Eataly: foodies romani benvenuti in paradiso

by • 22 giugno 2012 • Eventi, RistorantiComments (0)3470

Ieri il sogno dei numerosi foodies romani è diventato realtà. Eataly, infatti, ha aperto le porte del suo enorme spazio commerciale dedicato alla vendita, alla produzione e al consumo di cibi italiani selezionati e di qualità. Prodotti, produttori, ristoranti tematici e una scuola di cucina: il tutto nell’ex Air Terminal accanto alla stazione Ostiense. Insomma anche per Oscar Farinetti, imprenditore piemontese e padre di Eataly, che dopo aver cominciato con Torino ha colonizzato il mondo, tutte le strade portano a Roma.

apertura eatly roma

Si brinda a suon di magnum “Asti”

Dopo esser stati bombardati nelle ultime settimane dalla stampa con racconti e foto su questi 17.000 fantasmagorici metri quadrati, finalmente a breve, penso, sarà il turno del grande pubblico. Sarà veramente lui ad animare quotidianamente i 3 piani di Eataly, con tutta la peculiare miscellanea che solo il serbatoio romano può offrire. Sarà il pubblico a dire veramente la sua e a decretare o meno il successo di questa grande  scommessa imprenditoriale. Ma quali sono le ragioni per andare e cosa sta davvero dietro alla filosofia di Eataly, qual è il fattore che lo differenzia da un normale supermercato?

 

La pizzeria napoletana

Per noi foodies le ragioni per andare sono numerosissime. Dopo aver viaggiato in lungo e in largo per l’Italia con auto cariche di oli, formaggi, vini, forme di cacio e altre “ingombranti” golosità – cosa che senz’altro continueremo a fare – sarà un vero lusso attraversare virtualmente l’Italia all’interno degli spazi di Eataly alla ricerca del meglio che il paese produce, magari da gustare a casa per cena. I “negozi” all’interno dello spazio sono suddivisi per prodotti: carne, pesce ortaggi e frutta, pane, pasta, olio , vini birre, formaggi, caffè, cioccolato – e molti prodotti sono fatti quotidianamente qui in casa come la mozzarella del casertano Roberto Battaglia o la birra artigianale by Teo Musso (di birra Baladin) e Leonardo di Vincenzo (Birrificio del Borgo) o ancora il gelato Lait, prodotto solo con latte piemontese d’alpeggio. Molti dei prodotti oltre ad essere acquistati possono essere degustati direttamente qui grazie a 32 punti di ristorazione. Gli occhi mi sono caduti sulla friggitoria, la pizzeria dove troneggiano due grandi forni a legna pronti pronti per la pizza napoletana, ‘Ino, che è arrivato da Firenze per la gioia dei paninari gourmet, un ristorante dedicato alla carne e uno al pesce…e molto molto altro.

E pensare che nei due anni di stanza nella grande mela – quando Eataly era ancora un sogno – ricordo bene le mie spedizioni da una parte all’altra della città alla ricerca di prodotti italiani per le mie cene. Eh già perché alcuni cibi non sono affatto sostituibili e pur essendo soprattutto in tema di ortaggi e frutta una fautrice del chilometro zero, caspita, diamo Cesare qualche è di Cesare. Insostituibile un buon olio italiano, un vero parmigiano reggiano o un pacco di pasta di Gragnano con un suo cugino surrogato made in chissà dove. E qui veniamo alla filosofia alla base di Eataly: offrire a Roma come a New York il meglio dell’enogastronomia italiana “vera” e quindi proveniente dalle zone di produzione, fattore spesso non compreso all’estero, che rende davvero unico nostro cibo.

La piadineria

Così se come credo la vera grande sfida di Eataly qui a Roma, il più grande tra tutti gli Eataly in Italia e nel mondo, sarà quella di farsi conoscere da un pubblico  più ampio, più distratto e meno spendente, in primo luogo per questioni di fatturato, la chiave di volta del successo sarà ancora una volta la cultura, quella del mangiar bene, includendo e non escludendo, raccontando, informando, divulgando tutta la ricchezza di questo patrimonio unico che abbiamo e che è concentrato nei 3 piani di Eataly.
Come? Banalmente direi applicando dei prezzi corretti, per chi lavora in tutti gli ingranaggi di questa grande catena che è il mercato agroalimentare e per chi il cibo lo consuma. Ma una volta entrati, la carta vincente c’è senz’altro: oltre alla selezione dei prodotti, la creazione di percorsi alla scoperta del cibo, una narrativa importante che spiega cosa c’è e come si fa, nell’ottica dell’educare oltre che vendere. Da un primo sguardo alla cartellonistica intelligente che accompagna i consumatori, mi è sembrato che ci potesse fare una cultura sui cibi solo leggendo, e questo rende il format di Eataly unico al mondo. Il resto lo scopriremo solo vivendo e mangiando.

Per i foodies romani: benvenuti in paradiso!!!

Eataly Roma
Air Terminal Ostiense
Piazzale XII Ottobre 1492
Tel. +39 06 90279201
Aperto dalle 10 alle 24

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