A cena al Taste di Milano

by • 3 giugno 2013 • VinoComments (0)7377

Al quarto anno della manifestazione, ecco la mia prima volta al Taste di Milano. Un po’ incerta sul da farsi, ho gentilmente costretto quattro amici ad accompagnarmi fingendomi veterana dell’evento. Per la verità, da una prima occhiata al sito e dopo aver scaricato l’applicazione dedicata (che prometteva bene ma poi non ha saputo essere davvero utile) tutto sembrava chiaro: un biglietti d’ingresso (15euro), una carta da caricare alle casse con l’importo desiderato e 14 chef che propongono i loro piatti da acquistare direttamente in Ducati (la moneta del Taste, un ducato vale un euro).

Pronti, via. Carico 30 Ducati e inizio di slancio i miei assaggi con il Maialino Kaneki (maiale tipico della tradizione giapponese bollito per 16 ore secondo la tecnica di Kaneki) mela caramellata e senape del Wicky’s. Sapido, tenero buonissimo. Sempre dello chef Wicky Priyan l’ Oriental Burger (polpetta di tonno e verdure, con salsa pomodoro e iceberg che, a giudicare dalla fila), che credo sia stato uno dei piatti più gettonati del Taste (complice anche la dimensione over size dell’assaggio che ha attirato i più affamati).

gli chef del Taste

Secondo assaggio: patata e Caviale, purea classica di patate, caramello e lingotto di caviale di Luigi Taglienti (Trussardi alla Scala) un ottimo equilibrio di sapori. Il loro kebab all’italiana mi ha deluso un po’ deluso, ma al Trussardi alla Scala va l’oscar per l’efficienza e l’eleganza dello staff. Immancabile un assaggio da Vinciguerra: pasta, fonduta di pomodorino vesuviano e caciocavallo.

temaki new style finger's garden milano

Lo chef Roberto Okabe

Per proseguire mi sono buttata sul giapponese e ho assaggiata l’ottimo temaki (di granchio e di tonno) preparato di fronte ai miei occhio dallo chef Roberto Okabedel Finger’s Garden. Della stessa cucina ho assaggiato il carpaccio di Kobe Beef con vinaigrette di Umeboshi e senape (prugna giapponese ), l’ho trovato meno entusiasmante.

Tra le ultime tappe, il V Piano per assaggiare la cucina di Matteo Torretta che sembra in grande crescita. Devo dire che ho trovato la sua Costoletta alla milanese sbagliata poco lontana da due fette biscottate con la salsiccia cruda, non mi è piaciuta. Ovviamente – citando De Gregori- non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore.

smoke, dolce del liberty taste milano

Smoke

Dulcis in fundo: Smoke (cilindro croccante ripieno di cremoso al tabacco aromatico su gelato al fior di panna e crema inglese al caffè) di Andrea Provenzani del Liberty. Un dolce da mangiare con il naso con un profumo persistente di foglia di sigaro. Personalmente l’ho trovato delizioso con un gioco divertente di consistenze (il croccante del cannolo in contrasti con il soffice gelato), temperature e sapori. Direi che vince il miglio piatto Laura Di Pietrantonio:)

Da bere la selezione di vini proposta dall’enoteca Trimani a Roma. Carina l’idea di associare ad ogni piatto proposto nei menu un consiglio per l’abbonamento migliore.

Che dire?Una bella serata. Con piacere ho constatato che non ero l’unica trentenne in fiera, che la così detta alta cucina si avvicina sempre di più alla persone e crea discussione e socializzazione. Organizzazione curata, non tropo caos e prezzi alla portata di tutti. Il prossimo anno posso tornare. Vi lascio qui il link al menu completo del Taste…giusto per farvi venire l’acquolina!!

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