Le guide e le app, rapporto necessario

by • 5 dicembre 2014 • news, opinioni, Tendenze culinarieComments (0)1698

L’autunno caldo delle guide gastronomiche è finalmente terminato. Lo sproloquio su premi e voti ha quest’anno raggiunto vette raffinate, anche con la moda dei meta-riassunti sullo stampo di “la guida delle guide”, ottenuti incrociando dati che nemmeno i computer della Nasa sarebbero stati capaci di comparare. L’utilita di tutto ciò? Continuiamo a chiedercelo, come continuiamo a domandarci dove porti l’eterno ritorno della discussione sul futuro delle guide e sul ruolo del critico. La posizione di Foodie è assoluta: le guide servono, soprattutto oggi. Un oggi fatto di siti a pagamento, di aggregatori di opinioni, di blog prezzolati, di strabordante citizen journalism e di articoli sponsorizzati. Le guide servono soprattutto in Italia, dove tutti, ma proprio tutti, credono sia necessario dire la propria in tema di cucina. Le guide servono, ma probabilmente sono destinate a un pubblico di nicchia, di appassionati, di viaggiatori. Servono se se ne fa un uso “di servizio”, se le si usa per mangiar bene ovunque. Per il resto, per i voti, per le polemiche, per quello non servono. Affatto.
L’uso di servizio è tanto più facilitato oggi che gli smartphone, con le applicazioni, permettono ai gourmet di non doversi portar dietro i pesanti volumi cartacei. Il futuro sta qui, in un supporto che possa sostituire la carta, ma che comunque garantisca la capacità di selezione delle redazioni gastronomiche serie. Allora, ci chiediamo, perché le case editrici non puntano sulle app? La risposta, valutando il lato puramente commerciale, è semplice: le app non rendono dal punto di vista pubblicitario. Sulla carta le aziende sono disposte oggi ancora a spendere moneta sonante, mentre i banner e le altre limitate forme di pubblicità delle app lasciano gli investitori abbastanza indifferenti (e diffidenti). Eppure le app rappresentano l’unica soluzione per sopravvivere e hanno un costo infinitamente minore rispetto alla stampa; quindi, lasciando per scontata ancora l’esistenza delle versioni cartacee per i prossimi anni, gli editori non possono sottrarsi a un’evoluzione tecnologica necessaria, molto apprezzata dai “viaggiatori curiosi e golosi”.

michelin

In una veloce analisi delle principali guide gastronomiche presenti sul mercato italiano oggi, a vincere il premio è sua maestà la Michelin: l’app completamente gratuita, uscita praticamente in contemporanea con la sessantesima edizione della guida rossa, porta negli smartphone, con un agile motore di ricerca, tutto il ricco database dei ristoranti stellati. “Siamo in piena rivoluzione digitale, non possiamo restare statici” la lungimirante dichiarazione di Michael Ellis, direttore delle guide Michelin nel mondo. Evidentemente la Michelin non teme che il rilascio di una app gratuita fagociti le vendite cartacee, timore che invece sembra spingere gli editori italiani a essere cauti in materia e a tenere i prezzi abbastanza alti.

bibenda

Ci sono qui diverse scuole di pensiero: app a pagamento, app scaricabili gratuitamente per un periodo di prova, app scaricabili gratuitamente con un piccolo database e poi da acquistare per la versione completa. Della prima fazione fa parte la Guida ai Migliori Vini, Grappe e Ristoranti d’Italia di Bibenda, venduta per iPhone e per Android al prezzo di 8,99 euro (la versione cartacea costa 39 euro). Stesso prezzo per la versione completa di Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso, che opta per rendere gratuita una piccola parte delle schede dei locali segnalati, come invito ad acquistare successivamente il resto della guida. Dell’edizione 2015 di quest’ultima, però, nonostante la presentazione sia avvenuta circa un paio di settimane fa, non c’è ancora traccia su Apple store e Google play, fermi al 2014.

gambero

espresso

La app I Ristoranti d’Italia dell’Espresso, invece, è scaricabile gratuitamente in versione demo. La si usa per una settimana e poi, se si vuole averla per sempre, va acquistata al prezzo di 7,99 euro (il prezzo di copertina è 19,50 euro). Ci sembra, infine, che Identità Golose abbia abbandonato il settore app, perché, nonostante la guida ai ristoranti d’autore sia pubblicata regolarmente tutti gli anni, su Apple Store l’ultimo prodotto presente risale al 2012.

identità

 

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