Montréal: la cucina è femme

by • 23 febbraio 2011 • Eventi, Tendenze culinarieComments (4)8888

La metropoli del francofono Quebec canadese è un luogo a parte, con una personalità europea e un fascino elegante, tra locali, laboratori di designers, atelier di moda e bei ristoranti. Testimonianza dell’interesse che qui si respira per il food & wine è la dodicesima edizione Montréal en Lumiere,  che dedica grande spazio alla gastronomia e quest’anno celebra il talento delle donne. Chi presiede? Anne Sophie Pic,  unica femme premiata in Francia dalle tre stelle Michelin.

E’ un fatto assodato che le cucine dei ristoranti sono prevalentemente popolate da uomini. Ma qui non sembra.

Le 56 invitate arrivano un po’ da tutto il mondo – Africa, sud e nord America, Asia, Europa e quindi Italia – per raccontare le loro esperienze in cucina e per  raccontarsi, ovviamente davanti ai fornelli.  Sono eclettiche viaggiatrici, talentuose, fantasiose, ma anche disciplinate lavoratrici. Accanto a loro e in combinata nello stesso incontro racconteranno le loro storie le donne del vino, brave viticoltrici ma anche imprenditrici di successo. Gli incontri sono partiti il 17 febbraio e proseguiranno fino al 27. Il calendario è fitto e basta un occhio ai sold out per accorgersi subito che del grande interesse che riscuotono le nostre donne.

Primo sold out è l’incontro con Aurora Mazzucchelli che al Ristorante Marconi, sulle colline fuori Bologna, si dedica a proporre i sapori emiliani con una mano leggera e originale affianco a proposte più sperimentali, concentrato sforzi ed esperienze maturate in famiglia ma anche al di fuori – passando anche per la corte dello spagnolo Berasategui. E poiché con i sapori siamo in Emilia Romagna, le tiene compagnia Cristina Geminiani, dell‘Azienda Zerbina di Faenza. Ma anche l’Abruzzo è stato preso di mira e a rappresentarlo c’è Cinzia Mancini, ex allieva della grande Valeria Piccini, oggi chef della Bottega Biologica, il suo risto-lab del chietino, dove tutto ciò che arriva in tavola è prodotto bio e in Abruzzo.

Fortunati quei foodies che parteciperanno all’incontro di Cristina Bowerman e Elisabetta Foradori. Che coppia! Cristina, pugliese nell’animo, ha studiato negli Stati Uniti e lì ha maturato la sua formazione culinaria di respiro ampio e internazionale, per poi tornare e mettersi a capo di un impresa titanica: svegliare l’assonnato pubblico romano con una cucina che innova e intriga, ma non dimentica la tradizione e non strapazza le materie prime. Il tutto in un bellissimo locale di design nel cuore di Trastevere a Roma, Glass Hostaria, che ha macinato riconoscimenti di pubblico e critica, più che meritati. Elisabetta Foradori è la donna del Teroldego, un antico vitigno autoctoctono italiano che cresce sulla destra del fiume Adige, il Campo Rotaliano,  ricuperato grazie ai suoi sforzi per creare vini di carattere e qualità, che seguono i principi della biodinamica.

Per il resto c’è da spaziare in tutti i continenti del globo passando anche per la Francia di Anne Sophie Pic, che a Valence, nella regione Rodano-Alpi è a capo di un piccolo regno dedicato alla gastronomia all’interno dell’elegante hotel Le Lieu, con un  ristorante, bistro e una scuola di cucina. Ma anche qui biglietti esauriti!

Cliccate sul programma completo della manifestazione per conoscere le 56 signore invitate

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4 Responses to Montréal: la cucina è femme

  1. lamelannurca scrive:

    Bello questo spazio dedicato alle donne! Tra l’altro ho assaggiato il Teroldego per la prima volta quest’anno in settimana bianca, ed è stato una super scoperta, bello sapere che dietro c’è una donna :-)

  2. Foodie scrive:

    Sì hai ragione. Sarà che anche noi di Foodie siamo un team tutto al femminile… ma questa iniziativa ci è piaciuta molto anche se in pochi ne hanno parlato. La Foradori è la Signora del Teroldego, questo vino devo molto a lei. Grazie per il commento e complimenti per il tuo blog :)

  3. Rossella scrive:

    In tema di prime volte, poco prima della sua partenza per Montreal sono stata da Glass ad assagggiare la cucina di Cristina Bowerman. Ne sono uscita talmente innamorata dei piatti che sto cercando una scusa per tornarci quanto prima. Ho bisogno di tornare per capire ancora di più com’è una cucina ricercata, curiosa e perfetta come la sua.

  4. Pina Sozio scrive:

    ciao Rossella,la Bowerman è in assoluto tra i nostri preferiti. Propone una cucina così pulita e raffinata, ma allo stesso tempo golosa. L’ultima volta mi ricordo di tortelli ripieni di castelmagno con pioppini che ho sognato per diverse notti di fila!

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