Oltre confine, il Mirazur

by • 18 dicembre 2015 • news, RistorantiComments (0)29

L’Italia è a un soffio, si allunga il braccio e si raggiungono le montagne di Latte, frazione di Ventimiglia. La frontiera è lì, con le code di migranti dalle speranze troncate nel riemergere di Schengen. Alla tavola del Mirazur però siamo in una Francia che accoglie il mondo, un eden arrampicato su un costone di roccia, vetrate che guardano il Mediterraneo, aranci, rosmarino e agavi ad abbracciare la casa di Mauro Colagreco. E un avocado, a ricordare altri continenti.

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Argentino, radici italiane, carriera francese (Passard sopra tutti), dal 2006 ha impiantato la sua pangea culinaria a Menton, con tanto di orto vista mare. La semplicità è quello che folgora in questa cucina: non un punto di arrivo minimale costruito raffinando la tecnica, ma leitmotiv istintivo alla base della narrazione sognante di profumi, colori, materie prime, paesaggi. A partire da un pane cotto a legna caldo che racchiude una poesia di Neruda e che si sposa con l’extravergine di casa, arricchito dalle essenze dello zenzero e del limone di Mentone, protagonista pure di un cocktail con pastis (pura Francia del sud) pescato dalla lista dei drink.

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Prodotti e produttori locali, agrumi, erbe aromatiche, la costa azzurra intera concorre ai piatti (“terra”, “acqua” e “clorofilla” l’indicazione in carta). Due i menu proposti: Prime Tracce, percorso più classico, e Viaggio dei Sensi, articolata incursione nello stile dello chef. Rispettivamente 85 e 140 euro per degustazioni a cura della cucina che cambia e improvvisa quotidianamente, a seconda di mercato e pescato. E del raccolto, soprattutto, poiché parte fondante del racconto è il mondo vegetale, protagonista e solista in alcuni piatti simbolici. Pomodori, acqua di pomodoro, gelatina di pomodoro e gelato di melone, per esempio: insalata di freschezze, senza aggiunta di sale a disturbare acidità e dolcezza. Un piatto evocativo di purezza, quasi a rendere il candore adolescenziale dei soleggiati giardini estivi, stagione in cui, se si è fortunati lo si può assaggiare.

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La carta dei vini viaggia nella grande Francia, ça va sans dire, ma parla anche la lingua dei paesi sopra citati. Del resto un Rossese di Dolceacqua condivide con questa cucina più sangue e anima di un vino di Borgogna.

 

Mirazur

30 Avenue Aristide Briand

06500 Menton, Francia

+33 4 92 41 86 86

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