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		<title>AperARTE: aperitivo goloso sui tetti di Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 09:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Cittadini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Aperarte]]></category>
		<category><![CDATA[Chichandspicy]]></category>
		<category><![CDATA[eco chic]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[the First Luxury Hotel]]></category>

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		<description><![CDATA[Maggio a Roma. Cosa c’è di meglio che salire sopra i suoi tetti per ammirarne storia e geografia dall’alto, magari in compagnia di un buon aperitivo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma nella bella stagione. <span style="color: #888888;"><strong>Cosa c’è di meglio che salire sopra i suoi tetti per ammirarne storia e geografia dall’alto, magari in compagnia di un buon aperitivo?</strong></span></p>
<p><span style="color: #888888;"><strong> Maggio è il momento speciale a Roma, </strong></span>la luce esplode e la città si colora di tinte cariche di giorno che diventano tenui colori pastello al tramonto. Ed eccolo lì il momento ideale per salire sui tetti del centro e godersi lo skyline.  Se poi riusciamo ad accompagnarci oltre alla buona compagnia <span style="color: #888888;"><strong>un bel cocktail di quelli ben fatti o una coppa di vino e un aperitivo come dio comanda </strong></span>– al riparo dalle tristi patatine e noccioline offerte aimè in molti locali acchiappaturisti del centro storico – beh a quel punto siano veramente dei signori!!!</p>
<p><span style="color: #888888;"><strong>E’ come riscoprirsi un po’ turisti nella propria città</strong></span> e credetemi, dopo una giornata di lavoro regalarsi questo piccolo piacere ci da come <span style="color: #888888;"><strong>l’illusione di aver prolungato la giornata nel suo momento più bello</strong></span>.</p>
<p><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/Salotto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5258" title="Salotto" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/Salotto.jpg" alt="" width="440" height="660" /></a></p>
<p>Tra i molti indirizzi nascosti nel centro storico di Roma <strong><span style="color: #888888;">io la via preferenziale ai tetti di Roma l’ho trovata</span></strong> e si chiama <a title="the first hotel Roma" href="http://thefirsthotel.com/" target="_self"><strong>The First </strong><strong>Luxury Art Hotel</strong></a><strong>: </strong>uno splendido boutique hotel dalle parti di via di Ripetta. Questo piccolo gioiello di design, elegante e minimal &#8211; anche spazio d’arte con una collezione di dipinti contemporanei in mostra – con trentacinque splendide camere, bar e ristorante, da circa un mese propone <span style="color: #888888;"><strong>AperARTE</strong></span>, che accompagna al beverage un menu davvero goloso e ben fatto, ideato da <strong><span style="color: #888888;"><a title="chickandspicy" href="http://www.chicandspicy.com/category/food-events/" target="_blank">chicandspicy</a></span></strong>.</p>
<p><strong><span style="color: #888888;">Già da qualche anno Chichandspicy organizza a Roma appuntamenti enogastronomici come aperitivi, brunch e altri momenti legati al cibo</span></strong>, che coniugano l’attenzione e la qualità delle proposte a un’ambientazione che oggi potremmo definire eco chic.  Per la preparazione dei piatti, e questo vale anche per AperARTE, solo materie prime stagionali provenienti da piccole produzioni della campagna laziale, non estensive e spesso di agricoltura biologica. Cibi sani e gustosi quindi. Piatti, tovagliette, posate e tutto il packaging che accompagna i cibi è 100% riciclabile. Senza rinunciare ad una veste chic ed elegante (ecco spiegato l’eco chic).</p>
<p><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/536681_287626911331719_111344362293309_628684_780115698_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5259" title="536681_287626911331719_111344362293309_628684_780115698_n" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/536681_287626911331719_111344362293309_628684_780115698_n.jpg" alt="" width="480" height="529" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #888888;">Ma veniamo al menu proposto da AperARTE, che varia ogni due settimane</span></strong> ed è realizzato grazie alla collaborazione dello staff di cucina del The First. Funziona così. Arrivi e un ascensore ti accompagna dritto al sesto piano, su una terrazza dalla vista mozzafiato. <span style="color: #888888;"><strong>Ti siedi e ordini il tuo vino o cocktail – attenzione perché sono preparati davvero a mestiere!!! – che ti verranno serviti con il vassoietto di golosi assaggi provenienti direttamente dalla cucina.</strong></span></p>
<p><span style="color: #888888;"><strong>Questo il menu proposto in queste 2 settimane:</strong></span></p>
<ul>
<li>Cestini di pasta fillo con caprino, zucchine saltate, pomodorini confit ed erba cipollina.</li>
<li>Panini con la nostra fettina panata</li>
<li>Zeppole dello Chef con pummarola al basilico.</li>
<li>Focaccia fatta in casa ripiena di lonza e ricotta, alle erbette di stagione.</li>
</ul>
<div id="attachment_5261" class="wp-caption aligncenter" style="width: 621px"><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/551758_287627127998364_111344362293309_628689_1338607864_n.jpg"><img class="size-full wp-image-5261" title="551758_287627127998364_111344362293309_628689_1338607864_n" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/551758_287627127998364_111344362293309_628689_1338607864_n.jpg" alt="" width="611" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">Cestini di pasta fillo con caprino, zucchine saltate, pomodorini confit ed erba cipollina</p></div>
<p><strong><span style="color: #888888;">Arriva finalmente un tagliere pieno di piccoli tesori da “scartare” e mordere, che si compone di ricette semplici</span></strong>, sapori che richiamano le gioie dell’infanzia. Pensate al <span style="color: #888888;"><strong>minipanino con fettina panata</strong></span> (io ne piluccavo pezzetti di nascosto quando mia madre le friggeva calde, ma il massimo era trovare qualche assaggio avanzato dal pranzo da gustare freddo per merenda!) e chi non impazzisce per<strong><span style="color: #888888;"> le zeppole di pasta cresciuta,</span></strong> che vi arriveranno appena fritte da pucciare nella salsa di pomodoro? <strong><span style="color: #888888;">Ottima anche la focaccia ripiena e i bei cestini di pasta fillo</span></strong>. Insomma niente buffet con cibi che restano lì fermi per ore all&#8217;aria, scelta che apprezzo molto, ma ricette fresche e preparate in continuazione dalla cucina (e credetemi la differenza si vede e si sente!) che ci divertono e ci incuriosiscono (già pensiamo alla futura scalata in terrazza per scoprire cosa ci riserverà il prossimo menu). Tutto intorno Roma e il suo museo a cielo aperto. E scusate se è poco!</p>
