Coltiviamo la città: piccoli consigli per piccoli orti urbani

by • 2 aprile 2012 • cibo e cultura, VinoComments (0)2715

Febbraio freddo e nevoso ormai lontano anni luce!  Con la primavera si è riacceso il desiderio di aria aperta, spazi esterni da godersi e verde che rallegri il terrazzo. E non solo, perché l’anno scorso oltre a rose, camelie e bouganville il mio terrazzo era una festa di profumi, con piante aromatiche che sono state per tutta la bella stagione la mia grande soddisfazione in cucina entrando a far parte di condimenti per paste, carni e insalate o farce per ravioli e torte rustiche. All’inverno sono sopravvissute in poche per la verità (origano, erba cipollina, sedano, menta, lavanda e l’albero di limoni che sta ancora facendo frutti profumatissimi!) Molte altre piante aromatiche, chiamate non a caso annuali, bisognerà ricominciare da capo.

Quest’anno però arrivano anche le verdure. C’è qualcosa di terapeutico e sano nello sporcarsi le mani nella terra, nel prendersi cura ogni giorno di qualcosa che cresce e regala colori e emozioni, nel trasformarsi da consumatori a produttori. Vuoi mettere la soddisfazione di staccare pomodori freschi dalla tua pianta per un piatto di spaghetti al sugo? Così in libreria, alla ricerca di qualche consiglio in più mi sono imbattuta in questo piccolo libro: Coltiviamo la città.

La premessa è una. Gli orti urbani sono molti in città, e non solo sono privati, negli spazi aperti delle nostre case. Sono in tanti, in diverse aree metropolitane come Roma, Milano o Napoli ma anche all’estero, ad aver strappato pezzi di verde al cemento per crearne comunity gardens – ricordo di aver girato l’angolo della trafficatissima Houston a Manhattan e di averne scoperto uno che era un’oasi di pace e bellezza – e orti collettivi, o orti condominiali. L’orto urbano ad esempio viene assegnato da un bando del Comune a fasce di popolazione con difficoltà economiche – come anziani, disoccupati o stranieri –  mentre quello di quartiere spesso nasce dall’incontro di un’amministrazione pubblica virtuosa e il privato e quello condominiale all’interno degli spazi verdi di un condominio in cui più famiglie coltivano un angolo verde. Poi per i senza terra c’è l’orto in affitto: ci si iscrive e con una quota annuale si possono raccogliere frutta e verdura. Ma sono solo alcuni esempi, perché leggendo leggendo si scopre che sono numerosissime le forme di associazione nate come “resistenza” alla cementificazione degli spazi urbani. Il libro e zeppo di link ai siti di associazioni o appassionati  per saperne di più, ma anche per consigli, schede di coltivazione e altre curiosità.


Qualche mio spunto:

Consigli e schede di coltivazione

Su questo sito un video tutorial per costruire un orto urbano anche senza balcone


Un breve ma utilissimo glossario ci introduce alla parte più propriamente pratica del testo, dotandoci del linguaggio base utile a non sfigurare quando si parte all’acquisto degli strumenti base per approntare il vostro orto. Da qui i consigli utili e pratici saranno davvero molti.

Ecco alcuni spunti utili:

La terra: Il cocktail di elementi per coltivare piante aromatiche e ortaggi

Recipienti: quali comprare, come riciclare quelli che abbiamo in casa, ovvero l’arte del “fai da te”

La corretta esposizione delle piante

Risparmiare spazio: trucchi per orti pensili e coltivazioni in verticale

Quali piante coltivare: le varietà più resistenti e semplici da gestire

Compatibilità: come associarle negli stessi vasi o in spazi ristretti (da non sottovalutare perché alcuni “coinquilini” del mio balcone l’anno scorso non convivevano affatto bene facendosi del male a vicenda)

La semina (io per la verità non sono stata così brava e ho comprato le piantine dal vivaio)

L’irrigazione

I rimedi contro le malattie

Coltiviamo La Città

Massimo Acanfora

Ed. Ponte alle Grazie/L’altra economia

€8,00

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