Il piacere del tè e i modi per non rovinarlo

by • 24 ottobre 2012 • ProdottiComments (2)3478

Il tè è uno di quegli alimenti che soffre di una totale mistificazione delle sue caratteristiche originarie a fronte di una immagine data dall’industria alimentare in Occidente opposta a quella che dovrebbe essere. Il tè non è una bustina, ma una pianta asiatica, la “Camelia sinensis”: partiamo da questa ovvietà per dire che il tè, quindi, andrebbe comprato in foglie, per vederla e assaporarla la pianta, e non in filtri monodose che contengono una polvere che non ci racconta niente di questo prodotto.

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I tipi base di tè (il verde, il bianco, il nero, sono i più famosi, ma poi ci sono anche il giallo, il postfermentato e l’oolong) derivano tutti dalla stessa pianta: è la raccolta, più o meno tardiva, la lavorazione e l’ossidazione che fanno la differenza nel colore e nell’aroma delle foglie. Ci sono poi i tè indicati con il nome del luogo in cui vengono coltivati: è il caso del Darjeeling, una delle zone di produzione più prestigiose al mondo, in India, ai piedi dell’Himalaya.
Il tè andrebbe gustato in infusione (il metodo che usiamo noi occidentali, mutuato dalla Cina) così com’è, senza particolari aggiunte di zucchero, latte, limone, ecc. Troviamo in molti negozi specializzati alcuni tè già aromatizzati dai produttori con frutta e fiori essiccati dalle caratteristiche pazzesche: non alludiamo, naturalmente, alle famose bustine “ai frutti vari”, ancora una volta polveri di non precisata composizione, ma a grandi prodotti pensati per valorizzare le varie miscele di foglie.
Alcuni luoghi per fare acquisti intelligenti: a Roma, la bottega specializzata “Te e teiere“, in pieno centro, a via del Pellegrino, dove poter scegliere la teiera giusta, oltre ai tè più pregiati; sempre a Roma, il negozio Aida Capone, nel quartiere Talenti, dove si possono comprare a peso le miscele della blasonata casa francese Dammann-Frères (via Ugo Ojetti 466-468 – Tel. 0682004889); a Firenze, in Oltrarno, c’è Tealicious, una bottega iperfornita di fronte a Palazzo Pitti, la cui proprietaria prepara le miscele con gran gusto (da assaggiare il Frida’s tea, tè bianco con mango e papaya essiccati).

Una volta di fronte a questi grandi prodotti, è essenziale non rovinarli con un procedimento di infusione sbagliato.

Ogni tè ha le sue esigenze specifiche, ma possiamo dare delle indicazioni di massima per iniziare senza grossi errori:
1. Se non avete una teiera con filtro incorporato, scegliete un filtro abbastanza largo, per permettere alle foglie secche di gonfiarsi il giusto al contatto con l’acqua calda (i più diffusi sono i filtri in bambù).
2. Utilizzate un cucchiaino di foglie per tazza (lo scarto può essere anche riutilizzato per una seconda infusione, è ancora pieno di aromi).
3. L’acqua non deve bollire: la temperatura troppo alta e l’ossigeno bruciato annichiliscono il sapore del tè. Rispetto alla tipologia, cambia la temperatura giusta, ma diciamo che, in scala di colore crescente (dal bianco al nero), anche la temperatura è crescente: dai 70° ideali per il tè bianco, agli 80° per il verde, ai 90° consigliati per il tè nero.
4. Il tempo di infusione giusto è anch’esso mutevole rispetto alla tipologia di tè: diciamo che il bianco ha bisogno di più tempo rispetto al nero, comunque ci aggiriamo fra i 6 e i 3 minuti, anche adattabili al gusto che si vuole ottenere.
5. Il tè è una bevanda viva, non ci sono ricette fisse: provate ad assaggiare freddo un tè che vi è particolarmente piaciuto caldo, magari apprezzerete aromi che non avevate sentito. Così è successo a me, ad esempio, con il Jardin Bleu della Dammann Frères (tè nero con fragoline di bosco, rabarbaro e petali di girasole e fiordaliso), che sprigiona a bassa temperatura più chiaramente i suoi profumi.

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2 Responses to Il piacere del tè e i modi per non rovinarlo

  1. Pina che bel post!! Molto interessante!! Io ce l’ho il Jardin Bleu :) è ottimo, davvero!!

  2. agnese scrive:

    Bell’articolo! Sul tè c’è ancora tanta ignoranza in giro. Alessandra Celi di Tè e teiere è un’amica ed è sempre un piacere parlare con lei di tè e imparare cose nuove. Entrare in negozi specializzati, come il suo, ti fa proprio capire quanta cura e attenzione ci vuole per vendere e saper fare miscele buone. Le bustine sarebbero da abolire per legge.

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