<p><strong><span style="color: #888888;"> AperARTE:</span></strong></p>
<p>1 calice di vino + il vassoio aperitivi: 10€</p>
<p>Cocktail + vassoio aperitivi: da 15€</p>
<p>Cocktail della settimana + vassoio aperitivi: 13€</p>
<p>(E&#8217; gradita la prenotazione)</p>
<p><span style="color: #888888;"><strong>The First Luxury Art Hotel Roma</strong></span><br />
Via del Vantaggio, 14 &#8211; 00186 Roma<br />
Tel. +39 06 45617070 &#8211; Fax. +39 06 45617079<br />
<a href="mailto:info@thefirsthotel.com">info@thefirsthotel.com</a></p>
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		<title>Social fooding o dell&#8217;uso di Facebook</title>
		<link>http://www.foodie.it/cibo-e-cultura/2012/05/social-fooding-o-delluso-di-facebook/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 08:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pina_Sozio</dc:creator>
				<category><![CDATA[cibo e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[bruno gambacorta]]></category>
		<category><![CDATA[eat parade]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[festival del giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[perugia]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall'ultimo Festival del Giornalismo di Perugia, le riflessioni di Bruno Gambacorta sull'utilizzo delle pagine fan di Facebook nel campo enogastronomico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Premesso che Fb mi diventa ogni giorno più indigesto per la strabordante mancanza di rispetto degli elementari diritti di privacy degli utenti (lo sapevate che ora non è più possibile cancellare le foto del profilo?), durante la mia puntatina di quest&#8217;anno al <a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/" target="_blank">Festival del Giornalismo di Perugia</a>, ho avuto modo di partecipare ad un incontro interessante<a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2012/eat-parade-and-eco-gastronomic-journalism" target="_blank"> sul rapporto tra enogastronomia e social network.</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/perugia-6.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5248" title="perugia 6" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/perugia-6-1024x682.jpg" alt="" width="509" height="338" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/perugia-7.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5249" title="perugia 7" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/perugia-7-682x1024.jpg" alt="" width="498" height="746" /></a></p>
<div id="attachment_5250" class="wp-caption aligncenter" style="width: 501px"><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/perugia-1.jpg"><img class="size-large wp-image-5250" title="perugia 1" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/perugia-1-1024x715.jpg" alt="" width="491" height="351" /></a><p class="wp-caption-text">da sinistra Antonio Paolini, Bruno Gambacorta e Stefano Cimicchi</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Salto tutto il contesto (chi avesse interesse, trova qui il <a href="http://www.gamberorosso.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=307453:il-giornalismo-enogastronomico-ai-tempi-di-facebook&amp;lang=en&amp;Itemid=6" target="_blank">mio reportage</a> per il Gambero Rosso), dico solo che durante la presentazione del libro <a href="http://www.vallardi.it/catalogo/scheda/eat-parade.html" target="_blank">Eat Parade</a> di Bruno Gambacorta, tratto dall&#8217;omonima <a href="http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/RUBRICHE/PublishingBlock-b23b19f4-eeb1-4f4f-a2ff-745741488706.html" target="_blank">rubrica del Tg2</a>, lo stesso Gambacorta ha presentato alcune sue<strong> riflessioni sull</strong>&#8216;<strong>utilizzo di una pagina fan su FB</strong> come appendice naturale del libro e del programma tv. Le sue conclusioni, date dall&#8217;interazione quotidiana con quasi un migliaio persone, possono tornare utili a chiunque svolga <strong>attività social-gastronomica</strong> con il proprio blog, libro, rubrica, giornale, ristorante, locale e così via. Ecco di seguito la sintesi di Gambacorta sull&#8217;attività della <a href="http://www.facebook.com/pages/Eat-Parade-Il-libro/256141107758295" target="_blank">pagina Facebook di Eat Parade</a>:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">VANTAGGI:</span><br />
- la pagina è un utile completamento del libro perchè permette la pubblicazione e la diffusione delle immagini che non è stato possibile inserire nel  libro<br />
- con FB si riescono a mobilitare velocemente le persone in occasione di eventi e presentazioni<br />
- nel caso di sondaggi, premi e concorsi, FB si è dimostrato un ottimo strumento per pubblicizzarsi e “fare campagna elettorale”</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">SVANTAGGI</span><br />
- è semplice ottenere “mi piace” e feedback postando immagini di prodotti  o piatti, mentre è più difficile attrarre l’attenzione degli utenti in  caso di argomenti impegnativi</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">CONDIZIONI PER IL SUCCESSO</span><br />
- per la diffusione mediatica, ma anche nel caso  del tour di presentazione del libro, è stato utile avere in  rete  riferimenti locali, persone del territorio che hanno aggregato i  propri  conoscenti reali e virtuali intorno alle tappe di Eat Parade<br />
- è necessario aggiornare continuamente la pagina, i contenuti su FB si bruciano in fretta<br />
-  i testi devono essere brevi: anche se non c’è il limite di 140  battute  come per Twitter, su FB è inutile scrivere più di 4 righe.<br />
-  su FB è meglio non parlare solo e sempre di se stessi:  questo è naturalmente il social network per definizione ad avvantaggiarsi del cosiddetto<em> <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Vanity_press" target="_blank">vanity press</a></em>, ma è più utile segnalare anche  cosa accade intorno al soggetto scrivente, magari il successo immediato sarà minore, ma la pagina in questo modo avrà una vera utilità per la diffusione della cultura enogastronomica.</p>
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		<item>
		<title>5 birre per la Primavera</title>
