De Ranke: il primo amaro non si scorda mai

by • 16 settembre 2014 • Birra, newsComments (0)3387

Chi ama la birra lo sa: De Ranke è uno dei migliori birrifici del Belgio, di quelli che si distinguono per qualcosa che va al di lá di una buona ricetta. Nino Bacelle é anche un po’ italiano (suo padre è di Padova) e fa birra dal 1968. Prima in casa e da trent’anni nel suo birrificio nella provincia dell’Hainaut: De Ranke. Uno stile personale e unico nel panorama belga distingue che sue birre: l’amaro.

Da sinistra: Piergiorigio Trionfi del Pub Old Spirit di San Benedetto del Tronto, Falvaino Brandi del birrificio BiBir, io, Nino Bacelle di De Ranke

Da sinistra: Piergiorigio Trionfi del Pub Old Spirit di San Benedetto del Tronto, Falvaino Brandi del birrificio BiBir, io, Nino Bacelle di De Ranke

“Prima di essere un mastro birraio, io sono un amante delle birre. Per questo ho sempre pensato di voler fare una birra che piacesse innanzi tutto a me. Quando ho iniziato a fare birra in Belgio c’erano 200 birrifici e solo 60 artigianali. Ho assaggiato le loro birre e mi sono chiesto perché, con meno risorse dell’industria, i loro prodotti fossero più gustosi… così ho iniziato a pensare alle mia produzione”. Nino inizia a raccontarci la sua storia, ci spiega come ogni pastorizzazione portai via sapore dalla birra, il motivo per cui l’industria birraia ritiene più semplice vendere birre dal gusto omologato e infine la sua scelta di stile: birre ad fermentazione, nessuna filtrazione o pastorizzazione (Nino è sicuro di darci comunque un prodotto sano, dato che impiega materie prime d’eccellenza e processi produttivi controllatissimi) e il ruolo cruciale dell’amarezza nelle sue ricette per trovare un equilibrio gustativo.

Il luppolo è per De Ranke l’elemento fondante di una birra bilanciata, ma in una nazione dominata dall’amore per la “dolcezza” c’è voluta una buona dose di coraggio per lanciarsi: “All’epoca le birre belghe si attestavano tra i 24 e i 40 IBU. E io presentai la XX con 65 gradi IBU… quando la feci assaggiare alle prime fiere le persone mi dicevano: buona, ma a chi la vendi??. E io: io sono birraio per passione, mica per soldi”. Questa la sua scommessa e continua parlandoci del luppolo che aggiunge fresco e in fiore per profumare le sue creazioni, dominate in ogni caso da un’eleganza senza tempo nè mode. “Usare il luppolo in fiore è fondamentale per una buona birra. Ma anche rischioso. Il luppolo è una pianta stagionale, ciò significa che va comprata una volta all’anno e le dosi che acquistiamo devono essere azzeccate. Inoltre, la luppolatura con i fiori è un processo obbligatoriamente manuale, per questo adatto solo a chi pensa di fare birra di qualità”.

de ranke xxx birra

La XXX Bitter di De Ranke, creazione extra luppolata per il mercato americano

 

Dalle bitter alle acide il passo è stato sospinto dalla volontà di ricercare birre autentiche, a fermentazione spontanea come la tradizione secolare dal Belgio vuole. Nasce così la meravigliosa Kriek, con un gusto salino temperato dalla dolcezza delle ciliegie, in abbinamento perfetto con i nostri affettati. Sullo stesso filone la Cuvèé, ottenuta  mixando 1/3 di lambic invecchiato in botte, 1/3 affinato in acciaio e 1/3 di annata, il tutto fatto riposare in bottiglia per 18 mesi .

 

Una birre che si avvicina al vino, antica e naturale, modellata dal tempo e pronta ad invecchiare. Chiedo a Nino se ha assaggiato le birre italiane e cosa ne pensa del fenomeno dei micro birrifici che ha invaso il nostro paese. “Le birre italiane sono buone. Il merito è dell’inclinazione naturale degli italiani ad assaggiare sapori nuovi. I vostri palato sono più ricettivi. Meno omologati, sempre abituati a bere e mangiare cose profondamente diverse a pochi chilometri di distanza. Per questo motivo la rivoluzione delle birre artigianali, qui, sta funzionando come negli USA 20 anni fa”. Una foto, un abbraccio e un sorso di birra. Da oggi, ogni volta che nel mondo vedrò una bottiglia di XX De Ranke, potrò dire di aver capito che dietro un’ottima birra non c’è solo una ricetta bilanciata, ma la storia di una persona che ha avuto il coraggio e la lungimiranza di essere diverso.

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