Tutto il buono della Versilia d’inverno

by • 21 dicembre 2010 • ItinerariComments (2)3005

Nelle località “estive” spesso si perde la cognizione di quella che è la vera natura dei luoghi, la storia, le abitudini di vita, le tradizioni. Il ritmo della Versilia d’inverno è molto più lento, naturalmente: niente file, niente tuffi, niente spaghettate in riva al mare. Siamo alle pendici delle Alpi Apuane, qui il freddo e la tramontana non risparmiano, quindi se vi aggirate da queste parti, munitevi di cappotto, cappello e guanti. Nonostante il freddo (e la neve com’è capitato a me), un weekend di gola e relax versiliese io lo consiglio vivamente. Le passeggiate al mare possono essere affiancate dal vagabondare nei centri storici interni, questa era l’antica Lunigiana che univa Toscana e Liguria, la cucina qui non mente sulla storia. E poi c’è la linea gotica e date e paesi che non dobbiamo dimenticare.

I prodotti che non dovete assolutamente perdere sono:
- testaroli: versione lunigiana della piadina, ha taglia molto più grossa e consistenza più spugnosa. Si mangiano prevalentemente tagliati a pezzetti, lessati e conditi con il pesto ligure, come primo piatto. A Pontremoli è nato un presidio Slow Food dedicato all’antica produzione dei testaroli artigianali.
- panigacci: di taglia più piccola dei testaroli, si possono mangiare sia conditi con sughi vari oppure farciti come una piadina.
- tordelli: ravioli di taglia abbastanza grande, molto ricchi nel ripieno, variano da paese a paese. In quelli di Pietrasanta ci sono spinaci e carni di maiale, tra cui la mortadella nostrale di Cardoso.
- salumi locali come quelli del Cardoso, dove l’antica tradizione norcina ancora resiste. I prosciutti e mortadelle (qui nella forma più simili ai salami classici), la finocchiona, le salsicce. Si trovano delle bontà sorprendenti.

PIETRASANTA:

Tra le località più gettonate negli anni ’60 (ve la ricordate la discoteca “La Bussola” sul lungomare?), Pietrasanta è da sempre ritrovo di artisti e luogo di bellezze (qui la lavorazione del marmo raggiunge vette eccellenti). L’impianto medievale della cittadina è ornato da sculture di arte contemporanea in ogni dove: non perdetevi il “Guerriero” di Botero girando in macchina e gli affreschi nella Chiesa della Misericordia.

il "Guerriero" di Botero a Pietrasanta

COMPRARE, MANGIARE & BERE:

Enoteca Marcucci: un tempio del gusto nella zona pedonale di Pietrasanta. Carta dei vini da 150 pagine (con etichette e annate francesi introvabili), menu che cambia quotidianamente con i prodotti d’eccellenza del territorio (ci sono anche uova e carni di Parisi), servizio gentilissimo. Io ho assaggiato una stupenda pappa al pomodoro, le salsicce di Parisi e uno sformato di gobbi (cardi) delizioso. In un posto così la spesa può andare da 30 euro all’infinito, data la varietà dei vini. Sta a voi.

L’Ostessa di Gaby: sempre in centro, una gastronomia-panetteria da perdere la testa. Volete comprare testaroli e panigacci? Qui ci sono. E i tordelli? divini e di produzione propria. E ci sono i salumi di Cardoso, prosciutto della Garfagnana, pani, focacce, ricciarelli, panettoni, ma anche sughi e piatti pronti del giorno, fra cui uno splendido roast beef. Via Garibaldi 62, Pietrasanta. Tel. 0584-790205

Mercato Comunale di Pietrasanta: sbizzarritevi con i simpaticissimi commercianti di questo mercato coperto, appena fuori dal centro storico. Qui trovate il cavolo nero per fare la ribollita, il farro della Garfagnana, i carciofi toscani: insomma tutto ciò che parla di questa splendida terra. C’è anche il pesce del Tirreno, ma per quello bisogna arrivare presto (io ho visto i banchi completamente vuoti!).

CAMAIORE:
Come Pietrasanta, sospesa tra mare e montagna, questa cittadina d’estate fa il pienone alla marina e d’inverno vive una vita molto più lenta. Il territorio comunale arriva fino alle pendici delle Alpi Apuane, offrendo quindi un mondo di paesaggi diversi. Da qui passava l’antica via Francigena. In zona potete trovare olio pregiato e molte aziende agricole biologiche.

MANGIARE:
Osteria Candalla
: un ristorante delizioso costruito in un antico mulino, in località Lombrici. Sotto scorre il fiume, che si può raggiungere attraverso una serie di terrazze naturali che ne seguono il corso. Sotto il bel pergolato si può mangiare d’estate e all’interno, nelle serate invernali, un camino riscalda l’ingresso del locale, molto grazioso. A completare una cantina scavata nella roccia. Nel menu la Toscana, con l’antipasto misto classico, la chianina declinata in un gustosissimo hamburger, le zuppe. Spesa intorno ai 25 euro.

Pin It

Related Posts

2 Responses to Tutto il buono della Versilia d’inverno

  1. Complimenti Pina per gli ottimi suggerimenti! Se torni in Versilia sarò lieta di segnalarti anche altri luoghi per buongustai!

  2. Pina_Sozio Pina_Sozio scrive:

    Con molto piacere, Serena. Sono rimasta stupita dal buono che c’è a parte i luoghi comuni della cucina di mare che riguardano l’estate. Spero di tornare in Versilia presto e con più calma-

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 

css.php