		<link>http://www.foodie.it/birra-2/2012/05/5-birre-per-la-primavera/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Di Pietrantonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
		<category><![CDATA[birra artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[birra del borgo]]></category>
		<category><![CDATA[brew dog]]></category>
		<category><![CDATA[foodies]]></category>
		<category><![CDATA[ipa]]></category>
		<category><![CDATA[microbirrifici]]></category>
		<category><![CDATA[opperbacco]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente è Primavera, la sera si esce di più e la sete si fa sentire. Per questo che dopo le 5 calde birre per l’Inverno, vi propongo 5 fresche birre per la bella stagione alle porte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente è Primavera, la sera si esce di più e la sete si fa sentire. Per questo che dopo<a title="5 birre per l'inverno" href="http://www.foodie.it/primo-piano/2011/10/5-birre-per-linverno/" target="_blank"> le 5 calde birre per l’Inverno</a>, vi propongo 5 fresche birre per la bella stagione alle porte. I<strong>talia, Scozia, Olanda, Inghilterra in classifica, un turno di riposo per il Belgio</strong>&#8230; non me ne abbiate,  è solo questioni di gusti personali</p>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong>6sonIPA  – Opperbacco e Birra del Borgo</strong></span></h3>
<p>Paese: Italia</p>
<p>Stile: season+indian pale ale</p>
<p>Grado alcolico: 7,1 %</p>
<div id="attachment_5242" class="wp-caption alignnone" style="width: 586px"><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/6sonIpa-birradelborgo-opperbacco.jpg"><img class="size-full wp-image-5242 " title="6sonIpa-birradelborgo-opperbacco" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/6sonIpa-birradelborgo-opperbacco.jpg" alt="" width="576" height="321" /></a><p class="wp-caption-text">cedits: birradelborgo.it</p></div>
<p>Questa birra è frutto di una collaborazione tra il<a title="Birrificio del Borgo, Rieti" href="http://birradelborgo.it/" target="_blank"> Birrificio del Borgo</a> di Rieti e <a title="Biirificio Opperbacco" href="http://www.foodie.it/primo-piano/2012/02/opperbacco-la-birra-parla-abruzzese/" target="_blank">l’abruzzese Opperbacco</a>. Una birra fuori stile che incrocia le caratteristiche della Season belghe (dissentanti e speziate) con quelle delle Indian Pale Ale (luppolo, luppolo, luppolo). Il risultato <strong>è una birra profumatissima con una nota speziata evidente</strong> che torna anche all’assaggio. L’amaro del luppolo sul finale pulisce la bocca e spegne la sete.</p>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong>Birrificio Civale Lumina </strong></span></h3>
<p>Paese: Italia</p>
<p>Stile: American Pale Ale</p>
<p>Grado alcolico: 5,6 %</p>
<p><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/lumina-birra.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5240" title="lumina-birra" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/lumina-birra.jpg" alt="birra lumina birrificio civale, alessandria" width="260" height="506" /></a></p>
<p>Ecco una bionda sorprendente, e a sorprendere sono proprio i suoi profumi: prima malto poi frutta tropicale, pompelmo, ananas … una bomba! In bocca ha un buon corpo e un ingresso dolce che poi termina in una nota amara che mette tutto in equilibrio. Attenzione perché se ne può bere a secchi… datevi una regola! Questa <a href="http://www.birrificiocivale.it/wp-includes/schede/SchedaLumina.pdf">è la scheda tecnica della birra</a>, se interessa.</p>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong>Brew Dog HBC</strong></span></h3>
<p>Paese: Scozia</p>
<p>Stile: Indian Pale Ale</p>
<p>Grado alcolico: 6,7 %</p>
<div id="attachment_5237" class="wp-caption alignnone" style="width: 442px"><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/hbc-brewdog.jpg"><img class="size-full wp-image-5237 " title="hbc-brewdog" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/hbc-brewdog.jpg" alt="birra hbc brew dog" width="432" height="576" /></a><p class="wp-caption-text">le 4 &quot;IPA is dead&quot; di Brew Dog</p></div>
<p>“IPA is dead” così è scritto sulla fighissima confezione che Brew Dog ha fatto per presentare le sue 4 birre monoluppolo. HBC è il nome del luppolo che compone questa birra e c&#8217;è da dire solo “WOW”… una IPA fuori dagli schemi con una luppolatura che sprigiona profumi di fiori bianche e ananas e in bocca è pulita e super persistente. L’unico problema? È un po’difficile reperirla perché prodotta in serie limitata, ma se avete la fortuna di vederla (etichetta arancione) provatela subito.</p>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong>Birrificio De Molen Op&amp;Top </strong></span></h3>
<p>Paese: Olanda</p>
<p>Stile: Bitter Ale</p>
<p>Grado alcolico: 4,5 %</p>
<p><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/De-Molen-Op-Top.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5241" title="De-Molen-Op-&amp;-Top" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/De-Molen-Op-Top.jpg" alt="birra de molen op e top" width="335" height="500" /></a></p>
<p>De Molen è un birrificio che lavora bene e forse è più famoso per altre birre con gradazione alcolica maggiore e capacità d’invecchiamento, ma la Op&amp;Top è perfetta per la Primavera.<strong> Leggera, profumata (luppoli Cascade e Amarillo e Premiant) con note agrumate ed erbacee</strong>. Già il colore aranciato mi mette di buon umore, se poi aggiungete l’assaggio è subito festa: agrumi, note caramellate e un bitter che chiude tutto. Dissetante e perfette per gli aperitivi.</p>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong>Meantime Indian Pale Ale</strong></span></h3>
<p>Paese: Inghilterra</p>
<p>Stile: Indian Pale Ale</p>
<p>Grado alcolico: 7,5 %</p>
<p>Una birra semplice e fatta bene. Ma non fatevi ingannare dal primo assaggio perché la Meantime IPA ha molti segreti da svelarvi nel tempo. Al naso sentite le note erbacee e agrumate tipiche dello stile, all’assaggio la linearità si conferma con un finale leggermente amaro.</p>
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		<title>ALMA Caseus: i migliori formaggi d&#8217;Italia</title>
		<link>http://www.foodie.it/primo-piano/2012/05/alma-caseus-i-migliori-formaggi-ditalia/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 09:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Cittadini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti in primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[affinatori]]></category>
