Bruxelles…c’est si bon!

by • 18 gennaio 2011 • ItinerariComments (3)15738

Tornata a Bruxelles con qualche anno e qualche chilo in più, prendo atto con piacere che il genius loci della capitale d’Europa è lo stesso che ricordavo: uno spirito caldo e ospitale, sorridente come non ne trovi altrove al nord. La multietnicità della città (che ha pure i suoi lati controversi) si traduce in quella che è la meraviglia del metissage: facile accorgersene scrutando i volti in metro, ancor più semplice vederlo in tavola. Per gli appassionati della world cuisine Bruxelles è un paradiso. Tutte le genti e tutte le cucine hanno messo tenda qui, ci si può imbattere nei peggiori spaghetti bolognese (come in ogni luogo turistico), ma anche e soprattutto nelle cucine “etniche” di alta qualità (quasi assenti da noi). Ho tentato di mangiare da Kamo, ristorante giapponese appena premiato da una stella Michelin (dicono il migliore del Belgio), ma ho prenotato con troppo poco anticipo. Quel che ho fatto è stato, come al solito, andare in giro alla ricerca di cose buone e belle (segnalo a tal proposito la mostra “L’orientalismo in Europa“al Museo Reale di belle arti), che a Bruxelles sono tante…se non fosse altro per la posizione centrale che occupa in Europa, a pochi km dalla Francia, dal Mar del Nord e dalle bontà delle campagne circostanti. Segnalo alcuni posti molto centrali, facilmente raggiungibili anche se non si conosce la città.

Sul cioccolato mi soffermo poco: non conosco a Bruxelles artigiani del settore e non amo le grandi maison, perchè trovo i prezzi squilibrati (a causa delle confezioni lussuose, secondo me). Comunque, tra i grandi, quello che preferisco è Pierre Marcolini, numerosi sono i punti vendita nella capitale. Se, invece, avete mezza giornata libera, fate una puntatina a Brugge: ne avevo già parlato, la città è meravigliosa e lì potrete comprare lo splendido cioccolato di Dominique Persoone. Tra le ultime cose assaggiate una freschissima tavola di cioccolato bianco con yogurt e frutti rossi e il “Marrakech”, cioccolatino fondente ripieno di ganache al cioccolato bianco e menta fresca. Da urlo. The Chocolate Line, Simon Stevinplein 19, Brugge (è in una traversa della principale strada commerciale cittadina).

STREET FOOD:
Le frites, le patatine fritte che in Belgio vengono fritte due volte, per questo più croccanti e golose che altrove, si mangiano soprattutto in strada, in cartocci annaffiati di salsa. Una friterie centrale e buona è quella in place de la Chapelle, alle spalle della chiesa di Notre Dame de la Chapelle, tra il quartiere Sablon e le Marolles (storico quartiere operaio dove si tiene il variopinto mercato delle pulci). Pitta Frites Chapelle, Place de la Chapelle (metro: Annesseens)

COMPRARE:
- In pieno centro c’è rue de Tabora, dove ho trovato una serie di botteghe interessanti: la charcuterie Le P’tit Normand (rue de Tabora 5) con meraviglie di insaccati e salumi dal Belgio, ma anche francesi e italiani; proprio di fronte c’è una Fromagerie interessantissima (ma non ricordo il civico) e  due boulangerie, dove comprare gustosi pani ai semi, quiche e dolcetti vari: una è Lowy (rue de Tabora 10-12), dell’altra non ho memorizzato il nome, ma è solo qualche metro più avanti.

- Le pasticcerie di Bruxelles sono piene di ogni ben di Dio: speculoos , sablée, pane alla greca. Dandoy è una delle più antiche: della sede originaria vicino alla Grand Place era affezionato cliente anche Baudelaire. Stupendi i sablée al pistacchio. Dandoy, rue au Beurre 31 (metro: Bourse).

BIRRA E ESTAMINET:
La birra belga meriterebbe un discorso a parte, comunque, in attesa di un post apposito, vi segnalo alcuni estaminet (i pub tradizionali del Belgio) dove si possono gustare birre non banali in una bella atmosfera.
- Poechenellekelder: vicinissimo al Manneken pis questo grazioso estaminet ha una lista lunghissima di birre artigianali, stagionali e locali. Non perdetevi le birre della settimana segnalate sulla lavagna. Rue du Chene 5 (metro: Annesseens).
- La fleur en papier dorè: Magritte veniva a discutere di surrealismo con altri intellettuali dell’epoca in questo estaminet dell’ottocento. Anche se ha perso un po’ del fascino polveroso che ricordavo, resta un posto da frequentare con assiduità per la bella atmosfera e le buone gueuze servite. Rue des Alexiens 53 (metro: Annesseens).
- A L’image de nostre dame: non vi stupite se entrando in questo fumoso estaminet alla fine di un vicolo buio troverete bicchieri alzati che brindano alla musica di Jacques Brel, anzi siete nella vostra serata fortunata! Qui il folklore di Bruxelles è ancora vivo e non ritagliato su misura per i turisti. In carta gueuze, kriek, lambic, trappiste, ecc. Rue du Marché aux Herbes 5 (metro: Gare Centrale)
- A la mort subite: non è il mio preferito, ma tappa obbligata perchè è uno degli estaminet più antichi di Bruxelles. Una gueuze ha poi preso il suo nome. Rue Montagne-aux-Herbes Potagères 7 (metro: Gare Centrale)

