Birre: cosa non puoi perdere nel 2013 (parte3)

by • 1 novembre 2013 • BirraComments (0)11566

Scusate la lunga assenza dalle scena brassicole. Ma non si incontrano tutti i giorni birre di cui vale la pena scrivere qualcosa. In Italia siamo arrivati a 500 microbirrifici censiti (fonte Assobirra) ai quali si aggiungono tutti quelli che pensano di poter fare la birra in casa… con risultati discutibili.

Oggi, dunque, non è facile scegliere una buona birra, tra birra agricola, birra artigianale, birra cruda e liquidi gassati di colore giallo che i produttori chiamano orgogliosamente “birra”. Fatta questa piccola parentesi polemica, torniamo a noi.

Ecco 4 birre su cui andare sul sicuro. Vi anticipo che la mia selezione è perfetta per bevitori esperti, cioè per quelli che amano assaggiare qualcosa di nuovo e originale. Se siete alle prime esperienza di “craftbeer testing” dovete aspettare il mio prossimo post sulle migliori birre in stile tradizionale.

8 Wired Dog Wired

Birrificio: Brew Dog (Scozia)

Stile: Imperial Pilsner

Gradi: 7,1%

Il mio voto: 8

brewdog birra 8 wired classifica birre migliori

Un’altra luppolatissima creazione del birrificio Brew Dog, questa volta in collaborazione con il birrificio neozelandese Soren. E proprio dalla Nuova Zelanda arrivano i luppoli (Nelson Sauvin e  Motueka) che a questa birra regalano un naso tropicale e agrumato indimenticabile. L’impiego di malti tedeschi smorza l’aggressività dei profumi freschi e in bocca si traduce in una sensazione rotonda e fragrante. Una birra aggressiva ma elegante.

Violent Shaped

Birrificio: Opperbacco (Abruzzo)

Stile: Session Ipa

Gradi: 3,7%

Il mio voto: 8

classifica birre artigianali italiane

Come dice il mio amico Sergio, “questa è una birra da bere tra un tempo e l’altro di un partita a calcetto”. Dissetante, leggera e profumata, la Violent Shaped è la creazione estate 2013 di Luigi Ricchiuti del birrificio Opperbacco. L’idea di unire al mosto in bollitura limoni e pompelmi freschi (succo+scorza) conferisce al prodotto finale sentori fruttati pungenti e un amaro persistente che, questa volta, non deriva solo dalla luppolatura. Adoro questa birra, perfetta da bere sotto l’ombrellone, per aperitivo e come “gatorade” J per gli sportivi.

Ninkasi

Birrificio: WildBeer (Inghilterra)

Stile: Saison

Gradi: 9%

Il mio voto: 9

wildbeer-birrificio artigianale

i ragazzi del birrificio Wildbeer

Ninkasi è l’antica divinità sumera sovrana della birra. Con un nome così, non si poteva fare una birra sbagliata. Loro sono due pazzi inglesi, due ragazzi che fanno del loro birrificio un laboratorio sperimentale di gusti innovativi. Definiscono le loro birre “wild” (selvagge) perchè nascono dalla commistione di tecniche antiche (spesso derivate dal mondo del vino) e ultra moderne.

La Ninkasi è una birra che mixa insieme la cultura brassicola con quella dello champagne e del sidro. Ottenuta con l’aggiunta di succo di mele durante la prima fermentazione attivata da lieviti autoctoni selezionati. Nella seconda fermentazione in bottiglia vengono aggiunti lieviti da champagne ed ecco una birra sparkling, con sentori di crosta di pane e formaggio al naso rinfrescati da luppoli profumatissimi come il Cascade e il Worrior. Bevetela in una flute da champagne per goderne il perlage e… sarete davvero confusi su cosa state assaggiando. Bella anche la bottiglia con tappo in cerca lacca.

Blue Fin Stout

Birrificio: Shipyard (USA)

Stile: Stout

Gradi: 4,7%

Il mio voto: 7,5

birra artigianale stout americana

Questa stout elegantissima arriva dagli Stati Uniti. Mi ha sorpreso per le grande aromaticità (cappuccino, cioccolato al latte, orzo tostato, note torbate) unita a una gradazione alcolica contenuta. All’assaggio i sentori olfattivi vengono confermati e amplificati da un retrogusto amaro prolungato e verticale. Una birra scura da concedersi spesso.

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