Polpette di bollito per celebrare Artusi…e i 150 dell’Unità d’Italia

by • 16 marzo 2011 • cibo e cultura, RicetteComments (2)2260

“Egli non era affatto, ci avverte chi gli fu vicino, né ingordo, né mangione: d’altra parte, non sono mai costoro a far testo! e, meno che meno cuoco”. “ L’Artusi morì nonagenario, alla vigilia della prima guerra europea nel 1911”.  Così Luigi Volpicelli raccontava di Pellegrino Artusi nella prefazione alla ristampa del 1958 de “La Scienza in Cucina e l’Arte di Mangiar Bene”.
Oggi e domani a Forlimpopoli e  in altre città italiane si ricorda con cene e tante altre iniziative l’opera di chi ha contribuito prima di qualunque altro all’unità italiana a tavola.
Foodie, nel suo piccolo, vuole farlo con una ricetta, la più semplice possibile: le polpette di bollito. Vi chiederete perché…la risposta credo sia qui di seguito.

“Non crediate che io abbia la pretensione d’insegnarvi a far le polpette. Questo è un piatto che tutti lo sanno fare cominciando dal ciuco, il quale fu forse il primo a darne il modello al genere umano. Intendo soltanto dirvi come esse si preparino da qualcuno con carne lessa avanzata, se poi le volete fare più semplici o di carne cruda, non è necessario tanto condimento.

Tritate il lesso colla lunetta e tritate a parte una fetta di prosciutto grasso e magro per unirla al medesimo. Condite con parmigiano, sale, pepe, odore di spezie, uva passolina, pinoli, alcune cucchiaiate di pappa, fatta con una midolla di pane cotta nel brodo o nel latte, legando il composto con un uovo o due a seconda della quantità.

Formate tante pallottole del volume di un uovo, schiacciate ai poli come il globo terrestre, panatele e friggetele nell’olio o nel lardo. Poi con un soffrittino d’aglio e prezzemolo e l’unto rimasto nella padella passatele in una teglia, ornandole con una salsa d’uovo e agro di limone”.

Ieri le ho preparate con il validissimo supporto della mia cara nonna e vi aggiungo qualche nota al margine:
- 500 g di carne di manzo
- 2 uova
- tra le spezie privilegiate pure la noce moscata, ci sta benissimo!

Volpicelli scriveva che la ristampa de “La Scienza in Cucina” (oggi come allora!) non costituiva soltanto un omaggio all’Artusi, bensì acquistava un vero e proprio significato di speranza e di augurio. Un’Italia allora mortificata dalle due guerre, oggi dagli stessi esseri umani che la governano. Vi lascio allora con la frase finale della prefazione di Volpicelli che, nonostante sia passato mezzo secolo ho trovato di grande attualità:
Che valga ad aiutarci a risalir la china”.

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2 Responses to Polpette di bollito per celebrare Artusi…e i 150 dell’Unità d’Italia

  1. Enrico scrive:

    Che buone, le mangerei anche adesso. Sono buone quelle di Felice. Quando organizziamo qualche bella cenetta con tutte voi?
    ciao
    Enrico

  2. Pina_Sozio Pina_Sozio scrive:

    Enrico, anche io non so resistere alle polpette di bollito…dobbiamo assolutamente organizzarci!

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