RISTORANTI:
- Per chi vuole farsi un’idea della cucina tradizionale belga rimanendo nel centro città, senza cadere nelle trappole turistiche di Rue des bouchers, il ristorante T’kelderke è un’ottima soluzione. In questa taverna nella Grand Place, una delle più belle piazze al mondo, secondo me, si possono assaggiare i classici, con un buon rapporto qualità-prezzo: prima di tutto le cozze (moule ) alla birra, marinate o in mille altre varianti, accompagnate dalle frites, la carbonnade a la flamande (goloso spezzatino di manzo cotto a lungo nella birra), anguilla in salsa verde (anguilles au vert), crocchette di gamberetti grigi (crevettes grises), dame blanche (gelato alla vaniglia con salsa al cioccolato). Spesa sui 25 euro. T’kelderke , Grand Place 15 (metro: Gare Centrale o Bourse)

- Il Bozar, centro dedicato alle arti contemporanee, da poco più di un mese ospita al suo interno una brasserie gestita dallo chef francese David Martin, famoso per La Paix di Anderlecht, unica brasserie in Belgio ad avere una stella Michelin. La brasserie è moderna e decò, nello stile di Victor Horta, con cucina e sala nello stesso ambiente, non divise nemmeno da un vetro. Il menu rende omaggio in modo easy alla cucina belga, rivisitandone qua e là i piatti con tocchi mediterranei e orientaleggianti e basandosi su prodotti d’eccellenza da tutta Europa. Così la tradizionale crocchetta di gamberi è scomposta a strati nel piatto e la steak-frites è una splendida entrecote di manzo Simmental di Baviera, cotta in barbecue artigianale Josper con carboni argentini e tralci di vite, accompagnata da una salsa bernese montata con il burro francese di Pascal Beillevaire (fornitore di Ducasse). La spesa si aggira sui 40 euro a persona. Bozar Brasserie, rue Ravenstein 23 (metro: Gare Centrale).

- Uno dei salotti di Bruxelles è il quartiere Sablon che si sviluppa intorno a due piazze (Petit Sablon e Grand Sablon) dove troverete ristorantini più o meno turistici, i cioccolatieri più noti (come Pierre Marcolini), antiquari e gioiellerie. Nella Place du Grand Sablon, Lola è un ristorante moderno, dall’ambiente mondano ed elegante, ma con prezzi non spropositati (anche qui sui 40 euro) e una cucina creativa e golosa. In menu una parte dedicata esclusivamente alle capesante (Saint Jacques), un’altra ai piatti della mamma e poi a carne e pesce. Buonissimo l’agnello al timo accompagnato dalle frites, variopinto e saporito l’amèricain prèparè (la tartare belga), stra-goloso il tortino al caramello con fior di sale e gelato agli speculoos. Lola, place du Grand Sablon 33, Tel. (32) 025142460 (metro: Annesseens).

- L’Epicerie fine de la Senne: una bottega di qualità con prodotti belgi, ma anche francesi, italiani e spagnoli (dalla buzzonaglia di tonno al foie gras), dove si ci si puo fermare per un panino espresso o per il piatto del giorno. La waterzooi (zuppa tradizionale con verdure, pollo oppure pesce) è buonissima, soprattutto se accompagnata dalle birre della Brasserie de la Senne.

***Chiedo scusa ai fiamminghi per aver optato quasi sempre per i termini francesi: Bruxelles è bilingue ma a me prendeva troppo spazio dare le due denominazioni, per questo ho scelto il francese che è più “friendly” per noi italiani.

Pin It

Related Posts

3 Responses to Bruxelles…c’est si bon!

  1. Laura Di Pietrantonio Laura scrive:

    Pina che bel post! Certo leggerlo alle 11.50 di mattina mette a dura prova il mio appetito :)

  2. Pina_Sozio Pina_Sozio scrive:

    figurati il mio :(

  3. Enrico scrive:

    Very interesting ;)
    E.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 

css.php