Quando il corto è DiverXo

by • 13 ottobre 2014 • foodie zapping, news, Tendenze culinarieComments (0)2652

Come dopo ogni congresso culinario negli ultimi tempi, anche a seguito di Gastronomika 2014 la discussione sull’eccesso di uso materiale video da parte degli chef l’ha fatta da padrone. Sui social ci si chiede “Perché, invece di raccontare, ci si affida all’uso di filmati su un palco?”. Eppure, oggi, se non ti doti di un video, non sei nessuno. Spesso, diciamolo, i cuochi non sono propriamente dei maestri nel public speaking, quindi lanciare un filmato solleva da ansie da prestazione. Se il filmato, però, non è efficace, siamo a zero risultati ugualmente.

Dalla Spagna, come al solito, ci arriva una lezioncina di comunicazione niente male e giunge da uno dei cuochi più esplosivi dello scenario europeo, David Muñoz, madrileno, tre stelle Michelin per il suo DiverXo. Dimenticate melanconiche, barbose e retoriche nostalgie dell’infanzia: in questo corto non ci sono nonne, mamme, contadini o prodotti da salvare. All’estremo claim di “vanguardia o morir”, Muñoz lancia il suo nuovo ristorante all’interno dell’Hotel NH Eurobuilding di Madrid con El XOw: 9 minuti di montaggio serrato, primi piani, still life, slow motion, piani sequenza, che non raccontano una storia, ma fanno capire qual è lo spirito del DiverXo. La provocazione è fatta a regola d’arte: denso di riferimenti cinematografici e artistici, dal Pranzo di Babette a Trainspotting, da Irving Penn a Vivienne Westwood, il filmato è stato diretto e montato da Marc Ortiz e prodotto dalla Attic Films. Qui la recensione del Gambero Rosso.

DiverXO [short film] english from m.Ortiz on Vimeo.

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