‘A Muntagna

by • 14 dicembre 2010 • VinoComments (1)2804

L’Etna è un nord nel sud. Neve in inverno, elevata escursione termica giorno-notte, piovosità doppia rispetto al resto della Sicilia. Tutta un’altra storia, tutto un altro fascino. La montagna con il vizio del fumo è una vera calamita. In pochi chilometri si va dai riflessi degli scogli sul mare blu cobalto – per dirla alla Dalla – ai crateri di questo vulcano che proprio non sa star fermo. In mezzo una realtà di vigne ad alberello che si arrampicano tra terrazzamenti e muretti a secco.

La viticoltura – giocoforza – è prettamente manuale, al più si fa affidamento sul  fedele mulo; il nerello mascalese e cappuccio dominano tra i rossi, u’ carricante è al governo tra i vitigni a bacca bianca. Già nel 1700 le vigne che dall’Etna guardano la Calabria erano famose per la produzione di un ottimo vino. Lo sapevano bene gli inglesi – già ingolositi dal Marsala – che trasportavano sulle loro navi botti colme di questo vino scuro (ma non troppo) e particolarmente pregiato.

Il vino, prima di affrontare il mare, riposava nel porto di Riposto, un comune ai piedi dell’Etna sul versante Nord-Est. Allora come oggi è il ripiddu, la ghiaia di lava nera, a marchiare in modo indelebile questi vini. Difficile trovare altri esempi in cui da un calice si è in grado di evocare con la stessa intensità il luogo d’origine. Sarà per le vigne ad alberello secolari – alcune delle quali prephiloxera – per il terreno ricco di scheletro o per gli appezzamenti che arrivano anche a 1.500 metri di altitudine: un piccolo record.

“Da un territorio meraviglioso possono provenire solo grandi vini”. Sposiamo in pieno la legge non scritta di Salvo Foti, paladino del territorio etneo, colui che a colpi di cru e impianti eco-sostenibili ha lanciato la riscossa di quest’angolo di Sicilia.

Prendiamo in considerazione tre vini, tre autentici fuoriclasse:

Etna rosso  Musmeci 2007 Tenuta di Fessina

Lo ammetto subito: stravedo per la prima uscita del Musmeci, una selezione dedicata a colui che per tutta la sua vita si è occupato con passione alla conservazione delle “Vigne di Fessina”. L’età media delle vigne in Cotrada Rovittello – rigorosamente ad alberello – supera i settant’anni, le bottiglie prodotte sono solo 8 mila, solo botte grande. E’ un vino che si apre lentamente, parte sornione, in sordina. Come un grande barolo. Per sprigionare via via note di grafite, di fragranti more condite da spiccate sensazioni balsamiche che introducono a un palato di razza. E’ sottile, complesso, con un tannino saporito e di eccezionale fattura che detta i tempi di una progressione soffusa e intensa. La beva? Di superiore e cristallina naturalezza gustativa. Sa di Etna, sa di mare, non finisce mai. E’ il mio vino.

Etna rosso Monte Ilice 2007 Biondi

Il Monte Ilice è innanzitutto un luogo unico che va raccontato. Siamo a Randazzo, ci spostiamo sul versante Nord-Ovest. Lo spettacolo è unico, un monte con pendenze vicine al 30% che guarda direttamente il mare. E’ necessaria una funivia tra le vigne ad alberello per trasportare le uve dalla cima alla base. Siamo fuori dall’ordinario, esattamente come il vino in questione che gode di una verticalità gustativa proporzionale a quella del monte. Note di fiori rossi e lamponi introducono a un palato di straordinaria tensione, con un equilibrio magistrale tra componenti acide e dolcezza di frutto. Il 2007,  considerata annata calda e minore, è un ottimo millesimo sull’Etna, la maturazione delle uve è stata ottimale. Continuiamo a parlare accompagnati dalla persistenza di questo vino profondo e complesso. In una parola, lunghissimo.

Etna rosso I Vigneri  2008 I Vigneri

La prima volta che l’ho assaggiato ho pensato che qualcuno vi avesse gettato dentro una manciata di lava a mia insaputa. Ero in Germania, l’ipotesi non era plausibile. Minerale nell’anima, propone note di cenere, piccoli frutti neri e una bocca indomita ricca di energia e vena acida. Una forza vulcanica, appunto, senza tante mediazioni e orpelli. In vinificazione vengono usate solo vasche di cemento, nessun lievito selezionato, mentre per l’imbottigliamento si seguono le fasi lunari. La forza di questo vino sono i suoi difetti. Lo rendono unico, riconoscibile, di grande carattere. C’è la mano di Salvo Foti, c’è l’Etna.

Pin It

Related Posts

One Response to ‘A Muntagna

  1. Per fortuna il vulcano non è solo una piaga, come sostiene qualcuno: http://www.youtube.com/watch?v=kAgj9mzbnTA

    :-)
    Ciao e complimenti!
    Maurizio

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 

css.php