		<category><![CDATA[ALMA Caseus]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brancaleoni]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Cibus di Parma ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana lancia un concorso nazionale tutto dedicato ai formaggi italiani e agli operatori del mondo caseario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Cibus di Parma <span style="color: #808080;"><strong>ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana lancia un concorso nazionale tutto dedicato ai formaggi italiani</strong></span> e agli operatori del mondo caseario.</p>
<div id="attachment_5233" class="wp-caption aligncenter" style="width: 608px"><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0993.jpg"><img class="size-large wp-image-5233    " title="IMG_0993" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0993-1024x768.jpg" alt="" width="598" height="448" /></a><p class="wp-caption-text">Erborinato di capra al latte crudo affinato nei frutti di bosco e petali di rosa</p></div>
<p><span style="color: #888888;"><strong>Vaccini, ovini, caprini o misti. Erborinati, a pasta molle, dura o filata, freschi o stagionati. </strong></span>Sono solo alcune delle infinite tipologie del prodotto caseario italiano. Un patrimonio di sapori e saperi ereditato da generazioni di allevatori, artigiani e affinatori che ALMA vuole promuovere e salvaguardare proprio lanciando un concorso a esso dedicato: ALMA Caseus.</p>
<p><strong><span style="color: #888888;">Due sono le sezioni del Concorso: una dedicata ai professionisti </span></strong>- ovvero coloro che scelgono, tagliano, servono e comunicano il formaggio e sappiamo quanto è importante trovare qualcuno ce ci consigli al banco formaggi – <span style="color: #888888;"><strong>e una dedicata  dedicata ai prodotti.</strong></span></p>
<p>Questa nuova avventura di ALMA, che già dedica molto spazio alla cultura del formaggio nei suoi corsi di cucina per aspiranti chef, è nata insieme a <span style="color: #888888;"><strong>Renato Brancaleoni</strong></span>, un affinatore di fama internazionale esperto e appassionato che ogni anno seleziona personalmente formaggi italiani e francesi per la sua &#8220;fossa dell&#8217;abbondanza&#8221;, nel piccolo paese di Roncofreddo, sulle colline sopra a Cesena. Un luogo da scoprire che ho raccontato nel <a href="http://www.foodie.it/itinerari/2011/09/scoprendo-la-fossa-dellabbondanza/" target="_blank">mio post sulla fossa di Renato</a>. Renato Brancaleoni è presidente del concorso e ha selezionato una giuria di super esperti affinatori e produttori di lunga esperienza avvezzi a competizioni mondiali per giudicare prodotti e operatori.</p>
<div id="attachment_5231" class="wp-caption aligncenter" style="width: 541px"><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0960.jpg"><img class="size-large wp-image-5231    " title="IMG_0960" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0960-1024x768.jpg" alt="" width="531" height="398" /></a><p class="wp-caption-text">Il Caseificio Perenzin della provincia di Treviso che ha vinto la competizione ALMA Caseus nella sezione professionisti</p></div>
<p>I sei finalisti della sezione professionisti hanno prima partecipato a una degustazione alla cieca di cinque tipologie di formaggio con relativo riconoscimento e ad un test  di  cultura sulla conoscenza dell’universo caseario italiano. Poi sono passati ad altre tre prove: <span style="color: #888888;"><strong>allestire un banco di vendita con 10 formaggi italiani DOP e cinque non DOP, simulare il momento della comunicazione e vendita dei prodotti al cliente, eseguire il taglio di precisione su una forma dal peso sconosciuto. </strong><span style="color: #000000;">Le sei postazioni dei finalisti, che simulavano dei piccoli banchi di vendita hanno svolto le prove simultaneamente, con il pubblico e la giuria che passava tra le postazioni e il primo premio è andato alla <a href="http://www.perenzin.com/it/home.html" target="_blank">Latteria Perenzin</a> della provincia di Treviso, un caseificio artigianale da 4 generazioni con punto vendita portato avanti con passione dalla famiglia Perenzin. Certamente un luogo da appuntare nell&#8217;agenda del foodie in viaggio.</span></span></p>
<p><span style="color: #888888;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<div id="attachment_5232" class="wp-caption aligncenter" style="width: 452px"><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0994.jpg"><img class="size-large wp-image-5232   " title="IMG_0994" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0994-768x1024.jpg" alt="" width="442" height="590" /></a><p class="wp-caption-text">La prova del taglio di precisione</p></div>
<p>Per la sezione formaggi invece, divisa in 3  macro-categorie &#8211; formaggio di fattoria, formaggio artigianale e formaggio da gran mercato -  e con vari criteri di classificazione come la provenienza del latte lavorato, la tipologia della materia prima impiegata, l’eventuale trattamento termico subito, le forme che erano arrivate da tutta Italia per questa prima edizione del concorso erano 180.</p>
<p><span style="color: #888888;"><strong>Ecco l&#8217;elenco dei formaggi premiati con la medaglia d&#8217;oro&#8221; ALMA Caseus:</strong></span></p>
<p>- CATEGORIA PARMIGIANO-REGGIANO Parmigiano Reggiano DOP &#8211; 26-28 mesi: Azienda Agricola Bonati Giorgio di Basilicanova di Montechiarugolo (Parma) &#8211; CATEGORIA ERBORINATI Blu 61: La Casearia Carpenedo di Camalò di Povegliano (Treviso)</p>
<p>- CATEGORIA FORMAGGIO DI FATTORIA (LATTE VACCINO) Gioia del pastore: De&#8217; Magi Alchimia de&#8217; Formaggi di Castiglion Fiorentino (Arezzo).</p>
<p>- CATEGORIA GRAN MERCATO (LATTE VACCINO) Squacquerone: Caseificio Comellini Roberto di Castel S. Pietro Terme (Bologna).</p>
<p>Tutti i prodotti che hanno vinto le varie competizioni riceveranno un bollino ALMA Caseus. Un marchio di qualità che distingue e premia chi davvero lavora alla ricerca della qualità, uno sprone per gli altri operatori a fare meglio e uno strumento un più per chi consuma e deve orientarsi nella miriade di prodotti sul mercato.</p>
<div id="attachment_5236" class="wp-caption aligncenter" style="width: 501px"><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0979.jpg"><img class="size-large wp-image-5236  " title="IMG_0979" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0979-768x1024.jpg" alt="" width="491" height="655" /></a><p class="wp-caption-text">Il canestrato di Moliterno, prodotto lucano IGP, è stato sezionato dai partecipanti in gara per la prova di taglio di precisione</p></div>
<p>Per la sezione professionisti l&#8217;appuntamento è il prossimo anno, mentre per i prodotti ci si vede fra due anni. Speriamo sempre più numerosi.</p>
