Slow Wine ad Avellino

by • 4 dicembre 2010 • VinoComments (0)1609

E’ stata una bellissima mattinata in Irpinia: produttori e appassionati si sono ritrovati per la presentazione campana di Slow Wine nell’auditorium della Banca della Campania di Avellino. Peccato che una giornata così “bella, buona e giusta” sia rovinata da quei rifiuti lì davanti, che fanno ricordare come Napoli non sia un’isola e come i guai e il malaffare che affliggono il capoluogo, vanno poi a ripercuotersi anche nelle province più piccole e virtuose.
La nuova guida di Slow Food sul vino sta girando l’Italia: dopo la presentazione nazionale, alla vigilia del Salone del gusto, Slow Wine sta toccando quotidianamente tutte le regioni. In progetto ci sono addirittura presentazioni in ogni condotta, in modo da far si che la guida sia viva e che il lavoro migliori grazie al confronto continuo col pubblico e con i produttori.
A proposito di questo contatto stretto con i territori, oggi da Lucio Napodano, fiduciario della condotta di Avellino, è arrivata a Slow Food la richiesta di aprire alle condotte, come accade per i ristoranti segnalati dalla chiocciola, la possibilità di segnalare anche i viticoltori alle commissioni di assaggio. In realtà lo sforzo di essere più vicina ai territori la guida lo ha fatto già: lo dice durante la presentazione Luciano Pignataro, che oltre ad essere un giornalista notissimo nel mondo del vino, è anche il coordinatore per la Campania di Slow Wine. Pignataro ha raccontato che, oltre alle classiche degustazioni, la guida è stata costruita visitando di persona tutti i vignaioli, proprio a partire dalla vigna. Per chi non lo sapesse, questo lavoro non è così scontato, perchè, a differenza delle guide sulla ristorazione, solitamente le guide dei vini vengono fatte sulla base di assaggi alla cieca di campioni di vino spediti alle commissioni regionali.
Una novità importante della guida di Slow Food è l’assenza di punteggi numerici: “La critica enologica non deve essere più interpretata come strumento di potere, ma al servizio del lettore”. Non è difficile rintracciare in quest’affermazione di Pignataro una frecciatina polemica rispetto al divorzio che ha portato alla nascita di Slow Wine. Uno dei curatori della guida, Giancarlo Garigli ha detto che la decisione di non dare punteggi arriva dalla volontà di liberare produttori e consumatori da giudizi semplificati e fare un discorso più complesso, che tenga conto del lavoro che c’è dietro a un vino.
Slow wine è una guida lunga (86 schede solo per la campania) e narrata, che cerca di dare una fotografia della viticoltura attuale. Secondo Garigli la guida trasporta la filosofia di Slow Food e di Terra Madre nel vino.

Conferma questa intenzione anche Roberto Burdese, il presidente di Slow Food Italia. Col suo appassionato e coinvolgente modo di interloquire in pubblico, Burdese sottolinea che la guida non è fatta per i produttori ma per i consumatori: l’intento è raccontare le facce, la vigna e il lavoro. “Un’associazione come Slow Food, dice Burdese, non può fare una pubblicazione che non sia inserita nella più ampia cornice politica e culturale in cui Slow Food stessa si inserisce”. “La prima sfida era recuperare la passione nel nostro rapporto d’amore col mondo del vino:  questa sfida l’abbiamo vinta”.
A livello di vendite, il pubblico sembra per ora dare ragione a Slow Food, ma potrebbe benissimo trattarsi dell’effetto curiosità dato dalla novità della pubblicazione. Saranno i prossimi anni a confermare se le scelte alla base di Slow Wine siano più o meno vincenti, almeno nel gradimento dei lettori.

Slow wine 2011 – Storie di vita, vigne, vini in Italia
Slow food editore, 1216 pagine
, 24 euro
***Dato che ho scordato a Roma il cavetto della macchina fotografica, le foto della presentazione le inserirò domani. Intanto beccatevi l’elenco dei vini campani e lucani premiati e in degustazione oggi ad Avellino.

Nonostante non ci siano i punteggi, però ci sono i simboli come nelle altre guide, che, si sa, aiutano a ricordare e orientarsi meglio.
In questa guida ci sono per le aziende:
- la Chiocciola: contrassegna una cantina che il team di degustatori/visitatori ha apprezzato per come è stata capace di interpretare i valori del territorio, del vino, del rispetto dell’ambiente
- la Bottiglia: assegnata alle aziende che hanno espresso qualità per tutte le bottiglie degustate
- la Moneta: assegnata alle aziende con il miglior rapporto qualità-prezzo

Per i vini:
- Vini Slow: rappresentano buona qualità e le caratteristiche del territorio
- Grandi Vini: migliori sotto il profilo organolettico
- Vini Quotidiani: bottiglie fino a 10 euro in enoteca con un eccellente rapporto qualità-prezzo

Pin It

Related Posts

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 

css.php