per le tasse, pensateci: se le pagassimo tutti, ne pagheremmo infinitamente di meno. Lo stesso per la pesca: se le grandi aziende rispettassero ecosistema e limiti, i piccoli pescatori non sarebbero gravati da vincoli e restrizioni che ammazzano il loro lavoro.
    Bisogna farsi ascoltare, non arrendersi.

  11. Alfonso scrive:

    La questione è che sono anni che i pescatori,quelli legali,con licenza e permesso,fanno da parafulmine per le illegalità che ci sono nel settore.Fatto clamoroso nel 2008 la pesca al tonno rosso finiva il 30 giugno,ma il commissario alla pesca Borg fece fermare le barche italiane il 15 giugno,perchè diceva che avevamo esaurito le quote,cosa dimostratasi falsa.Intanto che le barche venivano scortate nei porti,barche senza il permesso per il tonno rosso pescavano indisturbate,addirittura alcune avevano un permesso per la cattura a scopo scientifico e abbiamo saputo che avevano catturato 4-5 voltete in più di ciò che gli era stato attribuito.Poi,fatto che può essere tranquillamente verificato,quellanno il tempo non è stato buono per la pesca fino al 10 giugno,qualcuno mi sa spiegare come mai se il tonno è in estinzione come hanno fatto a pescare in 5 giorni tutta la quota,che prima pescavamo in un mese? Ora non voglio fare l’avvocato,ma non abbiamo mai avuto la possibilità di difendere le nostre raggioni,noi conosciamo i nostri peccati,ma perchè dobbiamo pagare anche per le colpe di altri? Farebbero bene i giornalisti ad intervistare i veri pescatori,chi ha ricevuto il rispetto per il mare che non è solo fonte di guadagno ma è la nostra stessa vita.

  12. admin scrive:

    Ciao Alfonso, le tue parole mi fanno capire tante cose e aiutano tutti noi ad avere un quadro più oggettivo della situazione. Grazie. Io vengo da una cittadina di mare (San Benedetto del Tronto) e so bene quanto sia faticoso il lavoro di un pescatore che cerca di “tirare avanti” onestamente. E cosa ne pensi ora del divieto di pesca di seppie, calamari e paranza varia? Credo questo norma possa creare non pochi problemi a ristoratori, pescatori e, perchè no, buongusti. Spero che questa restrizione possa servire davvero a ripopolare il nostro mare.

  13. Alfonso scrive:

    Che devo pensare di queste nuove norme,sicuramente niente di bene,ma il problema è che onestamente c’è stato il tempo per fare qualcosa,ma come al solito in Italia pensiamo di andare avanti con deroghe,proroghe e quant’altro.Il regolamento è stato fatto nel 2006 e per quattro anni si è rinviato il problema,ora vogliamo correre ai ripari all’ultimo giorno?Si sapeva che prima o poi avrebbero dato corso a questo regolamento,perchè aspettare fino ad oggi per fare qualcosa?La gente che compra il pesce che ne sà delle difficoltà che i pescatori debbono affrontare?Questo regolamento non tiene in nessun conto della grande varietà della marineria Europea e in particolarmodo quella Italiana che per la maggiorparte è a livello artigianale,basti pensare la differenza tra Adriatico,Tirreno e canale di Sicilia dove è l’aspetto geografico ad aver differenzito i tipi di pesca.Ma pensate che il pesce mancherà dai banchi dei mercati?Niente affatto aumenteranno le importazioni dai paesi arabi e africani,così le tasche degli importatori si gonfieranno ancora di più.Sarebbe ora il momento non di bloccare i porti,ma gli aereoporti dove atterrano i Cargo pieni di pesce Extraeuropeo.Mangiate pesce Italiano,solo così potete aiutare la pesca italiana.

  14. Alfonso scrive:

    Molte cose in questo regolamento,sono davvero senza senzo,tanto per citarne una,proibire di portare più di una rete a bordo,le barche italiane usano una sola rete per volta ma capita spesso di strapparla,per vari motivi,che si deve fare ora,andare a terra e perdere una giornata per sostituirla?La pesca di telline e cannolicchi si fà sottocosta,ora che bisogna stare più di 500m come si farà?Prima hanno attacato le tonnare,poi barche a strascico e rastrelli,ora aspettiamoci qualcosa per i palangari.Intanto la pesca dilettantistica in mare alimenta un mercato nero del pesce,e con questo ho detto tutto.