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		<title>Il vino Naturale fa festa a Navelli il 12 e 13 Maggio</title>
		<link>http://www.foodie.it/vino/2012/05/il-vino-naturale-fa-festa-a-navelli-il-12-1-13-maggio/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 16:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Di Pietrantonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[biodinamica]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[navelli]]></category>
		<category><![CDATA[vino bio]]></category>
		<category><![CDATA[vino naturale]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiama Naturale ed è la prima fiera del vino naturale organizzata in Abruzzo. La location è Navelli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/locandina-naturale-navelli.jpg"><img class="size-full wp-image-5216 alignleft" title="locandina-naturale-navelli" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/05/locandina-naturale-navelli.jpg" alt="naturale festa del vino naturale a navelli" width="359" height="503" /></a>Si chiama<strong> Naturale ed è la prima fiera del vino naturale organizzata in Abruzzo</strong>. La location è Navelli (ben nota a tutti noi per lo zafferano), per l’esatezza il seicentesco Palazzo Santucci.  L’organizzazione è quella di <strong>DinamicheBio</strong>, un’associazione culturale fondata da quattro giovani aquilani per promuovere le eccellenze del territorio abruzzese, dall’enogastronomia all’arte.</p>
<p>Del <a title="vivit, vinitaly" href="http://www.foodie.it/vino/2012/03/vini-naturali-a-vinitaly-racconti-dal-vivit/" target="_blank">vino naturale abbiamo parlato recentemente in occasione del ViVit </a>di Verona e abbiamo espresso la nostra simpatia ed approvazione nei confonti di tutti i vignianioli che si avvicinano al biologico o biodinamico. Per questo vi segnaliamo questo evento che sembra interessante anche per imparare a conoscere le problematiche di produzione e le tecniche di degustazione per apprezzare un vino naturale.<br />
<strong>A Naturale prenderanno parte oltre trenta produttori italiani ed europei</strong>. Trovate a questo link la <a title="produttori di naturale a navelli" href="http://www.naturalefieradelvino.it/" target="_blank">lista degli espositori</a> in continuo aggiornamento.  Questo il programma della manifestazione, l’ingresso costa 10 € e include gli assaggi ai banchi, mentre le degustazioni guidate sono a pagamnto e ci si deve prenotare (scrivete a <a href="mailto:dinamichebio@gmail.com">dinamichebio@gmail.com</a>).<br />
<strong><span style="color: #ff9900;">11 Maggio</span></strong></p>
<h3 dir="ltr"><span style="font-weight: normal;">21:00 PROIEZIONE FILM-DOCUMENTARIO*</span></h3>
<p>Senza Trucco. Le donne del vino naturale<br />
Intervengono:<br />
Giulia Graglia – regista<br />
Nicoletta Bocca – viticoltore<br />
<em>* la proiezione si svolgerà presso la Casetta degli Alpini, sita in Piazza San Bernardino a L’Aquila. L’evento è organizzato in collaborazione con Hatha Ciudad Onlus.<br />
</em><br />
<span style="color: #ff9900;"><strong>12 Maggio</strong></span></p>
<h3 dir="ltr"><span style="font-weight: normal;">12:00 CONFERENZA DI APERTURA</span></h3>
<p>“Ritorno alla natura nell’era della chimica: come un’agricoltura diversa può cambiare la nostra vita, dalla tavola all’ambiente”</p>
<h3 dir="ltr"><span style="font-weight: normal;">14:00 APERTURA UFFICIALE DELLA FIERA E DEI BANCHI DI DEGUSTAZIONE</span></h3>
<h3 dir="ltr"><span style="font-weight: normal;">15:30 SEMINARIO RISERVATO A PRODUTTORI E ADDETTI DEL SETTORE</span></h3>
<p>Libera degustazione: i vini naturali e l’esercizio del gusto fuori da scuole, guide e manuali</p>
<p>18:00 DEGUSTAZIONE GUIDATA *</p>
<p>Verticale di Montepulciano d’Abruzzo Praesidium</p>
<h3 dir="ltr"><span style="font-weight: normal;">20:00 CHIUSURA AL PUBBLICO</span></h3>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">13 Maggio</span></strong></p>
<h3 dir="ltr"><span style="font-weight: normal;">12:00 APERTURA AL PUBBLICO</span></h3>
<h3 dir="ltr"><span style="font-weight: normal;">12:15 SEMINARIO CON DEGUSTAZIONE *</span></h3>
<p>Vini di artigiani. Nicoletta Bocca e Gaspare Buscemi, la ricerca dell’equilibrio tra tecnica e natura</p>
<h3 dir="ltr"><span style="font-weight: normal;">13:00 &#8211; 15:00 CUCINA DEL TERRITORIO A BASE DI PRODOTTI TIPICI LOCALI (PASTA FATTA A MANO, ZAFFERANO E CECI DI NAVELLI) **</span></h3>
<h3 dir="ltr"><span style="font-weight: normal;">15:30 DEGUSTAZIONE GUIDATA A INGRESSO LIBERO</span></h3>
<p>Vini emergenti d’Abruzzo – I prodotti delle aziende Terra Viva, Agricola Cirelli, Pettinella, Tilli</p>
<h3 dir="ltr"><span style="font-weight: normal;">17:00 DEGUSTAZIONE GUIDATA *</span></h3>
<p>Verticale Emidio Pepe</p>
<h3 dir="ltr"><span style="font-weight: normal;">20:00 CHIUSURA AL PUBBLICO</span></h3>
<p>*<em> Non inclusi nel costo del biglietto di ingresso</em><br />
** <em>Inoltre saranno disponibili per tutta la durata della fiera banchi di assaggi di prodotti tipici di qualità forniti da produttori artigianali locali</em></p>
<p>Trovate tutte le altre informazioni sul sito <a title="Naturale, fiera del vino a Navelli" href="http://www.naturalefieradelvino.it/" target="_blank">www.naturalefieradelvino.it</a></p>
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		<title>Fritto Misto all’italiana, la festa si fa ad Ascoli</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 15:36:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Di Pietrantonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[ascoli piceno]]></category>
		<category><![CDATA[fritto misto]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[olive ascolane]]></category>
		<category><![CDATA[sagre]]></category>

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		<description><![CDATA[Le fritture di tutto il mondo si incontrano ad Ascoli dal 25 aprile al 1° Maggio a “Fritto Misto". Così se state progettando una vacanzetta per il ponte lungo, una gita nel Piceno può essere un’idea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le fritture di tutto il mondo si incontrano <strong>ad Ascoli dal 25 aprile al 1° Maggio</strong> <strong>a “Fritto Misto&#8221;</strong>. Così se state progettando una vacanzetta per il ponte lungo, una gita nel Piceno può essere un’idea. La manifestazione è carina e si svolge in centro città nella bellissima Piazza Arringo.</p>
