Turchia: terra di tesori

by • 24 agosto 2010 • ItinerariComments (0)3303

Appena volte al termine tre lunghe splendide settimane passate in Turchia. Il viaggio è cominciato nella grande ed occidentalizzata Istanbul per un percorso di centinaia di chilometri a sud est lungo la costa egea e mediterranea e con un passaggio in Anatolia occidentale, alla scoperta di luoghi che non conoscevo e neanche immaginavo. Non ci siamo fatti mancare sapori e piatti  della cucina turca, di cui parleremo. Ma prima ancora i nostri occhi si sono riempiti del meraviglioso spettacolo  del suo patrimonio artistico e delle sue bellezze naturali, per mare e per terra.

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l’anfiteatro romano di Pergamo

La storia qui si respira, ed è quella delle grandi civiltà che nel corso dei secoli si sono incontrate e scontrate: ittiti, frigi, lici, poi greci, romani e ottomani hanno regalato alla Turchia una miscellanea artistica unica. Eccovi un piccolo resoconto del mio viaggio nel tempo.
Dalla splendida Istanbul ci siamo diretti in macchina 500 chilometri a sud per visitare le rovine di Pergamo. Lungo la strada che porta a Izmir il paesaggio e’ tappezzato per chilometri da ulivi. Ce ne sono a perdita d’occhio. La temperatura sale e la terra e’ sempre più brulla, selvaggia. E io penso alla Calabria o alla Basilicata. Ma poi qua e la valli verdissime ci riempiono gli o occhi di frutteti. Alberi di melograni, pesche, fichi, prugne, e poi la vite, i fichi d’india. Il gusto di questa frutta succosa e croccante quando la mordi è un’emozione per il palato e i cuore che non dimentichi più. Pergamo e’ difficili da raggiungere. Anche il navigatore si rifiuta di indicarci la strada. Ma quando arrivi in questa acropoli in un attimo sei ripagato della fatica e inizi il tuo viaggio nel tempo: passando per i resti del tempio di Traiano e della biblioteca ci si affaccia sull’immenso e ripido anfiteatro romano che può sedere fino a 10.000 persone. Pergamo dopo essere fiorita in età ellenistica divenne provincia romana dell’Asia Minore. La sua importanza si respira, qui e nel grande centro terapeutico sempre di epoca romana, l’Asclepion, che ci lascia senza fiato per il suo perfetto stato di conservazione.

paesaggio da Pergamo

paesaggio da Pergamo

Quasi 200 chilometri più a sud e verso il mare c’è Efeso, ed ecco un altro tuffo nella storia dell’arte. Anche qui se ne sono viste delle belle: ateniesi, persiani e poi i romani, che hanno lasciato l’architettura che vediamo oggi. La passeggiata tra le rovine bianche è un crescendo di emozioni. Dall’anfiteatro percorrendo la via sacra si arriva “impreparati” allo spettacolo della biblioteca di Celso.

la biblioteca di Celso

la biblioteca di Celso

Lasciamo la costa verso l’Anatolia occidentale, per visitare Pamukkale e le sue vasche di travertino. Da pochi giorni siamo fuori dalle rotte turistiche e sembra un altro viaggio. Attraversiamo piccole città, agglomerati urbani anonimi, invasi dalle parabole sui palazzi e poco altro. Fuori e’ un alternarsi di terreni appezzati, e la vita prevalentemente rurale. Ognuno vende in strada quello che ha, prevalentemente frutta e verdura. I prodotti della terra.

frutta e verdura sono ovunque uno cibo da strada: quest'uomo vende cetrioli che spacca al momento e condisce col sale

frutta e verdura sono ovunque uno cibo da strada: quest'uomo vende cetrioli che spacca al momento e condisce col sale

Arriviamo a Pamukkale verso il tramonto. Un orario ideale per passeggiare tra le vasche. La luce è calda e il bianco candido e morbido del travertino sembra panna montata. Accanto, silenziose su una collina, le splendide rovine di Hierapolis.

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Prossima destinazione Bodrum, a meta’ tra mare Egeo e Mediterraneo. Qui finisce un viaggio e ne comincia un altro. Quello per mare  verso Antalya, lungo la costa mediterranea dove i tesori lasciati dalle antiche civiltà spesso si affacciano sul mare, come lo splendido  sito di Patara, sono raggiungibili con pinne e maschera e si alternano a spiagge meravigliose, come quella di Cirali, dove la tartaruga caretta caretta va a deporre le sue uova preziose minacciate dal pericolo di estinzione.

Bodrum, antica Alicarnasso e città natale di Erodoto, è oggi una specie di schiaffo. Accanto alla Turchia povera e contadina di ieri che abbiamo appena attraversato, convive un’altra realtà, quella della ricchezza del turismo internazionale e facoltoso degli yacht, l’opulenta proposta commerciale di locali, ristoranti, negozi, discoteche. Un altro salto nel tempo.

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