  15. admin scrive:

    Sono assolutamente d’accordo con te. Credo che nessuno quest’estate rinuncerà alla classica frittura e che questa norma non faccia altro che favorire l’ingresso di pesce esterno nel nostro mercato. Comunque, l’unica cosa che possiamo fare noi, con il nostro blog, è cercare di informare più persone possibili di questa situazione… spesso il consumatore non è informato e finisce per bersi (o meglio mangiarsi) tutto!

  16. Alfonso scrive:

    LA pesca del tonno si può fare in cinque modi diversi.1)la tonnara fissa,una rete messa sottocosta che sbarra il cammino dei tonni,i quali seguono la rete fino alla così setta camera della morte,dove avviene la mattanza dei pesci.2)Il Palancaro;una serie di ami attaccati ad un cordino o lenza,che può andare da alcune centinaia di metri fino ad anche alcune decine di miglia(come quelli delle navi Giapponesi),i tonni mangiano l’esca e vengono ferrati dagli ami,a questi restano attaccati anche tartarughe,squali,pesci spada e altre specie di tonni.3)Tonnara volante,è una rete a circuinzione,cioè si cala la rete intorno al branco di pesce,poi si chiude il fondo con un cavo,poi si recupera la rete fino a chiudere i tonni in uno spazzio stretto fino a farli morire.Negli ultimi anni si utilizzano gabbie dove il tonno passa dalla rete a circuinzione.Il vantaggio è che il branco non viene ucciso e chi lo ha comprato lo può smerciare a seconda della richiesta.Questo ha fatto in modo che il prezzo salisse,ma ha creato anche molte barche illegali,così anche una piccola barca con una rete abbastanza grande poteva pescare,perchè non viene caricato il pesce a bordo e quindi scaricato nei porti.Vorrei precisare che questo tipo di pesca è altamente selettivo,non vengono pescati ne delfini e ne tartarughe,come succede per altri tipi di pesca e in altre parti del mondo.4)poi c’è la rete derivante o spadara,grandi reti,lunghe chilometri,nelle quali rimane itrappolato tutto ciò che vi entra tonni,pesci spada,tartarughe,squali e cetacei dai piccoli delfini alle balene(QUESTA PESCA è STATA DICHIARATA ILLEGALE) ma praticata ancora in alcuni paesi del meditterraneo.5)poi c’è la pesca sportiva che è quella fatta con lenze che trainano un esca,pultroppo a quella legale si aggiunge quella fatta da migliaia di persone che da Agosto a Dicembre escono a pescare i giovani esemplari di tonno e nonostante quel che si dice della pesca professionale,sono questi ultimi a toggliere la maggiorparte dei tonni dal mare.

  17. Pina_Sozio Pina_Sozio scrive:

    purtroppo si capisce dalle tue parole che la situazione è molto complessa e nonostante questo, invece, viene affrontata molto superficialmente dai legislatori

  18. admin scrive:

    Ciao Alfonso, quante informazioni! Devo leggere il tuo commento con più calma, ma mi sembra di capire che ad aggravare la situazione dei tonni ci sia la pesca sportiva. Dico bene? Questo è davvero assurdo! Torneremo su questo argomento complesso che viene trattato con troppa leggerezza. Grazie ancora per il tuo contributo.

  19. Alfonso scrive:

    Il problema non è la pesca sportiva,quella fatta da chi conosce e rispetta il mare e poi le regole,ma parlo di quelli che quando vedono una bella giornata mettono in moto la barca e si vanno a fare la pesca a traina propio per prendere i tonnetti che da agosto a dicembre popolano le coste.Se si pensa che si riesce a prendere anche più di cento tonnetti al giorno si può capire la gravità del problema.Molti sanno che è illegale ciò che fanno,ma vuoi mettere il gusto di farsi dei barattoli di tonno sott’olio e magari rivenderli? Aggiungendo un ulteriore notizia,l’I.C.A.T.T.,l’organismo che dovrebbe tutelare i tonni,ha disposto una ricerca a scopo scientifico dei branchi di tonni con gli aerei,sapete chi ha vinto tutti i bandi di gara per questa ricerca?Società francesi che hanno fatto prezzi stracciati in modo da mettere propi avvistatori su questi aerei,secondo voi quando trovano un branco di tonni chi arriverà dopo qualche ora a pescarli?

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