Semplicemente… Povero Diavolo

by • 16 dicembre 2010 • Tendenze culinarieComments (2)289

Qual’é la direzione della ristorazione di oggi? E la cucina moderna, quale strada sta prendendo? E perché no, noi, dove stiamo andando? Un gioco ironico di domande (che spero mi perdonerete) solo per sottolineare che a volte noi che ci dilettiamo nel campo dell’enogastronomia ce ne poniamo troppe, che cercare a tutti i costi di scoprire chissà quale nuovo “movimento culinario” che sintetizzi la situazione attuale è ridondante, il più delle volte inutile.

Oggi io una risposta, anche se non so bene a quale domanda, ce l’ho ed è la più naturale e spontanea che io abbia mai trovato, almeno negli ultimi tempi. E si chiama Povero Diavolo.

L’ingresso, che non si cambia, è quello di una vecchia osteria con locanda (qui ci sono anche delle belle camere per trascorrere la notte), una porticina di legno, un attaccapanni all’ingresso e un vecchio bancone, quello che nelle osterie di un tempo non mancava mai. La sala del ristorante vero e proprio è più elegante, ma assolutamente semplice, con tanto di vetrate al soffitto per godere del cielo anche quando si è seduti a tavola.

Fausto e Stefania Fratti (almeno finché non troveranno le persone giuste) servono ai tavoli, lei con una grazia e un calore che contraddistingue tutte le buone padrone di casa, lui con il temperamento di chi in sala non ci sta da molto tempo e preferisce non imbattere in clienti poco simpatici, attento e professionale e soprattutto…di poche parole. Del resto è la cucina di Pier Giorgio Parini a parlare, più di qualsiasi altra cosa, di quel posto incantato. E lo fa con la stessa riservatezza/timidezza che si percepisce nell’aria non appena ci si siede a tavola.

Con la carta dei vini ci si può divertire parecchio, grazie alle scelte interessanti e consapevole di Fausto, ma può capitare, proprio come è successo a noi, di perdere la testa di fronte a uno sfuso d’autore come quello di Valentini e di voler iniziare dal Trebbiano, di finire con il Montepulciano d’Abruzzo, passando per il Cerasuolo. Un vero spasso.

I piatti che arrivano in tavola, beh quelli, sono un’emozione continua. Pier Giorgio è uno studioso pazzo delle erbe e delle verdure che crescono e possono crescere sulla sua terra, gioca con contrasti di sapore e consistenze, senza forzare troppo la mano, nel modo più naturale possibile. È lui con i suoi collaboratori di cucina che porta a tavola la sua deliziosa zuppa di cannocchie con tortellini ai frutti di mare, annuncia con timidezza il nome del piatto e lascia che sia l’esplosione di mare che ci avvolge al primo boccone a fare il resto.

zuppa di canocchie

Sia lo chef che i ragazzi che lo aiutano non indossano divise lussuose, giacche stirate alla perfezione con scritte maestose: qualche “patacca” sul grembiule, giacche comode, al massimo qualche verdurina disegnata, tanto per rimanere in tema.

Lascia senza parole il latte e cioccolato: latte in infusione con i resti del baccalà con quadretti sottili di cioccolato fondente, ognuno con un pizzico di una spezia diversa sopra. Sulla carta è un piatto che lascia perplessi, dopo averlo mangiato non desidererete altro che latte, baccalà e cioccolato.

latte e cioccolato

Presentazione audace e cotture perfette per “tutto il piccione” con coscia, petto e royale di piccione con raviolo ripieno di battuto di piccione.

tutto il piccione

È autunno a salutarci, una squisita mousse di castagne su salsa di fagioli e radici (topinambur, zucca di Chioggia e sedano rapa).

Le bottiglie di vino sono finite, la piccola pasticceria pure, arriva la gattona di casa a farci le fusa e anche Fausto, naturalmente, a fine serata si sbottona un po’.

Povero Diavolo
Torriana, via Roma 30

tel: 0541 675060

www.ristorantepoverodiavolo.com

chiuso mercoledì

70 euro vini escl.

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2 Responses to Semplicemente… Povero Diavolo

  1. Enrico scrive:

    L’ho visto in tv sul vostro canale e mi sembra proprio bravo.
    A presto.

    Enrico

  2. Laura Di Pietrantonio Laura scrive:

    Si Enrico, l’ho visto anche io sul canale del Gambero Rosso, ma non ho mai avuto la fortuna di assaggiare la sua cucina. Dai racconti di Sara e dalle foto sembra valga proprio la pena :)

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