Social fooding o dell’uso di Facebook

by • 15 maggio 2012 • cibo e culturaComments (1)2723

Premesso che Fb mi diventa ogni giorno più indigesto per la strabordante mancanza di rispetto degli elementari diritti di privacy degli utenti (lo sapevate che ora non è più possibile cancellare le foto del profilo?), durante la mia puntatina di quest’anno al Festival del Giornalismo di Perugia, ho avuto modo di partecipare ad un incontro interessante sul rapporto tra enogastronomia e social network.

da sinistra Antonio Paolini, Bruno Gambacorta e Stefano Cimicchi

Salto tutto il contesto (chi avesse interesse, trova qui il mio reportage per il Gambero Rosso), dico solo che durante la presentazione del libro Eat Parade di Bruno Gambacorta, tratto dall’omonima rubrica del Tg2, lo stesso Gambacorta ha presentato alcune sue riflessioni sullutilizzo di una pagina fan su FB come appendice naturale del libro e del programma tv. Le sue conclusioni, date dall’interazione quotidiana con quasi un migliaio persone, possono tornare utili a chiunque svolga attività social-gastronomica con il proprio blog, libro, rubrica, giornale, ristorante, locale e così via. Ecco di seguito la sintesi di Gambacorta sull’attività della pagina Facebook di Eat Parade:

VANTAGGI:
- la pagina è un utile completamento del libro perchè permette la pubblicazione e la diffusione delle immagini che non è stato possibile inserire nel  libro
- con FB si riescono a mobilitare velocemente le persone in occasione di eventi e presentazioni
- nel caso di sondaggi, premi e concorsi, FB si è dimostrato un ottimo strumento per pubblicizzarsi e “fare campagna elettorale”

SVANTAGGI
- è semplice ottenere “mi piace” e feedback postando immagini di prodotti o piatti, mentre è più difficile attrarre l’attenzione degli utenti in caso di argomenti impegnativi

CONDIZIONI PER IL SUCCESSO
- per la diffusione mediatica, ma anche nel caso del tour di presentazione del libro, è stato utile avere in rete riferimenti locali, persone del territorio che hanno aggregato i propri conoscenti reali e virtuali intorno alle tappe di Eat Parade
- è necessario aggiornare continuamente la pagina, i contenuti su FB si bruciano in fretta
- i testi devono essere brevi: anche se non c’è il limite di 140 battute come per Twitter, su FB è inutile scrivere più di 4 righe.
- su FB è meglio non parlare solo e sempre di se stessi:  questo è naturalmente il social network per definizione ad avvantaggiarsi del cosiddetto vanity press, ma è più utile segnalare anche cosa accade intorno al soggetto scrivente, magari il successo immediato sarà minore, ma la pagina in questo modo avrà una vera utilità per la diffusione della cultura enogastronomica.

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One Response to Social fooding o dell’uso di Facebook

  1. Agnese scrive:

    Molto interessante. Concordo con te che fb ormai è diventato odioso (questa cosa delle immagini del profilo non la sapevo!) però rimane molto utile per certe cose e ormai, personalmente, non potrei chiuderlo.

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