Piega impeccabile, trucco perfetto e scarpette rosse: Sara Papa è così, donna moderna e d’altri tempi, televisiva sì, ma rassicurante e familiare. L’ho scoperto sabato partecipando a uno degli incontri con l’autore che organizza la Libreria Fonti Sonore di Tivoli. Era lì a parlare del suo nuovo libro, Tutta la Bontà del Pane (edito da Gribaudo), un vero e proprio vademecum dell’arte bianca in casa, che nel giro di due mesi ha venduto più di 8000 copie ed è già alla seconda ristampa.
Ero scettica, devo ammetterlo. Pensavo si trattasse della classica bolla di sapone: la signorotta borghese che si atteggia a brava massaia, della serie tutta forma… E poi, mi sono detta, cosa ci vuole a vendere bene un libro sul pane? Niente, pesavo. E invece…Avete presente Robin Williams in Mrs Doubtfire che con la sua voce rassicurate cattura l’attenzione dei bambini quasi ipnotizzandoli? Beh, l’impatto è stato lo stesso. E non finisce qui. Sara non è una panificatrice improvvisata, né superficiale. È una cuoca attenta, ha frequentato corsi, ha studiato e sul pane ha le idee molto chiare. Niente farine industriali, meglio se di grani antichi, niente lievito di birra e soprattutto tanta calma.
Ora veniamo al sodo, al libro. Le ricette sono ben scritte e difficilmente (e lo dico soltanto perché non ho ancora avuto il tempo di leggermele tutte!) troverete ingredienti non naturali o poco sani. A distruggere totalmente i miei castelli di pregiudizi, poi, ci ha pensato l’assaggio del suo pane (sì proprio così, si era presentata in libreria con due bei filoni di integrale e con una strepitosa ciambella farcita!): profumi e sapori d’altri tempi, oltre che ben lievitato e ben cotto. Come è andata a finire? Ho comprato il libro, l’ho scartato e come un’anima pentita sono strisciata fin sotto le sue fantastiche scarpette rosse per una bella dedica personalizzata.
E oggi si parte con il lievito madre, mi devo dar da fare. Perché Sara ne ha uno di 160 anni.











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