<p><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/04/fritto-misto-ascoli-piceno.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5209" title="fritto misto-ascoli-piceno" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/04/fritto-misto-ascoli-piceno.jpg" alt="fritto misto sagar ad ascoli piceno" width="462" height="605" /></a></p>
<p><strong>Molti ristoranti propongono un menu “Tutto fritto” per l’occasione</strong> prolungando la festa fino alla sera: l’Antico Bonelli, la Cantina dell’Arte, il Ristorante Corte del Sole, la Gastronomia Migliori, il Lorenz Café, il <a href="http://www.ildesco.com/">Ristorante Il Desco</a>, il Ristorante Mare Divino, il Ristorante Peperoncino, la Trattoria Da Middio e il Ristorante Villa Pigna presso il Best Western Hotel.</p>
<p><strong>A questo link potete trovare il programma completo</strong> della manifestazione Fritto Misto, dalle degustazioni di vino alle scuole di cucina: <a title="programma fritto misto 2012" href="http://www.frittomistoallitaliana.it/2012/programma" target="_blank">http://www.frittomistoallitaliana.it/2012/programma</a></p>
<p><strong>Un premio alla bella idea di comunicazione 2.0</strong>: un concorso fotografico con tema Fritto Misto 2012 per gli #Igers (utenti di Instragram). Nel sito <a title="concorso instagram" href="http://www.instafritto.it/">www.instafritto.it</a> le foto sranno mostrate in streaming, i vincitori partecipano gratis alle degustazioni.</p>
<p>L’ingresso costa 10,00 €. Ah… se avete deciso di venire ad Ascoli ricordatevi di stampare la guida “<a title="sulla strada delle olive ascolane" href="../../../../../itinerari/2010/02/sulla-strada-delle-olive-ascolane/" target="_blank">Sulla strada delle olive ascolane</a>” che ho scritto per voi tempo fa.</p>
<p>Altre informazioni sul sito della manifestazione <a title="fritto misto ascoli 2012" href="http://www.frittomistoallitaliana.it/2012/http://" target="_blank">www.frittomistoallitaliana.it</a></p>
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		<title>Venerdì biscotti: le mie paste di meliga</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 13:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pina_Sozio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[biscotti]]></category>
		<category><![CDATA[mais]]></category>
		<category><![CDATA[paste di meliga]]></category>
		<category><![CDATA[piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[ricette regionali]]></category>
		<category><![CDATA[venerdì biscotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un souvenir da Torino mi ha fatto conoscere queste meraviglie piemontesi: frolle friabilissime a base di farina di mais, dal gusto molto particolare, quasi antico. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un souvenir da Torino mi ha fatto conoscere queste <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paste_di_meliga" target="_blank">meraviglie piemontesi</a>: <strong>frolle friabilissime a base di farina di mais</strong>, dal gusto molto particolare, quasi antico. Insomma dolcetti buonissimi adatti ad ogni momento della giornata, anche se l&#8217;ideale, secondo tradizione, è di mangiarli a fine pasto, con un bicchiere di passito o di barolo chinato.<br />
Io le paste di meliga le ho fatte a forma di S (anche se quelle tondeggianti sono più tradizionali) e le ho impastate utilizzando una farina macinata grossa, di quelle per polenta, insomma. Se voi invece amate un biscotto dalla texture meno rustica, sicuramente è meglio che utilizziate una farina di mais macinata molto fine. La ricetta che vi propongo è quella del <a href="http://www.ristorantemoderno.net/" target="_blank">ristorante Moderno</a><strong> di Carrù </strong>(CN), tratta dal libro &#8220;<strong>Cucina regionale</strong>&#8221; di Slow Food Editore.</p>
<p><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/04/IMG_0712.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5198" title="paste di meliga" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/04/IMG_0712-768x1024.jpg" alt="" width="393" height="523" /></a></p>
<p><strong>PASTE DI MELIGA</strong><br />
- 250 g di farina di mais<br />
- 3 tuorli<br />
- la scorza grattugiata di mezzo limone<br />
- 80 g di burro fuso<br />
- mezzo bicchiere di olio extravergine molto delicato<br />
- 75 g di zucchero<br />
- un pizzico di sale</p>
<p>Impastare tutti gli ingredienti in una terrina, fino ad ottenere un impasto liscio e abbastanza morbido da poter essere inserito in un sac à poche o in una siringa da pasticceria, con il beccuccio largo e rigato (solitamente sono quelli a forma di stella). Imburrare una teglia e spolverarla di farina, oppure stendervi un foglio di carta da forno. Aiutandosi con il sac à poche stendere sulla teglia i biscotti a forma di ciambellina, di barretta o di S. Infornare in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.<br />
Una volta cotte, farle raffreddare, prima di servire.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Birra San Gabriel: un po’di Baviera in Veneto</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 08:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Di Pietrantonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birra]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti in primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[birra tedesca]]></category>
		<category><![CDATA[microbirrifici]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Birrificio San Gabriel si trova a Busco Ponte di Piave, in provincia di Treviso dove l’acqua è quella del fiume (Piave, appunto), il luppolo bruscandeo nasce spontaneo lungo le siepi della campagna]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Birrificio San Gabriel si trova a Busco Ponte di Piave</strong>, in provincia di Treviso dove l’acqua è quella del fiume (Piave, appunto), il luppolo <em>bruscandeo</em> nasce spontaneo lungo le siepi della campagna, i cereali crescono senza troppi sforzi. Sarà per questo che qui già nel Medioevo i monaci dell’Abbazia benedettina producevano birra e bevande medicali a base di erbe. Così forte di una grande vocazione territoriale, dal 1997 questo micro birrificio crea birre che coniugano intelligentemente la tradizione tedesca con quella italiana e ne fanno qualcosa in più.</p>
<p><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/04/birra-italiana-sangabriel.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5190" title="birra-italiana-sangabriel" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/04/birra-italiana-sangabriel.jpg" alt="birre artigianali san gabriel " width="512" height="384" /></a></p>
