Web e Wine: chi è dentro è dentro, chi è fuori è cieco

by • 29 marzo 2011 • VinoComments (5)2451

Una foto ogni tre ore scattata con una reflex digitale ad immortalare sempre la stessa porzione di una della tenute di Planeta. No, non è un installazione di arte contemporanea esposta al Guggheneim, ma è la nuova idea della cantina siciliana per portare i propri clienti in vigna.

Il tempo di Planeta” è il nome di questa iniziativa che si propone di riscoprire il valore del tempo: nella frenesia della società contemporanea, lʼattesa è vissuta quasi sempre come una perdita di tempo, mentre nel mondo naturale, da sempre, è lʼunico modo per raggiungere lo stato di completezza, di piena maturazione. Una completezza resa possibile esclusivamente dal libero trascorrere del tempo (fonte: agenzia di comunicazione Mosaicoon).

vigneti Planeta, il tempo di Planeta

i vigneti Planeta il giorno 27 marzo 2011 alle ore 12.30

Un’idea moderna, di chi ha capito che è necessario pensare diversamente, per avvicinare i consumatori al vino. L’anno scorso Zonin aveva aperto le porte a questo nuovo modo di comunicare con il progetto di un vino Open Source: MyFeudo. A distanza di un anno, devo constatare che sono poche le aziende vinicole italiane che hanno raccolto la sfida. Aggiungo che ancora in pochi hanno capito la rivoluzione comunicativa che stiamo vivendo.
Se fino a 10 anni fa potevano affidarci solo alle guide di vini e alle pubblicità instituzionali, oggi il 70% degli acquisti del vino passa tramite internet. Se consideriamo che Barack Obama c’è diventato Presidente degli Stati Uniti, che sono 108 (il 22%) le aziende inserite nella classifica Fortune 500 del 2009 che hanno un blog aziendale rivolto al pubblico con un post pubblicato negli ultimi 12 mesi, che l’Italia è il paese europeo con la crescita più alta di utenti Facebook (all’inizio del 2010 ervamo oltre 13 milioni), è difficile ignorare il nuovo fenomeno del web 2.0.

social network nella comunicazione del vino

Le persone sono al centro dello comunicazione, hanno finalmente il coltello dalla parte del manico e parlano, twittano, condividono ciò che piace loro e (ahimè!) ciò che non piace. Inutile restarne fuori perchè si parlerà di voi comunque, tanto vale esserci in modo corretto, per poter esprimere la propria opinione.

Ho visitato un po’di siti web di alcune cantine vinicole più o meno importanti, da nord a sud. Riassumo i difetti comuni in pochi punti:

  • i siti hanno mediamente una grafica datata con un gusto lontano dalle nuove tendenze del web design
  • la comunicazione è troppo ingessata e idealizzata, a partire dalle foto in stile Mulino Bianco
  • in pochi hanno un blog aziendale che permette di dialogare con i clienti, fidelizzarli e, inoltre, aumentare la visibilità del sito sui motori di ricerca
  • quasi tutti hanno una pagina Fan su Facebook, ma in pochi la pubblicizzano nel proprio sito web
  • nessuno ha un canale su Youtube
  • pochi hanno un profilo Twitter e se ce l’hanno lo aggiornano poco
  • la newsletter è l’unico strumento d’informazione interattiva. Ma a qualcuno interessa sapere quello che penso o devo solo ricevere le vostre mail senza poter replicare?
  • il linguaggio usato per descrivere i prodotti è mediamente troppo tecnico
  • troppe intro in Flash. E basta! Google non vi indicizza e noi che torniamo più volte sul vostro sito ci siamo anche rotti di vedere la solita piantina che cresce.

E voi cosa ne pensate? La mia analsi non ha ovviamente nessun fondamento statistico, nasce solo dall’osservazione di una ventina di siti web.

Se qualche produttore di vino mi sta leggendo, un consiglio: sfruttate la potenza evocativa del vostro prodotto per dialogare con il vostro pubblico, nessun prodotto è meglio del vino per creare una community sociale che funzioni. Mettetevi in gioco, senza paura.

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5 Responses to Web e Wine: chi è dentro è dentro, chi è fuori è cieco

  1. Pina Sozio scrive:

    Mi piace molto l’idea di Planeta: avere la possibilità di registrare i cambiamenti minuscoli che di giorno in giorno avvengono in vigna, può dare l’idea di quanto lavoro e quanta pazienza ci sia dietro la bottiglia che stappiamo distrattamente.Bello, aspetto che passino i giorni per vedere la fioritura :)

  2. Giuliano scrive:

    Come non condividere le tue parole Laura: l’elenco delle “occasioni non colte” da un quadro disarmante ma veritiero della situazione.

    Spesso mi sorprendo a constatare quanti quattrini si investono in promozione ( fiere, degustazioni, pagine pubblicitarie…) per poi non fare la cosa più elementare del mondo: indicare sul proprio sito i locali dove poter bere e/o acquistare i vini :-)

    Per fortuna qualche cosa si sta muovendo.

    Un buon esempio è l’iniziativa “Tweet Your Wines”, #tyw per seguirla su Twitter ; un gruppo di cantine (22 per questa seconda edizione) che ha deciso di raccontare l’esperienza del Vinitaly attraverso 140 caratteri, usando la geolocalizzazione per guidare i visitatori in un percorso alternativo.

    In fondo non è molto difficile se si ha davvero qualche cosa da raccontare :-)

  3. Dea Elmi scrive:

    Penso che tu hai ragione, si stanno svegliando molto lentamente le aziende in Italia in rifermento al mondo web. C’è molta diffidenza. Sono contenta di vedere che ci sono alcune cantine che sperimentano con campagne publicitarie.
    Communque io sono una blogger e social media evangelist e in richerche che ho fatto quest’anno e l’anno scorso tante cantine (non faccio nomi a cantine importanti) neanche rispondono se gli mandi un commento, un email o riempi il piccolo modulo contattaci. Ho il forte sospetto che anche quando hanno un inizativa web 2.0 non la gestiscono loro.
    What a pity, che peccato. Bel sito btw e mi piace il nome Foodie…io sono una foodie quindi fà simpatia. Cheers! Dea

  4. Ho appena iniziato a seguirli! Grazie per l’nformazione. E’ vero si sprecano tanti soldi in canali sbagliati e non si investe su quelli giusti che potrebbero (con un budget minore) portare più risultati. Davvero mi sono stupita di quante cantine avessere un profilo/pagina su Fb ma non lo dicessero sul loro sito web. I social network vanno utilizzati correttamente e ci vuole una certa costanza che spesso manca. Vediamo come va!

  5. Ciao Dea, anche io per lavoro (oltre Foodie, ovviamente) mi occupo do comunicazione web. Credo che molte cantine non abbiano ancora capito la potenzialità di alcuni strumenti on-line e sta a noi “addetti ai lavori” far capire loro le opportunità da sfruttare. Di base c’è un problema di mentalità unito al fatto che in Italia siamo sempre un po’indietro :) Ma hai visto i siti web? Quanto sono antichi? Ci sarebbe molto da lavorare, io ho molte idee ma è difficile trovare qualcuno che sia pronto a sentirle e a raccogliere la sfida. Grazie per il commento: interessante!

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