Il sistema Italia a Identità Golose

by • 29 gennaio 2011 • Tendenze culinarieComments (4)1780

Qui su Foodie non concentriamo le nostre energie molto spesso sugli eventi enogastronomici, così numerosi e così autoreferenziali nel nostro paese. Nella marea di eventi che ogni anno, ogni mese, si tengono nel campo, Identità Golose, però, è sicuramente quello che vale la trasferta e il racconto. Cos’ha di tanto speciale l’evento creato da Paolo Marchi? E’ una reale occasione di formazione, secondo me, e fa bene al sistema ristorazione e a tutto l’indotto economico che gira intorno alla cucina di qualità. Ha un respiro internazionale, non pone la cucina italiana al centro del mondo, no. E’ un evento utile anche per i cuochi, che dallo scambio e dal confronto si arricchiscono. Nulla di singolare se stessimo parlando di un sistema paese che funziona, eccezionale se si pensa alla cornice italiana, al fatto che il settore è abbandonato a se stesso dalle politiche pubbliche, al ritardo culturale che come popolo abbiamo nella visione dell’alta cucina. Meglio la trattoria dove ti riempiono il piatto, no? Poco male se dentro quel piatto ci sono pomodori estorti a colpi di frusta dal caporalato, farine scadenti che ammazzano i terreni e la digestione del glutine dei nostri corpi, carni che si tagliano con un grissino perchè gli animali sono stati cresciuti a pane e antibiotici. Eh si, il  nostro paese ne ha di strada da fare, nonostante la ricchezza, la biodiversità (che per carità, stiamo cercando di annichilire in tutti i modi), nonostante il nostro passato contadino, di cui dovremmo ricordare almeno la divisione in stagioni del raccolto (eh no signora mia, non è normale, come le ho sentito dire al mercato, che stamattina ci siano delle melanzane lucenti sul banco, proprio no).

Tornando a Identità, quest’anno c’è una novità: cliccando sul profilo dei cuochi partecipanti all’evento (tra l’altro un’ottima banca dati per gli appassionati), troverete biografie firmate da Luigi Cremona (Touring club), Fausto Arrighi (Michelin), Clara Barra (Gambero Rosso), Marco Bolasco (Slow Food) e da molti altri giornalisti del settore. Quando mi sono accorta del cambiamento, ho chiesto a Gabriele Zanatta (una delle menti di Identità Golose) come mai le bio non fossero firmate dallo staff del congresso, come negli anni precedenti, e Gabriele mi ha spiegato che l’idea nasce proprio dal tentativo di superare le assurde divisioni tra guide, testate e giornalisti, di unire le forze per dimostrare che anche i giornalisti italiani sono in grado di fare rete e andare oltre i campanili. Cosa che non fa altro che confermare il leitmotiv del congresso: quello sforzo di fare sistema per far si che, finalmente, la cucina italiana d’autore faccia il salto di qualità e venga riconosciuta anche nel mondo (al di là delle avvilenti riproduzioni di pizza e pasta). Non fosse altro che con tutte le declinazioni che la manifestazione ormai ha, con l’appuntamento a Londra, l’altro a New York e tutti i settori dell’evento dedicati alla ricerca sulla pasta, sul riso, sul miele, ecc., i nomi dei produttori, dei cuochi e degli artigiani cominciano a girare ben oltre le mura di via Gattamelata.
Se non sapete di cosa sto parlando, iscrivetevi alla newsletter sul sito di Identità Golose: non è la solita marchetta pubblicitaria, ma articoli che periodicamente informano su tutte le novità del settore, scritti dalle ottime penne dello staff di IG.
Foodie, dal canto suo, cercherà di raccontare gli eventi dei prossimi giorni, come per le edizioni del 2010 e del 2009. Vi lascio con alcuni scatti degli anni passati.

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4 Responses to Il sistema Italia a Identità Golose

  1. antonio scrive:

    ciao Pina, bel post, che curiosità e voglia di andare al congresso, abito a monza, mi sarebbe vicino…ma perchè i prezzi d’ingresso sono così alti? è una sorta di selezione naturale per limitare il congresso agli addetti ai lavori forniti di accredito?

  2. Pina_Sozio Pina_Sozio scrive:

    Ciao Antonio, non so quale sia il motivo reale, potrebbe essere quello che dici tu, cioè un tentativo di frenare gli accessi dei non addetti ai lavori per non trasformare il luogo in una sorta di fiera o sagra (sai che quando c’è in mezzo il cibo, il rischio è questo). Spero che, se qualcuno dell’organizzazione ci legge, ti arrivi una risposta più accreditata della mia!

  3. oloapmarchi scrive:

    Risposta giusta: Identità è un evento pensato per i professionisti, organizzato da privati che non chiedono il soldino a pantalone, non è una fiera o un festival o un salone dove si mischiano addetti ai lavori e appassionati, a migliaia. ovviamente dobbiamo rientrare dei costi e le vie sono due: sponsor e biglietti di ingresso.
    un grande grazie per il servizio, dentro vi ritrovo tutte le nostre motivazioni
    oloap

  4. Pina_Sozio Pina_Sozio scrive:

    Salve Paolo, grazie di essere intervenuto, io trovo abbastanza sensata la tipologia di organizzazione di IG.
    Complimenti per l’evento e per l’evolversi del congresso nel tempo. Sono sincera, secondo me state dando davvero una grossa mano alla ristorazione di qualità.

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