<p><strong>Io li ho conosciuti al Vinitaly</strong>, quando stanca di tanto vino mi sono buttata nel padiglione Agrifood e imbattuta nella <strong>Bionda</strong>&#8230; di nome e di fatto. Un sorso e mi ha sorpreso per la chiarezza del gusto: un ingresso morbido, poi cereali e in fine una nota amara&#8230; semplice ma perfetta.</p>
<p>Allora mi sono appassionata all’argomento e ho scoperto <strong>la filosofia di questo birrificio</strong> che &#8211; alla faccia dei tanti che scelgono il Belgio come riferimento &#8211; parte dalla grande tradizione tedesca per sviluppare birre <em>pure </em>con materie prime di grande qualità e legate al territorio veneto.</p>
<p>Un esempio? <strong>Le birre ai tre radicchi</strong>:</p>
<p><strong>Ambra Rossa</strong> – al radicchio rosso di Treviso con un gusto leggermente vegetale stemperato dalla nota caramellata.</p>
<p><strong><a href="http://www.sangabriel.it/it/eventi/san-gabriel-presenta-la-rossa-di-chioggia">Rossa di Chioggia</a></strong> – al radicchio di Chioggia, una birra ancora in fase di studio in collaborazione con li consorzio dell’omonimo radicchio. Pare che già nel Mille i monaci benedettini locali producessero una birra simile impiegando il radicchio come stabilizzante per la bevanda, solo dopo fu introdotto dagli stessi monaci anche il luppolo.</p>
<p><strong>La Rossa di Verona</strong> – al radicchio di Verona.</p>
<p><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/04/birra-sangabriel-veneto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5191" title="birra-sangabriel-veneto" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/04/birra-sangabriel-veneto.jpg" alt="birra al radicchio san gabriel" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Ma c’è anche la Birra dell’Apostolo, prodotta solo in autunno con il miele di castagno di Combai (Treviso),e la dolce Nera di Tarso, con il fico secco delle zone pedemontane venete.</p>
<p>La gamma è vasta, insomma. La <a href="http://www.sangabriel.it/it/birre">potete scoprire da soli sul loro sito web</a>; io mi permetto solo di influenzarvi un po’ consigliandovi la Birra del Tempio, una blanche ai quattro cerali (ovviamente di produzione propria) lievemente speziata &#8230; Tanto piacevole che secondo me per l’aperitivo se la batte con lo Spritz (che in Veneto non è poco!).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Gli oli d’Italia: sulle colline del Chianti</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 11:29:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Cittadini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti in primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Chianti DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Greve in Chianti]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine d'oliva]]></category>

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		<description><![CDATA[A spasso tra le colline del Chianti non solo terra di vini, perché l’ulivo si alterna alla vite tappezzando questo paesaggio unico. E così oggi parliamo di olio del Chianti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/04/chianti3-e1334661598712.jpg"><img class="size-large wp-image-5179 aligncenter" title="chianti3" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/04/chianti3-e1334661598712-768x1024.jpg" alt="" width="436" height="579" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A spasso tra le colline del Chianti basta un colpo d’occhio allo splendido paesaggio e ti rendi conto subito che <strong>questa non è solo una terra di vini, perché l’ulivo si alterna alla vite tappezzando l’andamento ritmicamente irregolare di questo paesaggio unico</strong> – non me ne vogliano umbri e marchigiani miei conterranei – aggrappandosi fin sulle cime più scoscese di questi splendidi poggi. E così oggi parliamo di oli. Perché come spiegava <a title="olio extravergine SOL" href="http://www.foodie.it/primo-piano/2012/04/olio-extravergine-d’oliva-e-qualita-a-che-punto-siamo/" target="_blank">Laura nel suo recente post in occasione della sua visita al SOL di Vinitaly</a>, <strong>l’olio non è uno solo, una bottiglia da agguantare distrattamente al supermercato.</strong> L’olio non è un semplice grasso o condimento, ma un ingrediente che può arricchire i nostri piatti migliorandoli (o può peggiorarli se è di scarsa qualità) oltre che un alleato per la nostra salute. <strong>L’olio inoltre, proprio come il vino, è espressione di un territorio,</strong> grazie alla peculiarità rappresentata dalle olive con cui è prodotto che svilupperanno dei profumi e dei sapori caratteristici di un territorio.<br />
E così ormai da qualche anno ho preso l’abitudine nei miei viaggi in giro per l’Italia di tornare indietro con una bottiglia dell’oro verde della zona che ho visitato.<br />
La Toscana, come l’Umbria, è terra di olive Moraiolo, Frantoio e Leccino, alle quali si uniscono qui anche la Pendolino e la Correggiolo in quantità inferiori e le cultivar minori in alcune sottozone, come la Maremmana e la Olivastra che regalano agli oli peculiarità specifiche. <strong>Ma se partiamo all’assaggio di un olio cosa dobbiamo sapere per poter riconoscere un prodotto di qualità?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #888888;"><strong>Usiamo il nostro naso. </strong><span style="color: #000000;">P</span></span>er degustare un olio l’ideale sarebbe assaggiarlo in purezza, senza pane o altri cibi, scaldandolo in un bicchierino con una mano per far si che le sostanze volatili, con la temperatura si sprigionino. <strong>Già qui potremmo sentire dei profumi e imparare a distinguerli</strong>. E’ proprio qui inoltre che andremo alla ricerca <strong>del “fruttato” – ovvero il profumo del frutto dell’oliva franta, che potrà essere leggero, medio o intenso –</strong> e di altre note aromatiche come le erbe fresche, il carciofo, la mandorla o il pomodoro, giusto per fare qualche esempio. Questo dipenderà dalla cultivar.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong><span style="color: #888888;">Analisi gustativa.</span> </strong></span>Assaggiando poi cercheremo di farlo roteare nella bocca espirando con la via retronasale per coglierne i sentori e <strong>andremo a caccia di altri due importanti rilevatori della qualità di un olio, l’amaro e il piccante,</strong> che debbono essere in armonia tra loro, senza che una caratteristica sovrasti l’altra. Potremo qui rintracciare alcuni sentori che abbiamo individuato al naso o anche di nuovi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per chi proprio poi non volesse assaggiare l’olio da solo, alcuni cibi possono aiutare</strong> a degustarlo correttamente, sapori neutri, come la patata lessa, che tiepida favorisce lo sprigionarsi degli aromi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Conoscere il grado di fruttato di un olio ci sarà utile per poterlo abbinare correttamente ai nostri piatti</strong>, sapendo che le preparazioni più semplici, come insalate, verdure e pesci grigliati preferiscono un leggero, poiché un olio troppo intenso le sovrasterebbe. Man mano che si va verso sughi, carni, minestre e ricette più saporite, potremmo scegliere anche un olio dal fruttato più intenso.