Vini naturali, storie di persone

by • 31 marzo 2015 • news, Persone, VinoComments (2)1688

C’è chi li ama e chi li odia. Per alcuni puzzano e altri si perdono nei sentori rustici di questi calici torbidi. Poi ci sono quelli che non puzzano affatto, quelli estremi per scelta e quelli in cui l’errore vorrebbero farlo passare per carattere. Di cosa parliamo? Ma di vini naturali, ovviamente. Grandi protagonisti dell’appena trascorso Vinitaly, con l’ottimo successo del ViVit, del Vinnatur di Villa Favorita e di ViniVeri a Cerea. I vini naturali spaccano in due il mondo del vino e degli appassionati, ma dato il trend in ascesa, qualche domanda c’è da farsela.

Il problema inizia già con il nome: vini naturali. Cosa s’intende di preciso? Un vino prodotto in agricoltura biologica? Biodinamica? Convenzionale? Nessuna di queste definizioni è sufficiente per definirlo. In verità per vino naturale s’intende un prodotto che derivi “da metodi di lavoro che prevedono il minor numero possibile di interventi in vigna e in cantina, l’assenza di additivi chimici e di manipolazioni da parte dell’uomo”, così leggiamo nel sito Vinnatur, dal quale riprendiamo anche questo video per spiegarvi più ampiamente di cosa parliamo.

L’assenza di regole codificate non piace alla Repressione Frodi che non vuole saperne di diciture “vino naturale” in etichetta, tanto più perché questa definizione potrebbe essere discriminante nei confronti di vini prodotti con canoni differenti, che, innegabilmente, sono ugualmente frutto della natura.

Tra estremismi, pura passione, sogni e ideali ci sono tante belle storie di piccoli produttori di questo mondo del vino naturale, vero, libero o che dir si voglia. Una è sicuramente quella di Cà de Vent, 7 ettari, 6 dipendenti e un micro territorio a cavallo tra le denominazioni di Cellatica e Franciacorta. La micro-zonazione dei suoli è fondamentale per loro, in una zona caratterizzata da una fitta rete di acque sorgive sotterranee, ognuna delle quali ha depositato in superficie nel corso degli anni particelle minerali e organiche differenti.

ca de vent franciacorta

I titolari della cantina Cà de Vent al Vinnatur 2015

Il risultato di questo lento processo naturale è un complesso mosaico di suoli dai quali Flavio Faliva e il suo socio ottengono ventidue (il numero cambia in base all’annate) diverse basi da cui comporre i loro spumanti. L’Escluso 2011, ad esempio: si chiama così perché non è stato ritenuto idoneo dalla commissione del Franciacorta DOCG a diventare tale, ma la sua freschezza fiorita e la croccantezza dei sentori di crosta di pane ne fanno un prodotto elegantissimo. Poi c’è il Franciacorta Blanc de Blanc Pas Operé 2011 DOCG, ottenuto senza l’aggiunta di liqueur d’expedition di nessun tipo, ma rabboccato con lo stesso vino con cui è prodotto.

Sempre sulle bollicine, ma non un timbro decisamente diverso, lavora l’azienda Furlani  (Trento) che con il Metodo Interrotto, uno spumante da uve 80% Chardonnay e 20% Pinot Nero, ottenuto con un metodo classico interrotto (da qui il nome), cioè non sboccato, quindi non dosato e senza anidride solforosa aggiunta. Un vino torbido, con una bollicina fine e profumi agrumati e di crosta di pane. Sulla scia della frizzantezza naturale sono molti i vignaioli al lavoro, ma alla Cantina trevigiana Bele Casel va il merito di non aver mai abbandonato la produzione di vin col fondo, tipica della tradizione veneta e mai scomparsa nelle vere osterie. Dal 2013 il loro Prosecco ColFondo è tornato in auge: rifermentato in bottiglia, non filtrato, con un colore paglierino torbido e un bollicina piacevole che ne esalta la freschezza.

vigneti vallorani marche

una veduta dei Vigneti Vallorani (credits vignetivallorani.com)

Dall’estrema schiettezza del vino alla pure eleganza con i vini di Rocco e Stefano Vallorani, giovanissimi titolari dell’azienda Vigneti Vallorani a cavallo tra Colli del Tronto e Castorano (Ap). Rocco è un enologo preparato che ha viaggiato molto per poi tornare a casa, nelle Marche, e sintetizzare il meglio delle sue esperienze nella storica cantina di famiglia. La persistenza sui lieviti e le macerazioni prolungate sulle bucce sono la cifra stilistica della sua produzione. In casa Vallorani anche un vigento come la passerina assume un’importanza e un’originalità che non sempre il territorio le riconosce. La Passerina Offida Docg Zaccrì è vino che fermenta e affina sur lies per almeno 16 mesi in Tonneau di rovere francese da 350 litri.
“Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla”, scrive Alessandro Baricco nel suo Novecento. Sono proprio le storie e le persone che veicolano, in prima battuta, il successo del vino naturale. E a noi piace raccontarvele.

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2 Responses to Vini naturali, storie di persone

  1. Daniela scrive:

    Wow, che voglia di assaggiarli tutti questi vini! Bell’articolo, ben scritto e che fa sognare!

  2. Giovanni scrive:

    Ottii soprattutto i vini del sud Italia e quelli southinitaly

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