Birra artigianale, in arrivo uno stile italiano

by • 6 febbraio 2014 • BirraComments (0)3553

Sì, possiamo dirlo, In Italia sappiamo fare anche la birra. La qualità media della birra artigianale italiana è salita molto in questi ultimi due anni, a tal punto che si può iniziare a parlare di uno stile italiano anche per la birra. Il nostro è il Paese delle biodiversità e da questa potenzialità nascono birre unicamente italiane. Tra i tanti stili internazionali, le tipologie “made in Italy” più riconoscibili sono:

  • le birre alle castagne come la mitica CastagAle di Birra del Borgo (Rieti) realizzata con castagne essiccate con fumo di legna di castagno e poi utilizzate assieme al malto d’orzo. In genere le birre alle castagne sono stagionali del periodo invernale e si caratterizzano per il sapore rotondo e i profumi dolci e resinati.
  • le birre al miele di cui un ottimo esempio è la Punto di Fuga del birrificio Civale di Alessandria, prodotta con miele d’acacia Piemontese e luppolo Neo Zelandese che ne rinfresca le note dolci.
credits Alomond 22

credits Alomond 22

  • birre maturate in botte di vino ispirate alle britannica barley wine. Il periodo d’invecchiamento nelle botti del vino regala a queste birre sentori terziari molto complessi e un aspetto torbido e poco schiumoso che le fanno sembrare liquori a tutti gli effetti. Un esempio? La Terre di Baladin, birra affinata in barrique, che Teo Musso dedica ai grandi rossi italiani. C’è chi poi, come gli abruzzesi di Opperbacco (Notaresco) con la “Re di Denari”, sceglie di fermentare la birra con lieviti da champagne per concludere con tanto di découragement. 
Birra italiana re di denari opperbacco

Re di Denari

  • birre e mosto è un’altra incursione dei microbirrifici italiani nel campo del vino. La Tibir del birrificio Montegioco (Alessandria) prodotta con aggiunta, a fine bollitura, di mosto Timorasso di Stefano Daffonchio (az. Terralba) è una crasi perfette tra i due mondi.
  • birre ottenuta con l’aggiunta di prodotti tipici locali. In questa tipologia potrebbero rientrare tutte le precedenti, ma ci sono delle realtà che è difficile etichettare altrimenti. Parlo, ad esempio, dell’Ambra Rossa di San Gabriel con radicchio trevigiano (Treviso), della Blanche de Valerie di Almond 22 (Spoltore) con grano autoctono saragolla.

birra al radicchio san gabriel

Devo aggiungere che in Italia iniziamo ad essere molto bravi nell’utilizzo sapiente del luppolo e della luppolatura, il che significa ottime birre in stile anglosassone. IPA, APA e Ale sembrano piacere molto al pubblico nazionale degli specialisti, complice anche la nostra predilezione per il gusto amaro (il caso Campari, insegna). Tuttavia oggi sono pochi i birrifici che coltivano luppoli autoctoni, i più arrivano ancora dall’America, dalla Germania e dalla Nuova Zelanada, ma la ricerca in questo settore sta progredendo velocemente.

Ci sarebbero molte cose da aggiungere, ma credo che la pratica della degustazione possa aiutarci molto. Per questo il mio tema di assaggi del 2014 sarà… birre italiane.

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