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ vera una cosa infine. Se ci si allena ad assaggiare oli di qualità, che presentano profumi anziché puzze – come il rancido o l’avvinato – non si torna indietro. Per conoscere i difetti vi rimando al nostro post <a title="olio degustazione" href="http://www.foodie.it/primo-piano/2011/04/olio-extravergine-d’oliva-degustazione-consigli-e-guide/" target="_blank">sui consigli di degustazione</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/04/chianti_1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5180" title="Chianti" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/04/chianti_1-1024x768.jpg" alt="" width="526" height="395" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Ma torniamo nel Chianti per parlare delle sue olive:</strong></span></p>
<p><span style="color: #999999;"><strong>La Moraiolo:</strong> </span>oliva resistente alle gelate e quindi anche alle altezze un po’ più elevate, ha un amaro e un piccante piuttosto spiccati ed è per questo motivo che spesso viene abbinata alla Frantoio e alla Leccino in dei blend. Tuttavia se si ama un gusto più intenso, con una carne al sangue o una zuppa di legumi, esistono anche degli ottimi oli monocultivar Moraiolo (vedi indirizzi in basso).</p>
<p><span style="color: #999999;"><strong>La Leccino</strong></span> è certamente più delicata e di minor carattere, per questo la si abbina spesso alle alte cultivar.</p>
<p><span style="color: #339966;"><strong> <span style="color: #999999;">La Frantoio</span></strong></span> produce oli di fruttato medio, con una struttura discreta.</p>
<p><strong>La DOP Chianti deve avere almeno l’80% di olive Moraiolo, Frantoio, Leccino e Correggiolo, al quale si aggiungono le altre varietà</strong> presenti sul territorio, dando vita a oli di media e intensa struttura, che si abbinano molto bene ai piatti della zona, dalla ribollita – saporita minestra a base di pane, fagioli, cavolo nero e cipolle – alla sanguigna e mastodontica bistecca di fiorentina.</p>
<p><span style="color: #999999;"><strong>Infine se siete nella zona del Chianti ecco qualche mio indirizzo sperimentato su dove mangiare e acquistare una buona bottiglia d&#8217;olio </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><em>Frantoio: Erede Rolando Grassi. </em></strong></span>Coltivazione biologica e produzione sia di oli plurivarietali che monocultivar: Leccino, Frantoio, Moraiolo. Via Dudda, 33 Greve in Chianti (335-53915353)</p>
<p><strong><span style="color: #339966;"><em><span style="color: #000000;">Ristorante: la Taverna del Guerrino.</span> </em></span></strong>Sopra a Greve in chianti, nel piccolo borgo di Montefioralle, in questo ristorante vi sembrerà di essere a casa potrete assaggiare i classici della cucina chiantigiana, semplicemente ben fatti: la fettunta con un buon olio toscano alla ribollita, bruschette con paté di fegatini, ribollita di verdure, ragù toscani e carni di qualità. Via di Montefioralle, 39 Greve in Chianti (055 853106)</p>
<p><em><span style="color: #000000;"><strong>Macelleria Falorni:</strong></span> </em>se siete a Greve in Chianti non perdete una visita in questa macelleria nella piazza principale del paese, che oltre all’incredibile selezione di salumi e prosciutti toscani e di formaggi nella vecchia grotta sottoterra, è un piccolo museo dedicato all’arte della macelleria. Potete anche prendere un piatto di salumi e formaggi e gustarli con un calice di vino nei tavolini fuori sotto al portico.</p>
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		<title>Venerdì biscotti: ciambelline all&#8217;aglianico</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 10:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pina_Sozio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[aglianico]]></category>
		<category><![CDATA[biscotti]]></category>
		<category><![CDATA[ciambelline al vino rosso]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[venerdì biscotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi facciamo un biscotto da meditazione: ecco la ricetta delle super classiche ciambelline al vino rosso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/04/ciambe.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5161" title="ciambe" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/04/ciambe.jpg" alt="" width="527" height="369" /></a></p>
<p>Le <strong>ciambelline al vino</strong> sono un classico della tradizione popolare italiana. Io le ho conosciute e apprezzate qui a Roma, dove (soprattutto ai castelli romani) è diffusa l&#8217;usanza di farle con il vino rosso, piuttosto che con il bianco. Dato che la preparazione è molto semplice e gli ingredienti pochi, vanno usate materie prime di alta qualità per avere il miglior risultato. Io ho voluto provare a rifarle con un tocco irpino, usando un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aglianico" target="_blank">aglianico</a> e il buonissimo olio extravergine di <a href="http://www.irpino.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=371:ex-olivis-lanno-della-ravece&amp;catid=52:eventi&amp;Itemid=114" target="_blank">ravece</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/04/ciambelline1.jpg"><img class="size-full wp-image-5164  aligncenter" title="ciambelline1" src="http://www.foodie.it/wp-content/uploads/2012/04/ciambelline1.jpg" alt="" width="401" height="553" /></a></p>
<p><strong>CIAMBELLINE ALL&#8217;AGLIANICO</strong><em><br />
Ingredienti (per circa 20 ciambelline):</em><br />
- 220 g farina 0<br />
- 80 g olio extravergine<br />
- 80 g di Aglianico (o altro buon vino rosso)<br />
- 80 g zucchero<br />
- 1 cucchiaino di bicarbonato<br />
- 1 pizzico di sale</p>
<p>Formare una fontana con la farina, mettere al centro gli altri ingredienti e impastare fino ad avere un composto liscio e compatto. Formare degli anelli, passarli in un po&#8217; di zucchero semolato e porli su una teglia, leggermente distanziati ( in cottura si gonfiano). Infornare in forno caldo a 175° per 20 minuti. Mangiare le ciambelline fredde, magari a fine pasto, chiacchierando con gli amici.</p>
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