Gattò di patate con cotto, provola e mozzarella

by • 30 gennaio 2014 • Baby Foodie, piccoli foodies, RicetteComments (0)189

 

gattò di patate

gattò di patate

Non ero una gran mangiatrice da piccola (l’appetito è arrivato improvvisamente intorno ai 12-13 anni e poi non se n’è più andato!). Mia madre, che diligentemente cercava di nutrirmi come poteva, povera donna, mi avrà odiato; non volevo ne latte ne pappe e nè io nè lei sapremo mai cosa causò la mia tenace e lunga inappetenza. Alcuni fattori poi non aiutarono. Era la fine degli anni ’70 e quello era il periodo del latte artificiale a tutti i costi, proposto e anche un po’ imposto alle mamme alle prime difficoltà con l’allattamento materno, come ottima (quasi migliore!) alternativa per nutrire i poppanti. Così piuttosto che aiutarla e incentivarla nelle difficoltà all’inizio dell’allattamento (da coniugare con alcuni suoi problemi di anemia), il suo pediatra le consigliò subito di smettere e di fasciar il seno per mandar via il latte. E poi era l’epoca degli svezzamenti precoci, a scapito di piccoli stomaci non ancora pronti per i cibi solidi (l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di proseguire l’allattamento esclusivo fino al sesto mese di vita e di continuare ad affiancarlo all’inserimento graduale dei cibi solidi senza drastiche interruzioni). Così le famose scodellone di pappe da svuotare dovevano essere l’obiettivo da perseguire per far salire l’ago della bilancia ed entrare nelle famigerate curve di crescita, senza se e senza ma. Ma io non ero interessata e magari chissà, avrei voluto solo un po’ di latte di mamma… A guardarli bene questi nefasti seventies sono solo un puntino nella storia dell’umanità, ben più lunga, storia di figli che si sono seduti prima per terra poi alla tavola dei genitori e che dalle loro mani sono andati pian piano alla scoperta del cibo assaggiando ciò che c’era (non occorre andare poi così indietro, basta pensare ai nostri nonni). Scoperte e assaggi via via si sono fatti pasto (in una dinamica rilassata e graduale oggi definita autosvezzamento o svezzamento naturale), non più solo nutrimento ma convivio, momento di ritrovo e dialogo in famiglia. Ebbene, credo proprio che sia stato questo ad avermi salvata, avvicinandomi pian piano al cibo: i fornelli accessi, le ricette di mia madre, la cucina al centro della casa dove chiacchierare, mangiare, studiare e condividere ed è forse proprio così che si può favorire nei nostri piccoli foodies un rapporto sano e piacevole con il cibo e la tavola.

Oggi io e la mia piccola Camilla passiamo già tanto tempo insieme in cucina, io cucino e lei è lì vicino a me con il suo tavolinetto e un cesto di frutta e verdura finta. Ma veniamo a noi. Un soffice gattò di patate, da tagliare a cubetti e da mangiare anche con le mani, può ospitare al suo interno una miriade di sfiziosità nutrienti (oltre al classico binomio partenopeo provola e salame), comprese tante verdure, non sempre ben viste dai piccini, o delle fette di uovo sodo. Con qualche piccolo alleggerimento è una ricetta valida per tutti. Io ho abbinato a mozzarella e provola una bella fetta di prosciutto cotto fatto a dadini. A voi la ricetta. 

Per 4 persone

  • 800g patate
  • 1 fetta spessa di prosciutto cotto
  • 100g mozzarella e 100 g di bufala
  • noce moscata q.b.
  • 100g parmigiano grattugiato
  • 2 uova
  • sale qb
  • olio extra vergine qb.

Lavate e pelate le patate, lessatele o cuocetele al vapore (a tocchettini) e schiacciatele con lo schiacciapatate. Fatele raffreddare e unite in una terrina le uova, la metà della mozzarella a dadini, la noce moscata, metà del parmigiano grattugiato e il prosciutto cotto a dadini. Mescolate tutto fino a ottenere un impasto uniforme, regolate di sale e versate un primo strato in una teglia di ceramica unta con un goccio d’olio extra vergine o foderata con carta forno precedentemente bagnata e poi strizzata. Spolverate col parmigiano grattugiato, disponete le fettine di provola e aggiungete un altro strato di patate. Terminate con una spolverata di parmigiano e di pangrattato e una spennellata di olio extra vergine. Cuocete per 15 minuti in forno preriscaldato a 180°, poi  alzate a 200° per altri 15 minuti. Lasciate intiepidire e gustatelo tiepido.

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