Idee per l’estate/1: Sziget, il suono e il gusto di Budapest

by • 2 luglio 2014 • ItinerariComments (0)17974

Vuol dire “isola” in ungherese e di un’isola si tratta, in mezzo al Danubio, a soli 2 km da Budapest. E’ Sziget e lo Sziget Festival è il festival musicale più grande d’Europa. 7 giorni di musica (11-18 agosto), centinaia di artisti da tutto il mondo, con un programma che va dai Placebo ai Manic Street Preachers, da Stromae a Caparezza, dagli Outkast ai Prodigy, passando per la Fanfara Transilvania.

courtesy of @szigetfestival.com

All’interno dell’isola si campeggia e non si resta a pancia vuota: il mondo si incontra nella gastronomia del festival, con ristoranti che servono, prima di tutto, tipicità della cucina ungherese. I vini di Ungheria e la cultura magiara saranno degnamente rappresentati quest’anno, ma non ci saranno solo paprika, palinka e tokaj, al Sziget c’è spazio anche per la world cuisine. Piatti indiani, italiani, greci, thai, messicani, francesi, un occhio ai vegetariani e poi decine di pub, birrerie, enoteche.

E dato che siamo nei pressi della capitale, perché perdersi un’immersione nei sapori ungheresi? Influenzata profondamente dall’impero ottomano, questa è una cucina di spezie e sapori decisi. Paprika, quindi, ma anche pepe, cumino, dosati con gusto nei gulasch, negli involtini, nelle zuppe, nelle insalate, negli arrosti o negli insaccati. Per uno sguardo sulla gastronomia indigena, è necessario un salto al Mercato Coperto (Vámház körút 1-3, chiuso domenica). Inaugurato nel 1897, nel distretto IX, ha la tipica struttura in ferro dell’epoca e racchiude un universo di artigiani, commercianti e contadini. Qui anche lo street food è da considerare, per assaggiare un lángos, sorta di pizza fritta condita con panna acida, o una salsiccia, come il sült kolbász.

Nagycsarnok o Mercato Centrale Coperto

E’ importante il culto antico del caffè, anch’esso ereditato dai turchi, senza dimenticarci dei dolci, perché qui, oltre a pralineria da sogno, c’è un simbolo di culto almeno quanto la Sacher per Vienna: la torta Dobos, cinque strati lussuriosi di pan di Spagna e cioccolato, con copertura al caramello, inventata a Budapest dal pasticcere József C. Dobos alla fine dell’Ottocento. Assolutamente da assaggiare quella della pasticceria Gerbeaud, una bottega storica e sontuosa, datata 1858, o quella del Caffè Ruszwurm, il più antico della città, molto amato dalla principessa Sissi.

la torta Dobos della pasticceria Gerbeaud di Budapest @foto di Bruce Tuten

A Budapest la cosa più cool da fare è buttarsi nei romkocsma, pub in rovina, vecchi stabilimenti o magazzini riqualificati e arredati con oggetti di recupero, trasformati in locali di tendenza fin dai primi anni del 2000, aperti per drink, party e happening. Tra questi il Szimpla Kert, nel quartiere ebraico, è stato eletto dalla Lonely Planet tra i migliori 100 bar del mondo.
E dopo tutte queste fatiche, un bagno rilassante nelle terme più note d’Europa non ce lo toglie davvero nessuno.

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