Rio de Janeiro, il sapore del Carnaval

by • 17 gennaio 2015 • Itinerari, newsComments (0)4576

Il carnevale è alle porte e Rio è la sua casa d’elezione: la disputa tra le scuole di samba, per il 2015, entrerà nel vivo il 13 febbraio e si concluderà con la grande sfilata dei campioni al Sambodromo il 21 febbraio. Risparmiamo le riflessioni antropologiche sul carattere e sul fascino dei carioca (a quanto pare la città fa lo stesso effetto ammaliante ai viaggiatori da circa cinquecento anni), ma anche senza scuse, Rio de Janeiro è così sorprendente che vi chiederete perchè avete aspettato tanto per andarci.

rio de janeiro

Città di contrasti, di bellezze annunciate, ma anche inaspettate, città di brutture dietro l’angolo, città di musica, la più viva e popolare che vi capiterà di ascoltare, città di religiosità ed edonismo, città di salite e discese, città di mare e foresta, città di sorrisi accoglienti, città di ricchi e di poveri. Siete a Rio e volete ben mangiare, assaggiare, entrare nello spirito della tavola brasileira?
Prima di tutto sappiate che “ho fame” si dice “estou con fome“.  Tra le voci che più spesso troverete in menu (il cardapio): la stra-nota feijoada, minestra di fagioli neri, accompagnata o no da carne seca, riso, farofa (farina di manioca saltata in un grasso); la moqueca, zuppa di pesce declinata in diverse varianti regionali (ottima quella di Bahia con il latte di cocco); il baccalà – qui è chiara l’influenza portoghese – in molti modi, tra cui i golosi bolinhos fritti; la manioca (mandioca o aipim), fritta, al forno, in puré, in farina e in mille altre ricette; la galinhada, piatto di riso, pollo e zafferano; il pao de queijo, panini al formaggio spesso serviti come stuzzichino.

A Rio i ristoranti sono mediamente cari, ma, per pause economiche, è possibile anche placarsi nei botequim, bar tradizionali dove poter gustare un fritto o un panino con una birra gelata (chopp è la spina) o un centrifugato (bisogna assolutamente abusare dei succhi di frutta freschi). Detto questo, buttiamoci nella mischia: abbiamo testato alcuni locali in vari quartieri (i più noti) della città.

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IPANEMA
Gli appassionati di bossanova non possono non partire da qui. Da una capirinha in spiaggia e una passeggiata su rua Vinicius de Moraes.
- Per bere un buon espresso, ci rivolgiamo all’Armazém do Café (Rua Visconde de Pirajá, 261 A), torrefazione e bar. Vari tipi di arabica, selezionati da piantagioni nelle regioni vicine a Rio, da sorseggiare in un buon espresso, oppure da portare a casa, souvenir in grani o macinato. Ci sono altri punti vendita in città.
- Assodato che la media dei prezzi dei ristoranti di Rio è alta, se vogliamo concederci una cena di livello, dobbiamo entrare senza dubbi al Bazzar (Rua Barao da Torre, 538): ambiente moderno ed elegante di legno e vetro, cucina creativa basata sui prodotti autoctoni brasiliani e amazzonici, buona carta dei vini, tanti Champagne. Si spendono circa 90 reais a testa (sui 40 euro), ma il prezzo può variare molto, anche in base alla scelta del vino.

escadaria selaron

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LAPA
Avvicinandosi al Sambodromo, questo è uno dei cuori di Rio: zona di locali e musica, di danze sfrenate e gente in strada fino a notte, Lapa di giorno ha l’aria del quartiere tranquillo, per lunghe passeggiate esplorative. Gli amanti di samba e musica popolare brasiliana, in generale, devono spingersi fino a rua da Carioca, strada che offre uno stuolo di negozi di strumenti musicali, alcuni anche molto antichi.
- Qui, a parte i chioschetti con gli immancabili spiedini di carne o wurstel, per sfamarci dobbiamo andare al Nova Capela (Avenida Mem de Sá, 96): ambiente fermo a decenni fa, camerieri in divisa bianca, piatti classici, come il cabrito assado, capretto servito con riso ai broccoli, o il filé à Osvaldo Aranha.
- Per chi si sente disco-style, il Barzinho (Rua do Lavradio, 170), creatura di uno chef e di un dj di San Paolo, offre cena metropolitana (con sottofondo house un po’ invadente) a base di petiscos dall’ispirazione internazionale, dal fish & chips alle crocchette di mortadella. Buoni i cocktail.

rio de janeiro

SANTA TERESA
Salite ripidissime, villini in colori pastello, locali colorati e negozi di artisti e artigianato: la collina che conserva lo spirito della vecchia Rio è il posto ideale per godere di un Brasile rilassante, dallo spirito lento e musicale. Separato da Lapa dalla splendida escadaria Selaròn, il quartiere offre una buona varietà di caffè e ristoranti.
- Partiamo dal Cultivar Brazil (Rua Paschoal Carlos Magno, 124), bottega specializzata in alimentazione naturale, con offerta che va dalla colazione alla spesa take away: buone le marmellate, i pani, i sandwich, goloso il pao de queijo caldo.
- Di fronte, un locale su due livelli, un luogo reso speciale dall’architettura antica del palazzo, dai colori degli arredi, dalle sculture di ferro e dagli alberi che fanno ombra ai tavolini: è il Cafecito, (Rua Paschoal Carlos Magno, 124), un posto delizioso per colazione, merenda, per un cocktail o una cachaça invecchiata (al piano terra) o per un pasto a base di ricette brasiliane rivisitate con leggerezza e modernità (al primo piano): buona la galinhada e buono il rapporto qualità-prezzo.
- Saliamo le ripide strade di Santa Teresa per godere di uno dei panorami più emozionanti su Rio e per concederci una cena di classe al ristorante Aprazivel (Rua Aprazível, 62): bella struttura di legno, con terrazze sulla città, e un menu di piatti regionali brasiliani, rivisitati con spirito dei tempi e materie prime di gran qualità.  Carta dei vini molto varia, ampia lista di cachaça e servizio impeccabile. Conto alto, adeguato all’offerta (più di 100 reais a testa).

Fuori dal percorso di questi tre bairros, da non perdere una fuoriclasse, Roberta Sudbrack, del ristorante Sudbrack. Una delle cuoche più note del Sudamerica ha la sua tavola di alta cucina brasiliana nella zona del Jardim Botanico, in Avenida Lineu de Paula Machado, 916.

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