Aspettando il Vinitaly: facciamo bere gli italiani

by • 23 marzo 2011 • VinoComments (3)2021

Ci siamo quasi. Dal 7 all’11 Aprile torna il Vinitaly. E allora sono andata (con il consueto ritardo) a mendicare un accredito e ho dato un’occhiata ai comunicati stampa. Rilanciare il mercato italiano, promuovere la conoscenza del vino a partire dall’Italia. Questi sono i must del wine marketing per rilanciare il settore vino nel 2011. Questa consapevolezza nasce da tre semplici osservazioni:

  1. può il Paese primo produttore vivere di solo export, con i rischi rappresentati dalle fluttuazioni monetarie e dalle agguerrite politiche di marketing e distribuzione dei competitori dei cosiddetti Nuovi Mondi?
  2. il gap del mercato italiano è di natura economica, culturale o è un problema di comunicazione?
  3. perché al contrario il trend dell’export è in crescita?

vinitaly degustazioni guidate

Nemo propheta in patria, dicevano i latini. E dicevano una grande verità. Ma al di là del cambio dei consumi degli ultimi 20 anni, che ha portato a bere meno (ma meglio) e a dimenticare come si produce il vino, i viticoltori italiani hanno la loro colpa. “Vi preoccupate tanto di come avvicinare i consumatori degli altri Paesi al vino, ma avete dimenticato che il cambio generazionale a casa richiede lo stesso sforzo”. Per Veronika Crecelius, giornalista tedesca corrispondente in Italia della rivista Weinwirtschaft il mercato italiano è stato “semplicemente trascurato”.

Come darle torto? Probabilmente chi sta leggendo questo articolo non si sente chiamato in causa. Noi siamo quelli che assaggiamo, scorpiamo e amiamo i vini che beviamo, ma non per tutti è così.

45 vinitaly verona

“Bianco o rosso” è la frase che mi sento ripetere più spesso quando chiedo un calice di vino per aperitivo. Gli occhi sbigottiti del cameriere quando chiedo che vini servono, lo sbuffo dell’amico seduto al mio finaco che mi ricorda “sei la solita rompi palle”. Questa è la prassi.

Ci sono poi tante enoteche, risotorati e bar che lavorano con passione e devo constatare che questo fenomeno è in crescita. Torniamo alla necessitàdi educare il consumatore per far evolvere il mercato. Non lo penso solo io, per fortuna. Gianni Zonin dice che: “Soprattutto tra i giovani è necessario diffondere la cultura del vino e il suo consumo consapevole, per distinguerlo dagli spirits”. Anche Boscaini (presidente di Masi) ritiene che: “Serve una politica di comunicazione che spieghi la naturalità e le virtù del vino come nobile prodotto della nostra tradizione più antica”.

E ancora Chiara Lungarotti presidentessa del Movimento Turismo del Vino : “La comunicazione è un problema in particolare per i tanti piccoli produttori che in questi ultimi dieci-quindici anni sono arrivati sul mercato, che oggi necessitano di una riconoscibilità e visibilità e di un posizionamento nel mercato”.

Occorre riscoprire l’attività di degustazione come propedeutica alla vendita – dice Antonio Capaldo (Feudi di San Gregorio) – come si fa in tantissimi mercati considerati a torto meno evoluti, perché se il cliente non degusta non acquista”, mentre per  Giancarlo Vettorello (Consorzio del Conegliano Valdobbiadene )“molto possono fare la ristorazione e la distribuzione, anche emarginando i troppi vini generici che vediamo sulle tavole”.

Per chiudere questo quadro tra il mercato interno e estero è di oggi la notizia che se per 1 prodotto realmente made in Italy ce ne sono 3 “falsi” nel mondo, per il vino, che è la voce più importante dell’export agroalimentare, il rapporto è stimabile in 1 a 1. Parola di Giuseppe Liberatore, vicepresidente di Federdoc (fonte Winenews).

Ci vediamo a Verona.

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3 Responses to Aspettando il Vinitaly: facciamo bere gli italiani

  1. Ottimo articolo che tocca una serie di temi molto importanti: cultura del bere, educazione del consumatore, alcool e giovani, economia italiana e vino… tutti tessuti molto bene in questo articolo. Speriamo che a forza di parlarne e diffondere questi temi si riesca a spazzare via questo clima di rassegnazione che avvolge il nostro popolo. Chissà che un po’ di vino non rinfranchi il nostro spirito!

  2. Ciao Enrico, benvenuto su Foodie. Noi facciamo quello che possiamo per diffondere la cultura del vino nel nostro blog. Scrivere di vino non è facile, si diventa subito banali oppure si scade in luoghi comuni. Al Vinitaly c’è stata molta affluenza e questo mi ha fatto subito capire che le cose (anche se lentamente) stanno cambiando. A presto!

  3. Io non sono esperto, purtroppo, ma l’argomento mi affascina molto. Il ruolo sociale che il cibo ed il vino hanno avuto viene spesso sottovalutato, anche se di estrema importanza. Complimenti per il sito, comunque, lo esplorerò con calma per farmi un po’ di cultura enogastronomica!

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