Resolutions

by • 1 gennaio 2013 • cibo e culturaComments (0)1400

O “buoni propositi” per il 2013:
- non prendere parte più a nessuna querelle gastronomica che non sia seria e riguardante la qualità del lavoro delle persone.
- prendere le distanze da tutti quelli che dicono “ah, no, i punteggi sono una roba antica e scorretta” e poi si fanno abbindolare da una classifica che cerca di condensare in 100 miseri numeri le eccellenze del mondo e per di più è sponsorizzata da una delle multinazionali più cattive in circolazione.
- continuare ad andare al ristorante, pagando e in anonimato, perchè, cari miei, le vostre sono tutte scuse: a mangiare fuori o si va per godere dei bravi professionisti o si va per essere adulati. Per me la prima è l’unica risposta possibile.
- smettere di cliccare articoli o post che iniziano con “Io ho mangiato qui” e terminano con commenti che trasudano invidia e frustrazione.
- andare molto all’estero e nella grande e bella provincia italiana: le nostre città sono sature di critici, groupie e imprenditori del fud e del uain, ce la farete a sopravvivere anche senza il mio contributo economico.
- scrivere meglio, senza errori, senza sbagli, senza distrazione: dedicare il proprio tempo alla bella prosa e ai contenuti è un atto di rispetto per il lettore e per se stessi. Se anche così non ce la si fa, allora meglio cambiare mestiere.
- cucinare tante cose buone e sane, senza strafare, ma senza trascurarsi mai. Essere clementi con noi stessi, ci rende ben disposti nei confronti degli altri.
Buon anno a tutti voi

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