Le mille sorprese del Molise

by • 23 novembre 2015 • cibo e cultura, Itinerari, newsComments (0)1328

Quattromila chilometri quadrati. Trecentomila abitanti. Quattromila cercatori di tartufo. Avevate mai pensato a un Molise così? Basta leggere le fonti del Ministero degli Esteri per averne la conferma: oltre il 40% del tartufo bianco nazionale arriva da questa regione. D’altro canto i boschi sono molti, la temperatura ottimale e la mancanza di inquinamento dà una mano a lavorare sulla qualità dei prodotti finali.

Verso un tartufo puro, cento per cento molisano. Questo l’obiettivo della Regione Molise che sta lavorando e sostenendo la ricerca sulla tartuficoltura, sia come fonte di turismo enogastronomico che come rimedio occupazionale della popolazione. Al Centro di Ricerca e Sperimentazione per la produzione di Piantine Tartufigene di Campochiaro (CB) vengono prodotte e monitorate oltre 10 mila piantine tartufigene di diverse specie: roverella, cerro, leccio, nocciolo e carpino. L’allevamento avviene su cavalletto per ridurre al minimo il rischio di contaminazione del seme che viene micotizzato con tuber aestivum totalmente molisano. I protocolli di controllo molto serrati sono il vanto di questo centro di ricerca, che negli ultimi anni sta contribuendo molto all’isolamento di un tartufo autoctono, che possa portare nel mondo i profumi e i sapori dei boschi di questa regione.

tartufo molise ricerca

La serra del Centro di Ricerca sulla piantine tartufigene di Campochiaro

Se parliamo di sorprese, è doveroso citare anche le mele. Solo in Molise se ne contano 80 diverse varietà, ognuna con i suoi profumi e la sua stagionalità. La biodiversità molisana non è ancora compromessa, ma nel campo sperimentale di Campochiaro si sta lavorano per rimetterla in moto il più velocemente possibile. La mela limoncella è forse la più famosa tra le tante varietà. Cugina della mela rosa dei Sibillini e delle altre “limoncelle del sud Italia”, si caratterizza per la capacità di resistere al freddo e agli inverni e portare il suo sapore fino in primavera.

caciocavallo-molise

Come poter parlare di Molise senza pensare al caciocavvallo? Allora consigliamo una visita al Caseificio Di Nucci, il più antico del Molise, che produce formaggi a pasta filata artigianalmente dal 1662. Ieri come oggi, tutto il latte arriva dai pascoli tra Capracotta (considerato il comune più nevoso d’Italia) e Agnone, sede dell’azienda attuale. Artigianalità sì, ma anche tecnologia, per assicurare un prodotto di alta qualità fatto con latte sano, profumato e, anche qui, cento per cento molisano. Un assaggio si scamorza fresca o un sorso di siero latte bastano per carpire i profumi di questa terra, chiusa tra il mare del litorale e l’asperità delle montagne. Una regione in cui ogni foodie può trovare la vacanza che predilige, con un unico filo conduttore: l’autenticità e la meraviglia delle emozioni inaspettate.

 

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